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Blumstein che mazzata! Pagherà tasse per $3,8 milioni, fisco francese beffato con Pollak e Saout

Come ogni anno, a chiusura del Main Event WSOP, il fiscalista statunitense Russ Fox (dell'agenzia Taxable Talk) ha pubblicato un'interessante analisi sulle tasse che saranno applicate ai finalisti del torneo più importante del mondo.

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24/07/2017 10:35

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Benjamin Pollak: vive a Londra e grazie alla sua residenza in Gran Bretagna salverà la sua vincita dal fisco francese (che avrebbe preteso circa il 48%)

Il campione Scott Blumstein esce con le ossa rotte: il poker pro residente a Morristown, in New Jersey, dovrà versare al suo stato d’origine $754.196 e 3,1 milioni all’IRS, l’agenzia fiscale federale statunitense.

Una bella mazzata per il nuovo campione del mondo che sarà soggetto ad un prelievo complessivo del 47%, essendo un giocatore professionista. Il suo bankroll dopo questa bella avventura crescerà comunque di 4,3 milioni (a meno che non abbia venduto quote o sia stato stakato).

Pollak e Saout beffano il fisco francese

Si salvano i 4 europei al tavolo: i due francesi Benjamin Pollak e Antoine Saout da anni vivono a Londra e non dovranno nulla all’agenzia delle entrate transalpina. Lo stesso naturalmente vale per gli inglesi John Hesp e Scott Sinclair.

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Sono due le ragioni legali dell’esenzione totale per i 4 players residenti nel Regno Unito: l’accordo bilaterale fiscale (Tax Treaty) tra UK e USA (che regola l’eventuale esenzione dei redditi diversi) ed inoltre una vecchia sentenza emessa in un tribunale britannico che ha sancito che  le vincite derivanti dal poker (e dal gambling in generale) sono esenti.

 

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Un precedente giudiziale di qualche anno fa andava in questa direzione. Nelle giurisdizioni di common law (come la Gran Bretagna), la giurisprudenza è vincolante e, di fatto, ha efficacia come la legge (in generale non esistono norme ordinarie scritte anche se vi sono delle eccezioni).

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Anche Antoine Saout vive in Gran Bretagna e si è sottratto al fisco francese

Il sistema fiscale transalpino

Pollak ha dimostrato di essere un passo avanti anche lontano dai tavoli da poker: se il parigino fosse rimasto a vivere sotto la Torre Eiffel avrebbe pagato qualcosa come 1,6 milioni di dollari all’erario. L’accordo bilaterale fiscale tra la Francia e gli Stati Uniti prevede (come per l’Italia) che le tasse siano pagate per intero nel paese d’origine e, di fatto, il giocatore esce dal Nevada con la vincita intatta (in questo caso $3.500.000).

A Parigi, per quanto concerne i redditi annuali dichiarati superiori ai €152.260 si applica un tax rate del 45% (il più alto di tutta la nazione). Più un extra pari al 3% per gli income superiori a €250.000 ed un 4% su redditi superiori a €500.000. Mister Pollak avrebbe pagato oltre il 48% invece tornerà nella sua casa di Londra con 3,5 milioni di dollari.

In questo modo diventa il secondo finalista che incasserà di più (se consideriamo le vincite nette). Paradossalmente, tra il campione Blumstein e Pollak (terzo) la differenza in premi sarà solo di $810.000, come si evince dalla tabella sottostante.

Le vincite nette dei finalisti del Main Event WSOP

Nella prima colonna le vincite lorde e nella seconda quelle nette

Argentina

L’argentino Damian Salas ha incassato alla fine$997.500 rispetto alla vincita lorda pari a $1.425.000. Ha lasciato il 30% al Governo federale statunitense visto che tra Argentina e Stati Uniti non esiste una convenzione bilaterale che disciplina i redditi diversi.

Una beffa per Salas, visto che nel suo paese d’origine le vincite derivanti dal gambling non sono soggette ad alcun prelievo (i casinò sono soggetti ad una pressione fiscale notevole). Quasi un terzo della sua vincita è quindi finito nelle casse dell’Internal Revenue Service.

Ben Lamb

Stesso discorso per il giocatore professionista Ben Lamb, residente a Las Vegas. In Nevada non vengono applicate tasse sulle vincite derivanti dai tavoli d’azzardo ma – secondo Russ Fox – dovrà all’IRS $408.483 (40.85%) come aliquota dovuta al fisco federale.

I finalisti pagheranno in totale $7.5 milioni. Su un totale di 26,2 milioni torneranno a casa con 18,6 milioni di dollari.