GIOCARE PUÒ CAUSARE DIPENDENZA PATOLOGICA IL GIOCO È VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI

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Il pro Dragan Kostic non paga le tasse al fisco spagnolo, viene condannato a 18 mesi più ad una penalità di €630.000

Il giocatore spagnolo Dragan Kostic non ha dichiarato una vincita a poker per oltre mezzo milione di euro: viene condannato a 18 mesi di reclusione.

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11/09/2017 12:30

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Il fisco spagnolo non fa più sconti: l’abbiamo capito per le vicende riguardanti i calciatori Neymar, Cristiano Ronaldo e Messi. Dopo anni di controlli allegri, con il favore del governo di Madrid che pensava solo alla crescita economica, dopo la crisi del 2008, il vento sembra decisamente cambiato e a farne le spese, nella lunga lista degli evasori, c’è anche un giocatore di poker spagnolo: si tratta del 55enne Dragan Kostic (origini macedoni).

Dragan Kostic

La storia: l’EPT di Barcellona

Ha iniziato con i primi in the money nei tornei live nel 2008 e dal vivo ha accumulato vincite lorde per quasi un milione. Nel 2011 è arrivato secondo nel Main Event dell’EPT Barcellona, guadagnando €532.000.

Perse in heads-up contro il tedesco Martin Schleich. Al final table erano presenti anche l’ucraino Eugene Katchalov e i due connazionali Raul Mestre e Tomeu Gomila. Per noi italiani fu anche il torneo di Massimiliano Martinez che fu protagonista di una bella deep run che si arrestò al secondo posto per €36.000.

Non dichiarati €532.000 e l’inchiesta del 2012

Ma veniamo al punto della storia. Dragan Kostic non dichiarò mai al fisco spagnolo quel mezzo milione di euro, nonostante lo abbia fatto per altre vincite minori.

 

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Nel 2012, come in Svezia e in Italia, l’agenzia fiscale spagnola aprì un’inchiesta sulle posizioni dei poker pro. Se nel nostro paese l’operazione “All In” si è sgonfiata con la sentenza “Blanco-Fabretti” della Corte di Giustizia europea che ha ribadito il divieto di doppia tassazione in ambito UE, in Spagna le cose sono andate diversamente. In particolare per il “povero” Kostic.

Come noto, le inchieste si sono basate tutte sui risultati pubblicati su Hendon Mob. Un aspetto paradossale, considerando che dal punto di vista del diritto il sito è una fonte aperta, facilmente modificabile da chiunque ed i dati difficilmente vengono verificati. In tutti i casi per la giustizia spagnola si tratta di una fonte “affidabile”.

Evasi €230.000 più multa da €400.000

Kostic, secondo gli agenti del fisco, avrebbe evaso oltre €230.000. Per questo motivo è stato sottoposto ad una multa di altri €400.000 per un totale di €630.000 su una vincita di €532.000. Facile comprendere la sproporzione della punizione.

In questi giorni, il giocatore di origini macedoni ha perso il ricorso in appello e la sua posizione è peggiorata, visto che è stato condannato, per evasione fiscale, al pagamento della penalità più a 18 mesi di reclusione.

Aveva perso in primo grado presso la corte penale di Palma ed ora la Corte provinciale di secondo grado (sempre di Palma) ha confermato la precedente decisione.

Kostic è un giocatore professionista

Per i giudici, Kostic è un giocatore professionista a tutti gli effetti visto che non ha altre forme di reddito ed inoltre in passato aveva dichiarato vincite minori pari a €7.000 e €20.000. In Spagna, sono imponibili tutti premi superiori a €2.500.

Una domanda sorge spontanea: perché in Spagna, rispetto all’Italia, il principio europeo di divieto di doppia imposizione non sia stato applicato? In tal caso siamo su due piani differenti.

Nel paese iberico esiste proprio una legge ad hoc che impone ai giocatori di poker di dover dichiarare ogni anno i propri redditi, derivanti dal gioco. Sia online che live sono sottoposti, di fatto, ad una doppia tassazione: pagano le tasse con la rake presso il casinò (o i siti di gioco) e poi hanno un obbligo dichiarativo per tutte le vincite superiori a €2.500.

Per questo motivo, la maggior parte dei professionisti, sono residenti in Gran Bretagna o a Malta. E l’inchiesta spagnola, al momento, ha portato solo alla condanna di Kostic, ma ha provocato un vero e proprio esodo dei poker pro. E’ chiaro quanto questa legge sia fallimentare perché ha ridotto il poker spagnolo ad un fenomeno di nicchia, con i professionisti costretti a vivere all’estero.

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