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Doug Polk: “Alec Torelli? Fold troppo tight e hero call, non credo sia un buon giocatore”

Doug Polk è tornato a parlare di Alec Torelli, questa volta non in relazione all'hero call con J-J ma in riferimento alle sue qualità di giocatore

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23/03/2017 08:00

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Era inevitabile che l’hero call di Alec Torelli su Doug Polk al Live at the Bike! avrebbe avuto strascichi anche lontano dal tavolo. Abbiamo già visto le analisi tecniche di “WCG|Rider” e “traheo“, ma questa volta Polk non si è fermato allo spot in questione ed è andato oltre (come avviene spesso): nel corso di un podcast con Joe Ingram ha detto di non ritenere Alec Torelli un buon giocatore.

Il discorso è partito inevitabilmente dalla famosa mano con J-J:

“Ovviamente il suo è stato un grande call, anche se nemmeno lontanamente vicino a una strategia basata sulla GTO”, ha dichiarato WCG|Rider. “È stato un call corretto in un piatto enorme, quindi è stato un ottimo call. Ma in fondo stiamo parlando di qualcosa paragonabile a un call per 130 big blind con una second pair: non è così folle. Lui lo ha definito il miglior call di tutti i tempi su YouTube? Probabilmente non lo è ma è comunque una mano interessante e un bel call”.

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Il giudizio di Doug Polk su Alec Torelli non è negativo su tutta la linea. Anzi:

Alec lavora molto duramente nella creazione di contenuti di qualità. Considerando che il suo è un one-man show, fa ottime cose. Ha il suo sito di coaching, ha il suo canale YouTube, ha i suoi social media. Sta ottenendo molto lavorando da solo, e per questo motivo lo rispetto”.

Tuttavia, quando il giudizio si sposta sul piano tecnico, viene fuori il Doug Polk che abbiamo imparato a conoscere:

“Apprezzo molto quello che sta facendo su YouTube, crea contenuti di strategia ragionevolmente buoni. Come giocatore di poker non lo conosco granché a parte quella mano con J-J ma immagino che non sia estremamente bravo. Gioca da tanti anni, ma questo fa di lui un buon giocatore? Perché allora ce ne sono molti in giro. Guy Laliberte gioca da tanti anni”.

Lanciata la classica frecciatina, Doug spiega i motivi per cui è molto scettico sulle abilità di Alec Torelli:

“Il punto è che quando uno gioca solo in partite dal vivo non tracciabili, non sai davvero quanto ha vinto, non sai niente della sua strategia di gioco. Posso basarmi su ciò che ho visto personalmente: alterna fold incredibilmente tight a questi herocall con J-J. Per me è molto difficile giudicarlo. C’è una possibilità che sia forte a poker, ma non lo sta dimostrando“.

Alec Torelli a Macao

Alec Torelli a Macao

La critica di Polk si sposta poi a tutto il mondo del coaching, di cui lui stesso fa parte. Pur non riferendosi direttamente a Torelli, dichiara:

“Uno dei problemi più grandi del poker è che ci sono tanti individui che fanno coaching senza aver conquistato i meriti necessari per farlo. Non riescono più a battere i rispettivi livelli. L’anno scorso è stato il primo in cui mi sono veramente buttato nel coaching ma ho comunque avuto ottimi risultati sia live che online. Molti giocatori si dedicano solo al coaching, ma a quel punto come fanno a sapere di essere ancora competitivi? Non si stanno più mettendo alla prova. Non stai più dimostrando nulla”.

Per questo motivo, chiude il discorso dando un consiglio:

“Non sto dicendo che la mia riflessione sia rivolta a Torelli, ma nel mondo del coaching ci sono tante persone a dir poco discutibili. Se scegli di farti coachare da qualcuno, accertati che sia un giocatore vincente e non solo un personaggio bravo a farti credere di essere un ottimo coach”.

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