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Gratta e vinci litigio

Gratta e Vinci: litiga con il boss per un biglietto da mezzo milione, interviene il giudice!

I Gratta e Vinci sono fonte di vincite e gioie ma anche di litigi tra parenti e amici che spesso sfociano in battaglie legali.

Vi ricordate la querelle giudiziaria che ha visto come protagonista a Verona un muratore brasiliano in possesso di un "grattino" milionario da 2milioni? In quel caso il giudice ha dato ragione al possessore del biglietto vincente contro gli amici che rivendicavano la vincita. Il pubblico ministero aveva chiesto anche una condanna di 3 anni per truffa. Invece è stato assolto e potrà godersi ora i soldi in libertà. Ma ci sono anche altre storie simili, come a Latina (battaglia legale durata 15 anni) oppure il Gratta e Vinci conteso da 5 milioni a Roma.

Gli acquisti in “società” di biglietti "fortunati", o presunti tali, però sono sempre fonte di guai, non solo in Italia ma in tutti i paesi dove esistono le lotterie.



Gli scontri giudiziari si sprecano per questo tipo di dinamiche. Nel nostro paese negli ultimi anni abbiamo assistito a diversi casi giudiziari derivanti proprio da accordi simili per l’acquisto comune di Gratta e Vinci tra amici e parenti. Guarda caso, ogni volta che sono spuntate vincite importanti, gli accordi sono andati in fumo e la vicenda, quasi sempre, è finita di fronte in Tribunale.

Il Gratta e Vinci conteso in Arkansas tra boss e dipendente

E’ avvenuto anche negli USA, in questo caso il destino ha messo anche un pizzichino di malizia in più, perché i due contendenti sono anche legati da un rapporto lavorativo particolare.

La scorsa settimana, un giudice dell'Arkansas ha posto fine a una disputa molto delicata tra un dipendente e il suo capo riguardo al possesso di un biglietto della lotteria vincente da 500 mila dollari. La coppia dovrà dividere il premio a metà.

I Gratta e Vinci sono spesso oggetto di contese giudiziali (foto Shutterstock)

Galeotto un Gratta e Vinci AR200X della Lotteria dell'Arkansas: la storia

Il datore di lavoro Jose Quinteros ha citato in giudizio il suo dipendente, Jorge Rivera Palma, un anno fa sostenendo che quest'ultimo lo avesse ingannato occultando la sua parte di vincita.

Ha affermato che lui e Palma avessero concordato di dividere equamente qualsiasi premio derivante dall'acquisto di quattro biglietti della lotteria il 2 febbraio 2023.

Un classico che si ripete nella storia delle lotterie. Prima si fanno accordi, si acquistano i tagliandi e, una volta che ci sono in ballo tanti soldi, gli accordi stessi vengono meno. I soldi danno alla testa.

La versione del lavoratore Rivera Palma

Il convenuto ha affermato che Quinteros gli avrebbe dato i soldi per comprare due biglietti, mentre lui ne aveva comprati altri due per sé, uno dei quali era vincente, e quindi il denaro era giustamente suo. Ha negato ci fosse un accordo per dividere le vincite.

Nel novembre 2023, il giudice del Circuito della Contea di Benton, Doug Schrantz, ha ordinato a Palma di depositare i fondi derivanti dalla vincita contestata, nel registro del tribunale per essere custoditi in sicurezza. Una normale misura cautelare in vista del giudizio definitivo.

Come vedremo le due versioni sono contrastanti.

L'unico punto in comune dei due racconti è stato l’acquisto materiale del biglietto vincente “AR 200X” quel giorno da un Quick Mart (un negozio) a Rogers, Arkansas, da parte di Palma (il lavoratore dipendente). Per il resto le due parti hanno sostenuto due versioni contrarie.

La storia raccontata da Quinteros

Quinteros, il capo, ha affermato che avessero acquistato i quattro biglietti congiuntamente utilizzando le vincite di biglietti che avevano precedentemente acquistato insieme. Ha detto che entrambi li hanno grattati quel giorno e che Palma gli ha chiesto di portare il vincente a casa sua per mostrarlo a suo nipote, Marco Corado Erazo, anch'egli citato nella causa.

Successivamente Quinteros si è recato a casa di Palma e ha consegnato il biglietto. Poi ha aspettato in macchina che gli venisse restituito, ma non è mai successo.

Quando Quinteros ha chiamato il suo dipendente dalla macchina per chiedere cosa stava succedendo, Palma ha detto che avrebbe tenuto il biglietto e lo avrebbero riscattato la mattina successiva a Little Rock. Ma quando Quinteros è tornato a casa di Palma la mattina successiva, non c'era più nessuno.

Nel frattempo, secondo la versione degli avvocati riportata nelle memorie difensive, Palma avrebbe fatto riscuotere il biglietto dal nipote Erazo.

Palma ha detto a Quinteros che gli avrebbe dato la sua parte quando le vincite sarebbero state disponibili. Questo non è mai avvenuto.

Quinteros ha rivendicato l’esistenza di una “società” di fatto per l’acquisto comune dei Gratta e Vinci e della eventuale spartizione equa delle vincite.

La sentenza del Gratta e Vinci conteso: cosa ha deciso il giudice

Il giudice Xollie Duncan del tribunale della Contea di Benton gli ha dato ragione: ha stabilito martedì che tra le due parti esisteva una società comune e che Quinteros avrebbe dovuto ricevere metà delle vincite, ovvero 177.750 dollari, poiché il premio totale valeva 355.500 dollari al netto delle tasse.

L'avvocato di Quinteros, Aaron Cash, ha dichiarato alla Democrat Gazette che il suo cliente era soddisfatto del verdetto.

"Abbiamo sempre creduto che il nostro cliente fosse in un'impresa comune e siamo soddisfatti della decisione del giudice", ha detto Cash. Per il momento l’altra parte rimane in silenzio ma è probabile che il Signor Palma presenti ricorso.

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