Gioco legale e responsabile

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Corriere della Sera sul “Dignità”: “solo grande confusione! AGCOM boccia il Governo”. Settore legale con 300mila lavoratori…

La sonora bocciatura di AGCOM nei confronti del Decreto Dignità non ha scaldato - in modo paradossale - il settore dei giochi, però non è passata inosservata per i media generalisti come il Corriere della Sera.

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26/07/2019 13:03

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Una gran confusione. Che finisce per «danneggiare i concessionari italiani» e «favorire gli operatori illegali». Ma soprattutto, uno stop che rischia di gravare su vari settori, dall’editoria al calcio alle tv, con ripercussioni occupazionali su tutta la filiera. Ad un anno dall’entrata in vigore del divieto di pubblicità del gioco d’azzardo previsto dal decreto Dignità, l’Autorità garante per le comunicazioni (Agcom) ha bocciato il blocco degli spot (Corriere della Sera 26 luglio 2019, apertura pagina 21.

Il titolo del Corriere della Sera

IL SILENZIO RASSEGNATO E PARADOSSALE DEL SETTORE

Se nel settore sta vincendo il silenzio rassegnato e paradossale e nessuno (tranne qualche eccezione) ha dato l’importanza che meritava al legittimo intervento critico di AGICOM nei confronti del “Decreto Dignità” con la segnalazione al Governo, ci ha pensato il Corriere della Sera a dare spazio alla voce dell’Autorità garante per le telecomunicazioni, chiamata a vigilare sull’applicazione del Ban della pubblicità.

L’articolo è a firma di Claudia Voltattorni che riprende le forti perplessità di AGCOM (vengono elencate «criticità interpretative e problematiche applicative»).

Il fatto che l’autorità chiamata alla vigilanza riservi 31 pagine molto critiche (ma anche con tono costruttivo) è un fatto inusuale che dimostra da una parte l’indipendenza stessa dell’autorità e dall’altra la competenza della stessa perché ha messo a nudo tutte le criticità che sono emerse, nell’ultimo anno, sotto il profilo legale, con un’analisi puntuale e molto lucida.

NECESSARIO REGOLAMENTARE E CALMIERARE LA PUBBLICITA’ DEL GIOCO

Premessa: siamo d’accordo che la pubblicità del settore vada, in ogni modo, regolamentata e che vi sia una disciplina che limiti il numero di spot in televisione (e sia rafforzato il Balduzzi con meno eccezioni dei canali specializzati e che tutti rispettino gli orari già fissati di messa in onda degli spot dopo le 22.30) e che vengano disciplinati i messaggi su internet (nessuna call to action) e su tutti i mezzi di comunicazione. Siamo i primi a sostenere un maggiore richiamo ad una comunicazione più responsabile e consapevole, ma il ban assoluto della pubblicità calpesta solo i diritti dei lavoratori e non solo nel settore del gioco (ma anche della pubblicità, comunicazione ed editoria). Alla fine questo provvedimento ha colpito più di mezzo milione di famiglie (quanti voti persi?) ma non ha offerto alcun rimedio efficace al contrasto della ludopatia.

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Il problema delle dipendenze è un problema di tutti, che va affrontato con strumenti seri.

SERVE UN SERIO CONTRASTO ALLA LUDOPATIA: LA TESSERA DEL GIOCATORE!

E’ necessario un serio contrasto alla ludopatia, non con provvedimenti di facciata, in nome solo della demagogia. La politica è stata, in questo anno, solo di continuità con il passato per preservare il gettito: della tessera del giocatore non si parla più? Che fine ha fatto?

Dell’autoesclusione nel gioco terrestre non ne parla nessuno? Come mai? Sarebbe uno strumento molto efficace, ma il Governo dovrebbe poi veramente fare i conti con un calo sensibile del gettito.

LE OSSERVAZIONI DI AGCOM

In primis “l’Autorità specifica che bisogna distinguere tra gioco legale, di cui «va assicurata la conoscenza e promossa la consapevolezza», e gioco d’azzardo, le cui attività «vanno distinte e colpite selettivamente». Mentre lo stop «rischia di rendere più difficile distinguere tra offerta di gioco legale e illegale».

In particolare come è possibile mettere sullo stesso piano giochi totalmente differenti? Skill games rispetto alle gambling machines?

L’AUTORITA’: “DEVONO ESSERE TUTELATI TUTTI GLI INTERESSI COINVOLTI”

Il Corriere mette in evidenza l’esortazione di AGCOM che auspica «una complessiva sistematizzazione del quadro normativo di riferimento che tuteli tutti gli interessi coinvolti».

Anche perché il Decreto Dignità calpesta gli interessi dei lavoratori del settore legale, senza offrire tutele reali ai giocatori, pensiamo solo al fatto che le sale slot e vlt sono frequentate più di prima. Nulla è cambiato ed i dati sulla spesa lo testimoniano, anche perché gli sport non hanno mai influito in alcun modo sul prodotto slot/Vlt nel gioco terrestre.

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CALPESTATI I DIRITTI DI ALMENO 300MILA LAVORATORI SENZA TUTELE EFFETTIVE PER I GIOCATORI

Il Corriere della Sera ricorda: solo il settore del gioco legale impiega 300 mila persone, contribuisce a un gettito fiscale di 10 miliardi l’anno e vale l’1% del Pil. Nel 2017, sono stati spesi 100 miliardi in scommesse (l’80% è poi tornato come vincite nelle tasche degli scommettitori).

Dei diritti dei lavoratori colpiti da questa legge però nessuno ne ha tenuto conto.

I NUMEROSI DANNI COLLATERALI IN TUTTI I SETTORI MENTRE IN EUROPA…

Ritornando all’articolo del Corriere della Sera: il quotidiano milanese elenca i danni collaterali.

La Serie A rischia di perdere 100 milioni l’anno di mancati guadagni, quando in tutti gli altri stati europei è permesso pubblicizzare le scommesse, questo vuol dire una perdita di competitività nei confronti degli altri campionati.

L’INCOMPATIBILITA’ DEL DECRETO DIGNITA’ CON I PRINCIPI EUROPEI

Ma soprattutto, aspetto grave, come ha sottolineato AGCOM è che questo testo di legge non è compatibile con i Principi Europei. Un passaggio nella relazione che suona come un assist ai ricorsi presso alla CGE e questo documento, pur avendo un valore solo consultivo, non può non essere tenuto in considerazione dai giudici, considerando che è stato redatto dall’autorità italiana preposta a vigilare nell’applicazione della legge e che si è resa conto che applicare questa legge è quasi impossibile, perché viola i Principi europei, oltre che dell’Articolo 41  della Costituzione. Vi sono inoltre dei vizi formali (mancata notifica di stand still).

MEDIA E TV STRANIERI FAVORITI: DANNEGGIATI I NETWORK ITALIANI

Uno dei paradossi principali che mette in evidenza il Corriere riguarda i media come sottolinea AGCOM.

Poi ci sono radio e tv: il divieto grava sugli operatori con sede in Italia, ma non sugli stranieri che trasmettono in Italia. L’Agcom ricorda quindi anche «l’impatto notevole sull’editoria che già vive una forte contrazione dei ricavi pubblicitari». Il divieto «priva il settore di una possibile fonte di ricavi». Non solo.

Danni quindi creati in tutti i settori. Ma soprattutto uno degli aspetti più inquietanti è che questo decreto favorisce le lobby ed è stato, proprio per questo, già oggetto di un reclamo presso la Commissione Europea presentato dall’operatore Leo Vegas che ha attaccato: “questa legge rappresenta un aiuto di Stato alle lobby”.

Lo stop a qualsiasi tipo di pubblicità o sponsorizzazione preclude «di fatto l’accesso al mercato di nuovi operatori» mette in evidenza AGCOM.

Un testo scritto male, pieno di lacune e che crea solo danni a tutti i settori dell’economia (editoria, televisione, comunicazione, sport e gioco) e non tutela effettivamente i giocatori.

AGCOM: “URGENTE INTERVENTO DI RIFORMA DELL’INTERA MATERIA”

AGCOM consiglia «un urgente intervento di riforma complessivo dell’intera materia che introduca strumenti più idonei ed efficaci per contrastare il fenomeno della ludopatia nel rispetto dell’iniziativa economica privata». La critica è forte: «un divieto assoluto e indiscriminato della pubblicità», meglio degli spot capaci di «indirizzare i giocatori verso il gioco legale e verso comportamenti responsabili di gioco» anche perché se non interverrà il Governo (rispettando il principio di Proporzionalità richiamato nelle direttive europee e dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia UE) lo faranno i giudici…

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