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Enrico Camosci: “sono favorevole alla compravendita di quote gestite dalle poker rooms online”

Enrico Camosci spiega i possibili scenari nel caso in cui compravendita dell'action online venisse adottata di default dalla poker room.

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25/01/2020 14:03

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Alcuni giorni fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Andrea Dato e ascoltare la sua opinione circa gli accordi di staking gestiti dalle poker rooms.

L’idea, messa in atto all’ultimo Millions di Nottingham, ha destato parecchia curiosità e in tanti si sono chiesti, tra un un commento via social o un thread su un forum di poker, se questa possibilità possa veder luce anche sulle piattaforme online.

Noi ci siamo spinti un po’ oltre ipotizzando pro e contro di quella che si annuncia essere, se non una rivoluzione, una interessante novità.

Camoscino, illuminaci tu!

Tra una chiacchiera e l’altra, con le Winter Series appena concluse, spunta l’argomento cui abbiamo accennato sopra.

Enrico Camosci, che fino a poco tempo fa grindava dal Messico, ha avuto un’esperienza diretta con la compravendita delle quote online attraverso una piattaforma internazionale offshore e ci ha potuto fornire qualche dettaglio su quanto già avviene:

Non esiste nessun calcolo del ROI da parte della poker roomopportunità paventata nell’intervista precedente assieme ad Andrea Dato -, semplicemente uno applica il markup che ritiene opportuno e se riesce a vendere buon per lui.

La schermata della compravendita quote su una piattaforma internazionale

Come si può intuire dallo screen le tre opzioni disponibili sono:

  • Shares to sell – Percentuale di action da vendere
  • Purchase cap – Percentuale massima acquistabile da un singolo investitore
  • Set Markup – Maggiorazione sulla quota base (è possibile vendere quote anche al ribasso)

Le quote nei tornei online

Specie in periodo di Series” – ci racconta Enrico – “la compravendita di quote o lo scambio è una pratica molto diffusa e un grinder medio può arrivare a vendere tra il 20 e il 50 percento della propria action.

Il fatto che questa possibilità venga implementata nelle poker room aprirebbe nuovi scenari perché chiunque potrebbe, dalla sua cameretta, mettere in vendita dell’action senza necessariamente conoscere qualcuno o avere un amico pokerista.

Se la poker room applicasse una commissione sulle transazioni potrebbe paradossalmente crearsi un circuito di ‘investitori’, pronti a depositare per puntare su questo o quell’altro giocatore. Sarebbe sicuramente una novità interessante.”

Addio scam?

Il problema principale nella compravendita di quote per passaparola risiede proprio nella possibilità che qualcuno scappi col malloppo o, al contrario, l’investitore non mantenga la parola data ritardando il pagamento della quota:

Avere una garanzia da questo punto di vista è sicuramente una tutela importante da entrambe le parti. Tuttavia chi vende a una cerchia selezionata di amici/acquirenti credo continui a farlo nel modo tradizionale, bypassando la poker room anche per questioni di fee, laddove ce ne fossero.”

Il risultato di Nottingham quindi – nonostante si trattasse di una novità nessuno si è presentato al banco per acquistre – potrebbe non essere una semplice coincidenza.

Meglio o peggio?

Domanda secca? Direi meglio, perché in fondo non cambierebbe nulla rispetto a quanto accade già, al massimo qualcuno potrebbe scegliere la via della poker room in cambio di una maggior tutela. Se poi lo facesse Stars sarebbe davvero una figata!”

La scorsa volta Andrea Dato alluse a una sorta di “obbligo morale”, da parte della poker room, di impedire a un potenziale investitore di iscriversi al medesimo torneo del suo “cavallino”.

Il motivo è molto semplice: evitare che i due si possano trovare al tavolo assieme e optare per un gioco più “soft”

Sono d’accordo con lui ma lascerei uno spiraglio a quei tornei con un elevato numero di iscritti.

Infatti nei field ristretti è più probabile trovarsi allo stesso tavolo di un giocatore a cui sono state acquistate delle quote. Ciò potrebbe indurre ad attuare strategie differenti contro quel giocatore, specialmente in situazioni particolari del torneo. 

In che modo? Call più tight agli shove, walk in blind war o più semplicemente un trattamento differente in zona bolla o all’approssimarsi di uno scalino del payout.

Nei field grossi invece questa possibilità sarebbe veramente rara.” 

Diteci la vostra lasciando un commento!

Photo Credits: Stefano Atzei

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