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Fabrizio “Charlaz” Carella (Pokermagia): “dal cash game agli Spin, ripartendo da zero per giocare al top”

Lo storico coach di Pokermagia si racconta in questa bella intervista nella quale spiega le circostanze che lo hanno spinto a grindare per i massimi negli Spin.

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17/06/2017 14:03

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Fabrizio Carella, conosciuto anche come Charlaz,  fa parte del team dei coach di Pokermagia Spin, ma in passato il suo main game era il cash game. Proprio in questo gioco è riuscito a raggiungere traguardi interessanti, conquistando anche lo status di Imperatore su Gioco Digitale nel 2013. Ma un improvviso blackout mentale e fisico lo ha allontanato per diversi mesi dal poker online: non aveva più gli stimoli e le energie per proseguire.  Un po’ di grinding live e poi Charlaz ha deciso di trovare le antiche pulsioni per il gioco con gli Spin and Go.

E’ ripartito da zero, dai livelli più bassi, si è messo in discussione con grande umiltà per scalare la vetta ed arrivare a giocare ancora una volta ai massimi livelli in un gioco totalmente differente rispetto al suo primo amore (cash): i sit and go con montepremi variabile.

Charlaz ci racconta questa nuova fase della sua carriera ed anche le esperienze (non sempre positive) che lo hanno spinto a provare a rimettersi in gioco.

Ciao Fabrizio. Ti avevamo lasciato come un regular di cash game, “Imperatore” su GD poi cosa è successo? Hai frequentato il circuito live, puoi raccontarci la tua esperienza nel cash game?

Eh già. il 2013…Imperatore… l’anno migliore della mia carriera pokeristica… ma anche il peggiore.

A cosa è dovuto questo tuo improvviso blackout?

Posso dirti con sicurezza che ho chiesto troppo alla mia persona. Dal lato fisico, ma soprattutto mentale. Non ero abituato a certi carichi di stress e l’aver fatto un anno così, dove dovevo giocare per forza e comunque in un field che all’epoca, correlato alle mie capacità, era abbastanza tosto, mi ha letteralmente devastato.

Un eccesso di stress che ti ha giocato un brutto scherzo.

Raggiunti positivamente tutti gli obiettivi proprio sul fil di lana (il 31 dicembre), dal mese di gennaio praticamente il corpo ha azionato i tipici meccanismi di difesa che fortunatamente scattano per farci percepire che stiamo facendo qualcosa che non va bene per noi stessi. Ad iniziare dal mal di testa, mi era impossibile stare più di 30 minuti al pc, senza che insorgesse.

Di fatto ti era impossibile ripetere il 2013 grindando a qualsiasi ora su GD? Cosa hai fatto per rimediare a questo malessere fisico-mentale?

Ho deciso di provare a grindare multi-rooms, giocando livelli ancora più alti, ma con meno tavoli aperti e selectando al massimo, ma con scarsi risultati. Stare seduto davanti al pc era diventato un problema abbastanza serio.

Così ti è rimasto il live come “carta” da calare? Ricordo quando sei venuto a trovarci a Malta per il Cash Game Circuit.

Si, ho provato quella strada. Alla fine andavo ad eliminare il problema principale che mi impediva di stare rilassato e di conseguenza poter esprimermi al meglio. Quando però hai famiglia stare lontano da casa, anche per parecchi giorni, è un problema: non può mai sentirti totalmente sereno, quindi ho passato un anno e mezzo di stallo, dove mi sono anche guardato parecchio intorno e stavo decidendo seriamente di smettere.

Il passaggio agli Spin and Go è stato immediato?

In quel periodo abbastanza difficile, ero comunque in contatto con Carlo che ringrazio sempre per la sua straordinaria disponibilità. Come fa un padre con il proprio figlio, ha sempre cercato di aiutarmi a superare i momenti difficili, valutando le varie soluzioni, tra queste gli Spin and go.

Certo non è facile passare ad un gioco completamente differente.

Sinceramente non volevo sentire molto da quell’orecchio, perché comunque ripartire da zero, un’altra volta, era senz’altro una scelta non semplice. Però seguendo quella strada, andavo ad eliminare probabilmente tutte le problematiche che personalmente stavo affrontando.
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In che senso? Puoi spiegare ai nostri lettori perché gli Spin potevano rappresentare dei vantaggi nel tuo caso?

Vista la durata di uno Spin, potevo permettermi anche di fare sessioni brevissime, 15-20 minuti, a qualsiasi ora avessi preferito. Inoltre potevo stare di nuovo a casa con la famiglia, senza dimenticare che comunque avrei avuto sempre qualcuno al mio fianco, sia dal punto di vista tecnico con i coach (visto che c’erano in programma lezioni giornaliere) o anche solo per una chiacchierata, essendo rientrato in una grande famiglia come è quella di Pokermagia.

Ti sei messo in gioco come un grinder alle prime armi…

Si, decisi così di fare il famoso bagno di umiltà e ripartire da zero rimettendomi in gioco seriamente, devo dire anche con parecchio entusiasmo. Finalmente avevo nuovi obiettivi da raggiungere.

A che livelli giochi in questo momento?

I €100 o i €50 di buy-in, dipende dal traffico.

La tua storia dimostra che anche se parti a zero ci sono margini di crescita importanti.

Dipende dagli obiettivi personali di ognuno, ma attualmente ci sono tutti gli strumenti necessari per lavorare sodo e raggiungere i propri target, che sia un piccolo guadagno extra, un valido stipendio o addirittura di diventare uno dei player più bravi in circolazione. E’ incredibile e tremendamente fantastico, vedere quante cose abbiamo migliorato oggi rispetto a ieri, e questo accade sempre, puntualmente ogni giorno che passa.

Da coach che consigli dai di solito ai tuoi allievi?

Cerco sempre di trasmettere loro tutto ciò che ho imparato sulla mia pelle in questi anni. A livello tecnico sicuramente abbiamo tanti strumenti e sono a disposizione di tutti. La cosa meno semplice è quella di cercare di capire ogni ragazzo nella sua unicità, e aiutarlo a superare ciò che probabilmente lo sta limitando. Ci metto sempre il massimo impegno in questo lavoro, perché penso che non ci sia cosa più bella (come coach) quando un tuo allievo ti ringrazia dopo aver raggiunto un obiettivo.

Ma non c’è un tuo “cavallo di battaglia”, una frase che ripeti sempre ai tuoi ragazzi?

Si, me l’ha insegnata Simone (Ruggeri, responsabile di Pokermagia Spin ndr) e l’ho fatta mia. Me lo disse una volta quando ero agli inizi negli Spin: accettare la frustrazione!

Ci risulta che l’1 aprile (e non è uno scherzo) sei riuscito ad assicurarti una grossa vincita ad uno Spin: puoi raccontarci come è andata?

E’ stato fantastico per una serie di motivi vari. Avrei dovuto fare level up ai 100 nel mese di marzo, poi abbiamo preferito per diverse ragioni, rimandarlo ad aprile. Ebbene al secondo Spin aperto dopo il level up, mentre rispondevo ad un allievo ad una domanda in chat, alzo lo sguardo e vedo il moltiplicatore fermo sul 24.000!!! Devo dire che ci ho messo un paio di secondi a focalizzare bene, era assolutamente strano vedere un importo a 5 cifre dopo aver visto fermarsi quasi sempre il moltiplicatore a 2-3 cifre.

Prima reazione? Hai iniziato a sudare?

charlaz

Charlaz coach storico di Pokermagia

A parte che non posso negare il batticuore per i primi 3-4 minuti, nonostante abbia sempre giocato da anni anche cifre importanti mensilmente. Giocarmi una cifra secca così in 5 minuti non mi era mai capitato!

Come si è sviluppata l’action?

Lo spin poi di per sé è stato abbastanza una sofferenza. Card dead tutta la fase iniziale della partita, per fortuna è girato bene nella parte finale, quando in heads-up contro un altro regular, ho vinto praticamente due All in pre flop dove partivo leggermente favorito. Da quel momento si è ribaltata la situazione. Il prosieguo è stato abbastanza in discesa, e dopo la vittoria devo dire che la gioia è stata davvero tanta, indescrivibile… non oso immaginare quando mi uscirà il milione (si fa una bella risata, ndr).

Pokermagia sta dimostrando che gli Spin sono giochi battibili. Vuoi aggiungere la tua opinione personale su questo aspetto?

Penso ci sia davvero poco da aggiungere. Meglio delle parole parlano sempre i fatti e questi dicono assolutamente che ci sono diversi giocatori della scuola che battono gli Spin e chiunque abbia intrapreso questo progetto ha battuto o batterà i vari livelli.

 

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