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Gordon Vayo vs. PokerStars verso la risoluzione con un accordo: il player libero dal risarcimento di $280.000

Depositato in Tribunale un nuovo accordo tra Gordon Vayo e PokerStars. Dopo aver ritirato le accuse contro la room, gli avvocati hanno fermato ogni azione e richiesta di risarcimento danni contro il player californiano.

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07/12/2018 20:30

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Gordon Vayo dopo aver ritirato le accuse in tribunale contro PokerStars per la nota querelle sull’uso della VPN durante un torneo SCOOP, ha rischiato di venire schiacciato dalle richieste della poker room che voleva un risarcimento danni di 280.000 dollari per le spese legali della causa intentata prima della clamorosa retromarcia.

Alla fine si è arrivati ad un accordo. Con ogni probabilità PokerStars ha scelto di non procedere per una questione di opportunità giudiziale: difficilmente, in caso di vittoria della causa per risarcimento danni, sarebbe riuscita ad ottenere il pagamento (per questioni di solvibilità), anche con un procedimento esecutivo. Andare avanti avrebbe comportato altre spese.

Come noto, nella primavera del 2017 durante lo SCOOP, il player californiano Gordon Vayo ha usato una VPN per far sembrare il suo domicilio effettivo in Canada, quando con ogni probabilità stava giocando da casa in California, in uno stato dove è vietato giocare a poker. Il team di sicurezza di PokerStars è riuscito a capire l’ “inganno” ed ha sospeso il pagamento della vittoria di Vayo per $692.460.

Vayo ha così denunciato la poker room in California ed ha promesso che avrebbe fornito prove schiaccianti sulla sua effettiva residenza in Canada. In realtà quelle prove non si sono mai viste e, colpo di scena, un mese fa ha ritirato la causa proprio contro The Stars Group.

Secondo quanto svelato da US Bets, il 4 dicembre gli avvocati delle due parti hanno depositato alla cancelleria della corte un accordo nella quale “Rational Entertainment Enterprises Limited ritira senza pregiudizio” le spese ed i costi pendenti per la mozione.

Inutile andare avanti: una volta che PokerStars ha capito che difficilmente sarebbe stata risarcita (causa mancanza di garanzie di solvibilità), proseguire avrebbe solo comportato nuovi costi legali e riacceso la querelle sulla sicurezza del gioco online negli States, in un momento nel quale The Stars Group si sta riattivando in Nevada ed in altri 11 stati ed in California sta giocando una partita a dir poco decisiva.

 

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