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I tell nel poker: alcune considerazioni

I giocatori di poker, specialmente i meno esperti, tendono spesso a credere di poter cogliere ed usare a loro vantaggio determinate espressioni o tic degli avversari durante l’azione al tavolo da gioco. Tuttavia, queste informazioni di solito non sono attendibili, e pertanto risultano inutili per centrare l’obiettivo finale: vincere! 

Non esiste un modello comportamentale standard delle espressioni a cui far riferimento, ed in ogni caso ormai anche i giocatori mediamente skillati sanno perfettamente come tenerle sotto controllo.  Ciò che potrebbe dare informazioni utili, invece, è il modo in cui l’avversario fa le sue puntate. Quante volte abbiamo letto suggerimenti del tipo:

  • se un player lancia le sue chips aggressivamente quando punta, oppure ne enfatizza particolarmento il movimento con cui le fa scivolare sul piatto, è allora probabile che stia tentando di spaventarvi, quindi sta bluffando.
  • al contrario, se l’avversario mette le sue chips nel piatto timidamente, vuole trasmettere appositamente la sua insicurezza: potrebbe avere in mano carte migliori di quanto in realtà non voglia far credere.

Siamo d’accordo che molti giocatori siano costantemente in lotta con se stessi per mascherare i sentimenti di felicità quando accade qualcosa di positivo, come può essere ad esempio il caso di un Asso sceso al flop che completa una top pair od un punteggio più alto, tuttavia è anche vero che ci saranno quelli che reagiranno alla stessa situazione cone atteggiamenti negativi, così da nascondere la propria soddisfazione dando agli altri un falso indizio, un cosiddetto fake tell.

La realtà è però che la maggior parte dei professionisti non spreca troppe energie nella lettura dei segnali del corpo. Piuttosto, si focalizzano sull’azione e cercano di individuare gli schemi ricorrenti nelle puntate dell’avversario. Conviene dunque analizzare le giocate altrui durante tutti i vari giri di puntate ed annotarsi, anche mentalmente, come reagiscono gli stessi a determinate situazioni che tendono a ripetersi. Lo studio dei cosiddetti “betting patterns” sarà inoltre più facile da realizzare e ci fornirà informazioni sicuramente più rilevanti rispetto di un sospiro enfatizzato quando esce il flop.

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