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Intervista a Brian Towsend

Tratto da CardPlayer Italia: intervista di Alberto Franceschini a Brian Towsend.
Mi ricordo che quando iniziai ad avvicinarmi al texas holdem online, alla fine del 2002, i tavoli più “impegnativi” che si trovavano in rete erano i 25$ 50$ NL di Ultimatebet.
Ai tempi io giocavo su Partypoker e lì il NL più pesante era il 2-4 …. Esistevano sicuramente siti in cui c’erano livelli più elevati (labrokes probabilmente), ma ai tempi il gioco più diffuso era il limit e non c’ era ancora una grande richiesta di tavoli highstakes no limit.
Con il boom del 2003 le cose cambiarono: l’avvicinarsi di milioni di persone al gioco creò una richiesta di stakes sempre più alte. Le poker rooms più popolari erano ovviamente restie ad elevare troppo i livelli, per paura di perdere molto in fretta i loro clienti più “deboli”, ma la richiesta era così alta che tutti si videro costretti ad introdurre tavoli almeno fino al 5 10 NL.
Una volta innescata questa spirale, il meccanismo ha continuato a funzionare con un continuo aumento dei tavoli più pesanti, fino a che, più o meno verso la fine del 2005, è comparso sul mercato americano un nuovo operatore che ha portato un’altra rivoluzione nel mercato del poker online: Fulltiltpoker.
Alcune tra le menti più brillanti del mondo del poker americano, Lederer e Ferguson su tutti, sono risuciti laddove molti avevano fallito, cioè creare e far esplodere una pokerroom in un mercato, si in forte espansione, ma dalle soglie di ingresso che si erano rivelate per molti invalicabili. Con una campagna di marketing molto aggressiva, sopratutto negli States, FTP è riuscita a conquistare quote di mercato sempre più ampie, ed è oggi ormai la terza PR al mondo per numero di utenti. Tutta l’ operazione fu basata sulla presenza di numerosi professionisti che giocavano sul sito: tutto ciò comportava naturalmente che ci fosse parecchia richiesta di partite molto “pesanti”. E così iniziarono a vedersi tavoli 50 100, poi 100 200, 200 400 per arrivare, ormai,al famigerato 500 1000 NL, che è il tavolo più tosto che si possa trovare oggi online.
I nomi che vediamo spesso giocare ai tavoli di FTP sono i più importanti di tutto il firmamento del poker: Phil Ivey, Mike Matusow, Gus Hansen, solo per citarne alcuni. Molti giocatori con contratti di sponsorizzazioni con altre poker room si siedono con nick “alternativi” pur di non perdere l’azione più succosa che si possa trovare in rete. Il mondo del poker non è più soltanto WSOP o WPT, ma anche un nuovo tipo di gioco: il cash game.
Si tratta di un vero e proprio boom: nasce in America il primo programma televisivo che racconta di un tavolo cash, si tratta di “High stakes poker”, che viene proposta dalla rete via cavo GSN. Il successo è travolgente, tanto da spodestare negli ascolti le serie WPT di Discovery Channel e WSOP di ESPN. Nel programma tv ci sono un gruppo di giocatori, quasi tutti piuttosto famosi, che invece di sfidarsi nel solito torneo, si affrontano in un cash game con bui 300$/600$ e un ante di 100$. La fortunata serie viene ovviamente ripetuta e ormai è diventata il punto di riferimento per il poker televisvo americano. Ad animare questi tavoli, sia online che dal vivo, oltre ai famosi professionisti dei vari circuiti americani, ci sono anche molti giocatori sconosciuti al grande pubblico: alcuni miliardari in vena di follie, ma anche e sopratutto moltissimi “young guns”, giovani giocatori (spesso neanche ventenni) che hanno scalato tutti i livelli del gioco online fino a cercare di spodestare i vari Phil Ivey, Mike Matusow e “compagnia bella” dal trono del poker mondiale.
Patrick Antonius è ormai piuttosto conosciuto anche per aver partecipato ad un tavolo finale del WPT, ma il giocatore che più di tutti ha sbalordito nell’ ultimo periodo è stato Brian Townsend: questo ragazzo 25enne, nato in California, è il fenomeno del momento. Nei primi 4 mesi del 2007 Brian ha vinto più di 2 milioni di $ nel cash game su FTP, sfidando, molto spesso con successo, anche colui che viene dai più ritenuto come il più forte giocatore di poker al mondo, cioè Phil Ivey.
Andiamo quindi a conoscere questa giovane promessa, ma ormai credo si possa definire realtà, del poker americano.
F: “Brian , facci un breve riassunto della tua carriera pokeristica”.
B: “Ho iniziato a giocare 2 anni e mezzo fa circa, in una serata a casa di amici: poco dopo ho voluto provare a giocare online e ho depositato i miei primi 50$ che ho perso la notte stessa. A quel punto ho iniziato a studiare e a leggere libri sul poker, e dopo un pò, ho fatto un altro deposito: da allora ho iniziato a vincere e non mi sono più fermato ….”
F:”Quali sono stati i tre momenti più importanti della tua carriera di giocatore di poker?”
B: “La partecipazione ad High Stakes Poker su GSN, il tavolo finale ad un evento WSOPC a New Orleans e la vittoria in un torneo da 2.000$ di buy in ad inizio carriera”.
F:”Qual’ è stato il momento in cui hai capito che potevi diventare un professionista?”
B: “L’ho capito quando in un mese, giocando al 5 10 NL, vinsi 36.000 $. In quel momento capii che potevo avere molto successo”.
F:”C’è mai stato, invece, un momento in cui hai pensato di non farcela?”
B:”Ci sono stati molti momenti difficili: uno dei più duri fu quando provai diverse volte a superare il 10 20 limit, e per un lungo periodo non ne fui capace. Alla fine ci riuscii, ma fu veramente un periodo molto critico della mia carriera”.
F:”Cosa pensi della situazione legislativa negli States in questo momento (uigea etc.)?”
B:”Mi sembra un grosso errore che abbiano deciso di chiudere al poker online e non ad esempio alle scommesse sui cavalli: potrei essere d’accordo se avessero deciso di chiudere tutti i giochi online, ma la scelta che è stata fatta è decisamente sbagliata”.
F:”Brian, raccontaci della tua esperienza in Europa durante la finale dell EPT a Montecarlo”
B:”Il torneo di Montecalro è stato il migliore dal punto di vista organizzativo al quale io abbia mai partecipato: sono rimasto veramente colpito e per questo ritornerò sicuramente anche l’anno prossimo”. F:”Sappiamo che hai avuto ultimamente un downswing piuttosto pesante: come gestisci psicologicamente certe situazioni?”
B:”Piango…Scherzi a parte: studio approfonditamente le mie sessioni cercando di capire se e dove ho sbagliato e cerco di concentrarmi al massimo sul mio gioco. Questi periodi sono comunque terapeutici per me, perchè fanno crescere la mia fame di vittoria”.
F:”Raccontaci, nei limiti del possibile, della tua esperienza in HighStakesPoker”
B:”HSP è stata davvero una bella esperienza per me: abbiamo giocato pochissime mani e quasi tutte sono andate in onda. Tra una mano e l’ altra purtroppo, ci sono delle pause piuttosto lunghe e il dealer, prima di girare ogni carta deve aspettare l’ok dei produttori “.
F:”Chi è stato il giocatore che ti ha impressionato di più in HSP?”
B:”C’erano molti ottimi giocatori in quella sessione di HSP, ma credo che i migliori siano quelli che, come me, giocano high stkes online, come Phil Ivey, Patrick Antonius e David Benyamine”.
F:”Quali sono secondo te le differenze maggiori tra il gioco live e quello online?”
B:”Non credo ci siano molte differenze, se non che i giocatori live sono mediamente più deboli di quelli online. Questo naturalmente escludendo i livelli più alti, dove non ci sono molte differenze”. F:”Ultimamente stai facendo alcune apparizioni anche nei tornei dei circuiti EPT e WPT: pensi che i tornei possano essere remunerativi per te e per il tuo stile di gioco?”
B:”Non giocherei i tornei se non pensassi di avere delle buone possibiltà. Il mio record, in tornei importanti, è piuttosto buono, avendo ottenuto un tavolo finale su 5 partecipazioni. Ovviamente ho bisogno di giocare di più, ma credo di avere delle ottime possibilità di successo”
F:”Sarai alle WSOP quest’ anno?”
B:”Certo!”
F:”Quali sono i tuoi prossimi obbiettivi,sia come giocatore, sia come Brian Townsend?”
B:”E’ la stessa cosa: voglio diventare il più forte giocatore al mondo in qualsiasi specialità di poker. Non so se ci riuscirò, ma questo è il mio obbiettivo”.
F:”Quante ore giochi mediamente al mese?”
B:”Dipende ovviamente dai periodi, comunque mediamente tra le 200 e le 250 ore”.
F:”Hai, o meglio hai avuto, visto che ormai è difficile per te salire ancora, delle strategie particolari per decidere quando salire di livello nel cash game?”
B:”No, nessuna strategia particolare. Bisogna provarci! Si fa un tentativo, se va male si torna indietro, si ricostruisce un bankroll e si riprova finchè non ci si riesce .”
F:” Matrimonio …”
B:”Non sono sposato e al momento mi sto gustando la mia vita da single … Mi vedo sposato probabilmente quando avrò una trentina d’anni, anche se, chi lo sa, trovando la ragazza giusta ….. ” F:”Hobbies…”
B:”Nel mio tempo libero più che altro cerco di rilassarmi il più possibile, un pò di palestra e soprattutto divertirmi con gli amici”
F:”Cosa conosci dell’Italia?”
B:”Mio padre vive a Nizza, nel sud della Francia, quindi quando vado a trovarlo spesso veniamo in Italia. L’ ultima volta sono stato a Portofino e in passato anche a Milano e Venezia. La sua compagna oltretutto è italiana per cui mi parla molto spesso dell’ Italia”.
F:”Brian, raccontaci qualcosa di www.cardrunners.com”
B:”Cardrunners è una società con la quale collaboro da qualche tempo: si possono trovare numerosi video (6 nuovi ogni settimana) di giocatori professionisti di alto livello, che i nostri clienti possono guardare per migliorare il proprio gioco. Ci sono anche dei forum molto interessanti dove ci si può confrontare e avere importanti suggerimenti per il proprio gioco”.

Puoi trovare Brian Towsend ai tavoli di Full Tilt Poker!

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