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Isildur1 si racconta ad Assopoker: “ho scoperto il poker in un circolo in Svezia… vi spiego il bluff”

Nella seconda parte dell’intervista esclusiva ad Assopoker, Isildur1 svela un particolare inedito dei suoi inizi carriera: ha imparato a giocare a poker in un circolo privato in Svezia. Il suo bluff in un side all'EPT Praga raccontato in prima persona.

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31/12/2019 13:03

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Di Stefano Atzei

Praga – Quel che vi abbiamo svelato la scorsa volta è che la leggenda del poker online, Viktor “Isildur1” Blom, ha deciso di prendersi una bella pausa dal poker online per dedicarsi anima e corpo al poker live.

C’è qualcos’altro però che non vi abbiamo ancora detto. Perchè sebbene il gioco resti immutato nella forma, dall’online al live è la sostanza a cambiare. E non è mica così scontato che un fenomeno dell’online riesca a sentirsi a suo agio anche dal vivo, specialmente uno che ai tavoli ha la fama da pazzo scatenato.

Leggi qui la prima parte dell’intervista a Viktor Blom

Con estrema naturalezza

Bluffare a poker non è semplice. Bisogna trovare lo spot giusto, la situazione ideale e soprattutto un avversario disposto a credere alla nostra storia.

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Nel live le cose si complicano ulteriormente perché bisogna avere anche il sangue freddo e assumere la cosiddetta “poker face”.

A guardarlo giocare però, sembra che Viktor non risenta affatto della transizione dall’online al live. Il motivo? Ce lo facciamo raccontare da lui:

“So che può sembrare strano ma ho conosciuto prima il live dell’online. Avevo 15 anni* e ogni tanto andavo a giocare in un circolo privato nella mia città. Negli anni successivi lo frequentavo abitualmente una o due volte a settimana ed è in quel periodo che ho avuto modo di fare le prime esperienze.

Anche se gran parte dei miei successi provengono dall’online, mi sono svezzato col live. Come faccio a mantenere la calma quando sono in bluff? Mi viene naturale…”

 

Don’t try this at home

Per spiegare meglio il concetto, Viktor racconta una mano giocata il giorno prima a un side event all’EPT Praga dove si trova a spararne tre in bianco totale:

“Una volta che prendo la decisione sono sereno e anzi, più l’avversario si prende del tempo per pensare e più mi sento tranquillo.

In un side qui a Praga all’EPT, ad esempio, mi son trovato a bluffare in un pot grosso dopo esser stato short stack tutto il giorno. Apro J-8 suited e siamo in 3-way col big blind che difende. Su flop A-10-9 con due Cuori sparo la prima grossa e folda soltanto il big blind.

Turn 8 che non chiude flush draw, punto ancora forte e l’avversario chiama nuovamente. River 3 di Cuori, lui checka e io overbetto all-in. In realtà potevo anche scegliere una linea più conservativa ma in quel frangente credo fosse la scelta giusta.

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Lui comincia a tankare, ma più ci pensa e più comincio a prendere confidenza del fatto che il mio bluff possa funzionare: se non snappa qui penso faccia fatica a chiamare. Alla fine passa e gli chiedo:

‘Two pair?’

E lui: ‘Sì…'”

Il ragionamento di Viktor non fa una piega. Più l’attesa si protrae e più le nostre chance di vittoria aumentano, almeno in linea teorica.

Il fatto che poi lui riesca a tradurre il tutto in una calma diffusa, mentre noi comuni mortali faremmo fatica a mantenere la frequenza cardiaca sotto i 100 battiti al minuto, è forse il segreto che sta dietro un grande campione di poker.

 

Il peggior avversario dal vivo

Tutti però abbiamo qualche debolezza e soprattutto ci sarà sempre qualcuno in grado di mettercele a nudo. Chi sarà mai il giocatore capace di mettere in soggezione uno come Isildur?

“Non saprei. Chidwick? E’ impassibile ma non penso di aver mai giocato contro di lui. In genere non credo ci sia qualcuno che soffro particolarmente a livello di presenza, ma se dovessi fare un nome…

Diciamo che se fossi iscritto a un torneo da un milione di dollari di buy-in, uno che non vorrei assolutamente trovarmi davanti sarebbe Phil Ivey!”

Leggi qui la prima parte dell’intervista a Viktor Blom

 

*nota della redazione: l’invito ai minorenni è quello di non giocare mai fino al compimento del 18esimo anno di età. Ricordiamo che per la legge italiana è consentito giocare solo ai maggiorenni.

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