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Anche "Mad" Marty ci lascia, l'Inghilterra si era innamorata dei suoi aneddoti. Il saluto dei giocatori

È stata un’icona nel mondo della comunicazione pokeristica del Regno Unito ed è arrivato a parlare a centinaia di migliaia di giocatori quasi per caso, dopo una trasmissione televisiva che lo vide protagonista con Phil Hellmuth. 

Non abbiamo la presunzione di ricordarcelo come se fosse famosissimo anche in Italia, ma è probabile che qualche nostrano nerd della materia possa averlo visto a inizio millennio. 

“Mad” Marty Wilson è passato a miglior vita nella notte di venerdì dopo una lunghissima battaglia contro il cancro. 

Conosciuto in patria molto più per le sue scorribande televisive che per la sua, tutto sommato, poco redditizia carriera di giocatore, Wilson, molto amante di Las Vegas, aveva cominciato a frequentare Sin City fin dal 1985.

La sua popolarità esplose in Inghilterra grazie ad una apparizione a Late Night Poker”, una trasmissione che passava su “Channel 4” e dove alcuni giocatori si sfidavano a Hold’Em. Lui partecipò come palyer alla terza stagione, dove arrivò secondo fino a sfiorare la vittoria, andata in quell’anno a Phil Hellmuth. 

Da quel momento in poi divenne un ospite fisso delle serie successive, i produttori si resero conto che i suoi aneddoti, il suo modo di fare, gentile ma sempre pungente, la sua straripante voglia di vivere, non potevano che essere gli ingredienti dei quali la trasmissione non poteva fare a meno.

Esilaranti i suoi racconti “da giocatore da circolo” che proponeva ai telespettatori, condendoli con particolari da "bravo ragazzo di tutti i giorni". 

Mad non si limitava a fare lo one man show, anzi. Insegnò a giocare a poker a celebrità come Tom Cruise, al campione del mondo di freccette Phil “The Power” Taylor, all’ex attore Michael Greco e all’ex giornalista sportiva Helen Chamberlain. 

Anche dopo la terribile diagnosi che gli presentò il conto salatissimo della malattia, Mad ha combattuto in modo coraggioso, senza mai perdere il sorriso, incline alla battuta e sempre molto attento al suo terribile problema su scala mondiale, tanto che sensibilizzò molti giocatori per una raccolta fondi alla quale partecipò anche Hellmuth. 

Negli ultimi anni Mad Marty giocava sempre meno, ma quando c’era una festa, un party, un’occasione per ripercorrere il poker a cavallo tra fine e inizio millennio, Mad veniva sempre invitato, ovviamente dietro compenso e la serata di animava. 

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Era solito dire “non gioco più come prima, ma quando si tratta di parlare di poker sono sempre in prima linea. D’altronde vengo pagato per stare lì e la cosa è molto più sempliche che giocare”. 

Di seguito alcuni tweet in memoria di Mad.

 

Poker e Sport Editor
Io sono Andrea Borea, sono nato nel marzo del 1973, e non vengo propriamente da una formazione umanistica, visto che i miei hanno sempre spinto per dare seguito agli interessi di famiglia. Dopo aver fatto per qualche tempo ciò che essi mi consigliavano, Assopoker divenne la mia vita, prima che mi chiamasse Luca Pagano per collaborare al sito PokerPoker.it e dare vita alla Pagano Events. Sono stato il primo a bloggare il Main Event delle WSOP per l’Italia da Las Vegas, nel 2008 e nel 2009. Collaborai alla stesura di due collane, “Lo sport del Poker” e “I segreti del Grande Poker”, entrambi per la Gazzetta dello Sport, sempre per Gazzetta cominciai a scrivere per un paio di anni articoli di Texas Hold’Em, prima di passare in pianta stabile con PokerStars.it. Da 6/7 anni, scrivo per ItaliaPokerClub, BetFair, PokerStarsNews, PokerStarsLearn, Ludos Academy.
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