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Marcello Miniucchi: “Live mi sento preparatissimo, il cash game il mio pane quotidiano”

Dopo la deep run allo Swiss Poker Open di Rozvadov, una chiacchierata con Marcello Miniucchi che racconta di come il cash game live sia diventata la sua specialità e perché invece online sia stato un periodo traballante. Tra i piani del pesarese ovviamente le WSOP, con un pensiero al $10.000 Pot Limit Omaha...

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11/07/2021 12:30

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Ultimamente l’Italia del poker non sta affatto sfigurando nel contesto internazionale, basti pensare al recentissimo final table online con Enrico Camosci e Nicolò Molinelli che portano a casa premi da oltre $100.000, o al secondo posto di Gianluca Cammarata al King’s Grand Opening di Rozvadov. Un’altra gioia, sempre a Rozvadov, stava per arrivare da parte di Marcello Miniucchi, storico rounder pesarese che è stato protagonista di una deep run allo Swiss Poker Open, dove su 818 entries si è arreso solo al Final Day piazzando una bandierina in 21ª piazza.

marcello miniucchi

Insomma non uno di quei risultati che resteranno nella storia, ma è stata l’occasione perfetta per scambiare quattro chiacchiere con Miniucchi, che oltre al racconto del suo torneo ci ha parlato del suo presente e dei suoi obiettivi futuri, dove il poker live domina su tutto.

 

Ciao Marcello, complimenti per la deep run! Raccontaci un po’ il tuo torneo e qualche mano degna di nota.

Il torneo a Rozvadov è andato benino, insomma quando arrivi 21° su 800 iscritti circa va sempre bene, dai. Mi sono ritrovato subito confidente in quello che facevo, il field non era eccelso insomma, quindi diciamo che ho potuto esprimere abbastanza il mio gioco e un 21° posto fa morale.

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Come è cominciato il Day 3 eravamo tre tavoli left e io ero al feature table, che era sicuramente il più tranquillo di tutti i tavoli lì. Infatti subito alla prima mano ho piazzato una 3-bet e ho incamerato il piatto, e ho deciso di spingere un po’. Poi ho difeso con a 10, al flop trovo due cuori, andiamo ai resti, l’avversario ha gli assi e non chiudo colore.

Dopodiché perdo con KJ contro AJ che fa scala nuts e io scala second nuts, mi accorcio di brutto e infine pusho con 12bb A5 e mi snappa – da come ha snappato pensavo avesse i KK – il grande buio e gira K9. Parto anche avanti, ma alla fine va lui e sono uscito così dal torneo.

Una mano notevole l’ho vista ma non l’ho giocata io. C’è stata un’apertura, una 3-bet da bottone piccola -molto bella secondo me- una 4-bet dell’original raiser e addirittura una click-five-bet. L’original raiser folda e il 5-bettor mostra 53o. Una mano d’altri tempi.

 

Sei felice del ritorno del poker live? Come sono andati gli ultimi tempi tra live e online? 

“In generale sta andando bene dai, diciamo che ho trovato la mia dimensione. Sto andando veramente tanto spesso a Rozvadov ed è una comodità unica poter giocare lì.

Ci sono tantissimi tavoli cash game che ormai è il mio pane quotidiano, i tornei li faccio ormai solamente come attività defaticante, diciamo che ci credo un po’ di meno. Invece il cash game, di cui molto Omaha dal 5/5 in su, è il mio lavoro principale.

Live quindi molto bene, dire che mi è mancato è dir poco, sono contentissimo che sia ripartito, perché mi sento una di quelle persone le cui caratteristiche sono molto più predisposte per il gioco live.

Invece online molto traballante, il primo lockdown è andato benino, col secondo non mi sono trovato bene dico la verità. Ho giocato tornei alti con field impegnativo, e ho avuto una flessione notevole.”

 

Come mai ti senti migliore nel poker live che nell’online? È solo una questione di field o c’è altro?

“Per l’online comincio ad avere una certa età, e sopra ai 40 anni quando arriva mezzanotte/l’una mi dico ‘Ma chi me lo fa fare di stare qui a cliccare?’, mi prendo molti più rischi e tanti tornei li ho buttati via così, proprio per stanchezza.

Invece live mi sento preparatissimo, dopo 20 minuti di tavolo conosco nome, cognome e parenti stretti di tutte le persone che stanno al tavolo. Ho molto più feeling, più sensibilità.”

 

Per un giocatore live come te allora sarà stata un’ottima notizia il ritorno delle WSOP! Quali sono i tuoi prossimi progetti (anche non pokeristici)?

“Adesso parteciperò a IPO che è qua vicino a casa mia, a Rozvadov ci tornerò per i primi di agosto per il Millions. I prossimi obiettivi sono di giocare tanto cash game in Europa e sicuramente andare alle WSOP. Come tornei credo che giocherò tutti i tornei fino a $3.000 e pensavo di fare anche il $10.000 PLO.

 

Leggi qui il calendario completo delle WSOP 2021

 

A Las Vegas ci andrò insieme a Enrico Mosca, con cui sono in stretto contatto. Lo reputo una delle persone più intelligenti e preparate del mondo del poker e non solo. A livello italiano è uno dei massimi esperti in criptovalute, e se vogliamo parlare dei miei piani extra-poker, attraverso di lui c’è un progetto nuovo in cui sono stato reclutato. Ugames è un’azienda che si occupa di criptovalute nel mondo del gaming, sta creando una criptovaluta nuova che si chiama Ufo ed è una cosa seria che mi ha proposto proprio Enrico, che è una persona con cui collaboro sempre molto felicemente.”

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