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Poker online: il Governo impone aumento della tassazione al 25%, più rake per tutti i giocatori? Stangata anche nelle scommesse. Stime sballate

Il 2018 si chiude all'insegna dello slogan: più tasse e rake per tutti nel poker online italiano a seguito della manovra del Governo Conte. Per rendere credibili le stime sull'aumento delle entrare fiscali, però l'unico passo è la liquidità internazionale. Nel caso contrario un incremento del gettito (per un gioco in crisi da anni) è impensabile per il poker.

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20/12/2018 08:42

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Dopo il Decreto Dignità, l’attuale Governo continua a prendere di mira il poker online, un gioco in crisi da diversi anni (vedi trend negativo del cash game che solo nel 2017 è calato di oltre il 45%).

In un nuovo emendamento presentato alla recente di Manovra di bilancio, è stato stabilito che il prelievo sulla rake lorda passerà dal 20% al 25%. Si tradurrà in un aumento del gettito? Difficile pensarlo considerando che il cash game online è in una fase di declino pluriennale e, dopo il sabotaggio della liquidità condivisa, il rilancio del gioco sembra lontano.

E negli ultimi giorni dell’anno è spuntato un bel regalino soprattutto per giocatori e rooms. Un bel salto voluto dall’attuale Governo, un deciso incremento che potrebbe avere conseguenze sui players che, nei prossimi mesi, potrebbero vedere un aumento della rake a seguito di questa decisione che va a colpire un gioco in declino. A pagare dazio, oltre al poker,  il bingo online.

Ma a preoccupare è soprattutto l‘impatto del divieto di pubblicità e la chiusura alla liquidità internazionale. Difficile pensare ad un aumento del gettito (il 2018 presenta un trend negativo) e sarà curioso capire Bruxelles se riterrà le stime credibili con le attuali condizioni operative.

Secondo quanto segnala l’agenzia Agipronews, nella relazione tecnica allegata all’emendamento si evidenzia che “l’imposta unica si applica con l’aliquota del 20%. Considerato che l’introito erariale registrato nel 2017 è pari a 160 milioni e che nel 2018 il trend è in aumento (proiezione annua 175) e tenuto conto che nel 2019 almeno altri 35 concessionari si aggiungeranno alla rete legale, si stima che l’aumento degli introiti del 25% sarà pari a 50 milioni su base annua”. Bruxelles cosa penserà?

Teniamo presente che nel 2018 il poker online presenta un trend molto negativo (la spesa nel cash game ha registrato una decrescita in doppia cifra e nel 2017 è stato di -45,7%!), quindi per rendere queste stime credibili agli occhi di Bruxelles, l’unica strada sembra il rilancio del giochino attraverso l’apertura alla liquidità internazionale.

Stangata anche nelle scommesse

Il Governo ha previsto anche un aumento delle aliquote per le scommesse sportive a quota fissa.  Sulla rete terrestre il prelievo passa dal 18% al 20% mentre  al 24% sull’online. Aumenta anche la tassazione per le scommesse virtuali, dal 20 al 22%. Senza dubbio la concorrenza estera ed il gioco illegale sarà favorito, considerando che in giurisdizioni come Malta il prelievo è al 5%.

Come noto nelle scommesse l’aliquota si applica sui margini lordi (giocato meno vincite).

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