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Poker rooms.com: l’occhio del Fisco sulle vincite degli italiani?

Si chiama “Manovra d’Estate“, ed ogni anno arriva in soccorso dei Conti Pubblici proprio in questo periodo, quando cioè la maggior parte degli italiani ha già la testa a ferie, sole e mare. Negli oltre 27 miliardi previsti per la manovra presentata in questi giorni dal Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, ci potrebbero essere anche brutte sorprese per i giocatori italiani che frequentano le poker rooms online “.com”.

In sostanza, si legge su jamma.it, nella nuova “manovrina” sono previste norme sui giochi. Per reperire fondi che aiutino l’Italia a mantenere gli impegni europei rimanendo nei parametri richiesti da Bruxelles, una grossa mano dovrà venire dalla lotta all’evasione fiscale, che si estenderà anche sulle attività di gioco.

Essendo le vincite ottenute giocando e scommettendo su poker rooms e siti di betting licenziatari AAMS già tassate alla fonte, l’occhio del fisco potrebbe spostarsi ora su coloro che giocano (ed evidentemente vincono, ndr) sulle concorrenti .com. Come sarà possibile tutto ciò? Difficile, al momento, dare una risposta certa.

Già dallo scorso anno era sparito, dal testo della “comunitaria 2008”, qualsiasi ipotesi di carcere per chi giocasse sulle poker room “non regolari”, ovvero non provviste di licenze AAMS. La legge lasciava una sanzione pecuniaria per chiunque fosse stato “colto sul fatto” a giocare sulle rooms estere. E’ sempre rimasto un mistero il “come” un giocatore possa essere colto sul fatto, se non tramite una capillare attività di indagine che dovrebbe – per assurdo – impegnare un numero enorme di risorse umane da parte delle forze dell’ordine, le quali hanno certamente priorità ben più alte che scovare un famigerato player che gioca un sit&go su una poker room sprovvista di licenza italiana…

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Secondo quanto riferisce jamma, chi non paga l’imposta sui giochi – grazie all’incrocio dei dati con l’agenzia delle Entrate – sarà chiamato a pagare le imposte sui redditi. Di conseguenza, i contravventori saranno trattati come i comuni evasori fiscali. E qui si pone un altro interrogativo.
Le ultime settimane avevano fornito decisi segnali di distensione, nell’annoso contenzioso tra le “.com” e le “.it”, e più in generale nei potenziali conflitti tra la normativa italiana sul poker online (che in ogni caso ha fatto scuola, ndr) e normative europee come quella del “Titolo IV del Trattato Europeo“, che decreta la libera circolazione di persone, beni e servizi all’interno degli stati membri. In un nostro articolo di poche settimane fa parlavamo della svolta che potrà arrivare dal decreto che regolerà le nuove licenze per le poker rooms italiane, Il Ministro  dell'Economia Giulio Tremontiin cui ci sono tracce di un possibile compromesso con gli operatori finora considerati “nemici”.

I contorni di questa nuova recrudescenza saranno più chiari tra qualche settimana, quando i dubbi si saranno diradati e la “Manovra d’Estate” sarà approvata. E’ chiaro l’intento di scoraggiare i giocatori italiani dal frequentare le poker rooms estere in favore delle ormai lanciatissime .it. Certo, l’ipotesi per un italiano di vincere un torneo da qualche decina di migliaio di dollari su una .com e vedersi denunciato per evasione fiscale, non è una cosa da prendere a cuor leggero.
Il tempo ci dirà se in questo caso Giulio Tremonti ha il “nuts” o è in “semi-bluff“…

COMPARAZIONE GIOCHI
"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".