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Bendinelli a Rozvadov per il bracciale WSOPE: “Ho studiato il PLO per avere più chance!”

Parte oggi la caccia di Giuliano Bendinelli al bracciale delle World Series Of Poker Europe. In giornata il pokerista genovese volerà a Rozvadov insieme all’amico-collega Mario Llapi per cercare di prendere il secondo pezzo della Triple Crown live, suo obiettivo dichiarato dopo il successo al Main Event EPT Barcellona dello scorso anno.

Giuliano ci ha spiegato il suo plan per avvicinarsi all’obiettivo il più velocemente possibile.

Omaha la nuova passione

Per iniziare, a Rozvadov Giuliano parteciperà anche agli eventi a quattro carte che mettono in palio il bracciale:

“Il primo torneo WSOPE che giocherò sarà il 5k PLO, negli ultimi anni sto giocando parecchio PLO cash game, mi sento preparato. Ho voluto diventare bravo anche in quest’altra disciplina per avere più frecce al mio arco e per spaziare dove c’è più edge da prendere. A Rozvadov ad esempio mi piace molto giocare PLO, sia mtt che cash. Se giochi solo NLHE sei tagliato fuori da alcune partite belle, ad esempio a Rozvadov ci sono alcuni fish che vogliono giocare PLO e non solo a 4 ma anche a 5 o a 6 carte”.

L’opportunità del 25k

Dopo il 5k PLO per Bendinelli arriverà il momento del 25k High Roller WSOPE, torneo dalle mille opportunità secondo il genovese:

“A livello di field il 25k WSOPE è paragonabile a quello delle Bahamas. Certo, le caratteristiche sono diverse perché al PSPC ci sono tantissimi ricreativi incredibili grazie al sistema dei Platinum Pass che l’anno scorso ha permesso di raggiungere mille iscritti. Ma l’anno scorso a Rozvadov a livello di field puro era un 25k davvero incredibile. Sono stato sempre nel tavolo più bello ma anche gli altri tavoli erano incredibili. Un conto è avere cento fish su mille giocatori, un conto è averne 20 su 50. Chiaramente il montepremi è più piccolo ma è più facile arrivare in ottica-braccialetto”.

L’entusiasmo per la nuova collaborazione

Da quando uscirono i primi tool per la GTO, Giuliano l’ha studiata a fondo, integrando i principi del gioco equilibrato nel proprio arsenale:

“Conosco e ho studiato parecchio la GTO senza che ciò significhi averci perso diverse migliaia di ore sopra come ha fatto Enrico Camosci. Sono una persona curiosa quindi nel 2017 mi sono messo a imparare i software, anche perché riguardano il mio campo lavorativo da vicino. Non sono di una fazione o di un’altra ma sono sicuro che senza exploit non si vada da nessuna parte. Buona parte dell’edge, soprattutto live, viene sapendo deviare dai principi del gioco equilibrato”.

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Questa passione ha portato Giuliano a collaborare per una nuova app che vuole offrire capacità di studio inedite ai giocatori ricreativi:

“I software per lo studio della GTO sono complessi da usare. Al ritorno da Barcellona mi contattò un ingegnere di Torino che stava lavorando a questa APP, ‘Ireadupro’ si chiama, che semplifica gli assunti che stanno alla base deii vari PioSolver e GTOWizard, rendendoli fruibili ai giocatori ricreativi tramite un percorso di studio ad hoc”.

I più forti in Italia

Parlando di colleghi che hanno approfondito la GTO, viene naturale chiedere a Bendinelli chi siano i pokeristi più forti del panorama italiano oggi come oggi:

“Per quanto riguarda l’online da un po’ di anni faccio un solo nome che è quello di Camosch, ma ha giocato troppo poco live e gli mancano ancora delle dinamiche. Nei tornei dal vivo i nomi sono sempre quelli, e nella top tre mi metto anche io. A livello mondiale il mio idolo è da sempre David Peters, oggi probabilmente non è top3 nè top5 ma di sicuro lo metto in top10 e non solo perché era il mio eroe quando ho iniziato a diventare forte”.

Sul fronte delle nuove leve Giuliano ha un nome in particolare:

“Simone Andrian e anche abbastanza per distacco. Adesso studia anche con Camosch ma già da prima era un mix letale di talento e studio. Guarda che risultati live ha già raccolto nonostante abbia iniziato da poco a solcare quei palcoscenici: è davvero un giocatore incredibile!”

Dopo anni passati a scrivere di altro, in un periodo sabbatico mi sono appassionato al poker e dal 2012 è diventato il mio pane quotidiano. Intanto ho scritto un paio di libri che niente hanno a che vedere col nostro meraviglioso gioco.
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