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Chi è il giocatore che ha vinto la Triple Crown live in meno tempo?

Per un giocatore di poker dal vivo la Triple Crown è il coronamento di un sogno. oltre che il lasciapassare per una elite ristrettissima di giocatori.

In tutta la storia del poker, infatti, sono solamente nove player a poter vantare le vittorie di un braccialetto WSOP, un titolo World Poker Tour e un Main Event European Poker Tour.

Il primo a riuscirci fu lo statunitense Gavin Griffin nel 2008, grazie alla vittoria del WPT Borgata Winter Open Atlantic City, dopo che l’anno prima aveva vinto il Main Event EPT a Montecarlo e nel 2004 il braccialetto WSOP a Las Vegas.

Griffin impiegò esattamente tre anni, 8 mesi e 17 giorni per completare la Triple Crown. Dopo di lui c’è chi ha fatto più in fretta.

 

Se il timing è tutto

Esattamente un anno dopo Gavin Griffin, fu Roland De Wolfe a centrare la Triple Crown. L’inglese aveva già vinto il titolo WPT nel 2005 e il Main Event EPT nel 2006, quando cinse al polso il braccialetto WSOP all’evento PLO da 5.000$ di buy-in guadagnando 246.616$.

Per centrare la tripletta l’inglese impiegò esattamente due mesi in più dello statunitense, ovvero tre anni, dieci mesi e 17 giorni. Nel 2011 poi fu Jake Cody ad arrivare alla Triple Crown vincendo il braccialetto WSOP al 25k HU Championship. L’anno prima il fenomenale britannico aveva vinto il Main Event EPT Deauville a gennaio e il WPT London Poker Classic a settembre.

Per chiudere la magica tripletta a Cody servì dunque un anno, 4 mesi e 11 giorni: nessuno dei sei giocatori che sono riusciti ad arrivare alla Triple Crown dopo di lui è riuscito a fare più in fretta.

 

Podio per Farrell ed Elky

Dopo Cody, il giocatore che ha impiegato meno tempo a conquistare le tre vittorie della Triple Crown è stato Niall Farrell.

Lo scozzese ha vinto l’EPT nel 2015, il WPT nel 2016 e il braccialetto WSOP nel 2017, impiegando esattamente due anni e un mese per completare l’ambito trittico.

A Bertrand ‘Elky’ Grospellier, dopo i successi del 2008 a WPT ed EPT, sono invece serviti 3 anni, cinque mesi e cinque giorni per centrare il successo WSOP che gli mancava per mettere simbolicamente in bacheca la Triple Crown.

 

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I fantastici nove

Ecco una tabella coi nove detentori di Triple Crown. Il più lento a raggiungere il titolo è stato Roberto Romanello: il player gallese ha completato il ‘triplete’ con il braccialetto WSOP esattamente nove anni e sette mesi dopo la vittoria del Main Event EPT Praga. In grassetto sono evidenziati gli anni in cui i vari giocatori hanno completato la Triple Crown.

  Giocatore Braccialetto WSOP Titolo WPT Titolo EPT Arco temporale
1 Gavin Griffin 2004 2008 2007 3 anni, 8 mesi, 17 giorni
2 Roland De Wolfe 2009 2005 2006 3 anni, 10 mesi, 17 giorni
3 Jake Cody 2011 2010 2010 1 anno, 4 mesi, 11 giorni
4 Bertrand “ElkY” Grospellier 2011, 2019 2008 2008 3 anni, 5 mesi, 5 giorni
5 Davidi Kitai 2008, 2013, 2014 2011 2012 3 anni, 10 mesi
6 Mohsin Charania 2017 2013, 2014 2012 5 anni, 2 mesi
7 Harrison Gimbel 2017 2016 2010 7 anni, 6 mesi
8 Niall Farrell 2017 2016 2015 2 anni, 1 mese
9 Roberto Romanello 2020 2011 2010 9 anni, 7 mesi

 

Quei big senza un pezzo di corona…

Come abbiamo visto, la cerchia dei detentori di Triple Crown è davvero ristretta. Tra i top player ce ne sono tantissimi a cui oggi manca solo un pezzo di corona.

In attesa di un braccialetto WSOP per completare il trittico troviamo giocatori come Mike Watson, Andrey Pateychuk e David ‘chino’ Rheem.

Un titolo WPT manca invece a Liv Boeree, John Juanda, Hossein Ensan, Adrian Mateos, Dominik Panka, Kevin MacPhee e Jason Mercier.

Tra i papabili alla Triple Crown che sono in deficit di un Main Event EPT c’è anche il nostro Rocco Palumbo, in compagnia di giocatori che hanno fatto la storia del poker come Phil Ivey, Dan Harrington, Nick Petrangelo, Ryan Riess, Ole Schemion, Phil Laak, Chris Moorman, Erik Seidel, Michael Mizrachi, Barry Greenstein, Nick Schulman, Scott Seiver e Joe Hachem.

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Giornalista pubblicista dal 2005, in un periodo sabbatico mi sono appassionato al poker e dal 2012 è diventato il mio pane quotidiano. Intanto ho fatto anche altro, tipo scrivere due libri che niente hanno a che vedere col nostro meraviglioso gioco.