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Il “caso Kabhrel” al $250k WSOP: la parola all’esperto Gianfranco Preverino

È senza dubbio l’argomento più discusso di questi giorni, e probabilmente anche dei prossimi: stiamo parlando delle accuse di cheating da parte di Martin Kabhrel al Super High Roller WSOP da $250.000, insinuate prima da Andrew Robl e poi seguito da una fetta importante della community.

Kabhrel si è affidato allo studio legale Zeisler di Miami e New York per tutelarsi ed ha diffidato Andrew Robl, Daniel Smith, PokerGo, Chance Kornuth e Justin Bonomo. I suoi avvocati hanno già preannunciato ai destinatari della lettera che procederanno per vie legali per diffamazione. La vicenda sta diventano sempre più seria.

Secondo il tweet di Robl, il player ceco avrebbe utilizzato delle tecniche da baro per prendersi dei vantaggi al tavolo finale del torneo più alto delle World Series Of Poker (e in ogni torneo in cui ci ha giocato insieme, rincara Robl).

In questo momento le accuse sono prive di qualunque fondamento certo, e Kabhrel è innocente fino a prova contraria. Visto il tema della questione, però, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Gianfranco Preverino per fare più chiarezza.

Per chi non lo conoscesse, Preverino è un prestigiatore, ma prima di tutto un grande esperto di tecniche da bari, argomento di cui ha una sconfinata libreria. Decisamente l’uomo giusto a cui far vedere i video di Khabrel.

Martin Kabrhel ha barato? Il video non basta

Tagliamo la testa al toro: non sentirete una conferma decisa da parte di Gianfranco, che si accoda alle molte voci che dicono che il video non sia sufficiente.

“Ci sono atteggiamenti e movimenti che possono sembrare sospetti. Tuttavia non si può avere la certezza, bisognerebbe aver controllato il mazzo e vedere se certi valori avevano tutti lo stesso segno.”

Insomma, non ci sono movimenti che facciano dire “assolutamente sì”, ma nemmeno che facciano dire il contrario.

Le WSOP hanno comunicato che un’indagine è in corso, anche se i protocolli di sicurezza a dir loro sono incontestabili. Aspetteremo l’esito, ma intanto approfondiamo ulteriormente con la consulenza di Preverino.

Una tecnica di 500 anni fa, ma forse involontaria

Alcuni non hanno avuto dubbi una volta visto il filmato, ma il re dei bari dall’alto della sua esperienza non dà nulla per scontato:

“Il colpo d’unghia è abbastanza evidente in uno dei filmati. Se poi sia stato fatto volontariamente oppure no è da dimostrare.

Lo stratagemma del colpo d’unghia (nail nicking, nel gergo inglese) è antichissimo, la prima testimonianza scritta risale al 1552! Per gli interessati, nel libro “A manifest detection of the most vyle and detestable use of dice play”, scritto da Gilbert Walker, facilmente trovabile in pdf gratuitamente.

Per altro lo fa anche in modo un po’ maldestro, perché avrebbe potuto farlo in modo più nascosto mentre guardava le sue carte.

Invece è improbabile che abbia fatto uso di inchiostri speciali, perché quelli (con le lenti giuste) si notano con facilità anche da una breve distanza come quella tra lui e l’avversario. La necessità di osservarle con quella cura potrebbe essere associabile al massimo solo al colpo d’unghia.

Il momento in cui preme con l’indice sulle carte è sospetto, ma dubito che usasse un inchiostro speciale, perché non c’è bisogno di fare pressione per sporcare le carte con l’inchiostro. L’obiettivo, nel caso, potrebbe essere di creare un piccolo avvallamento in un punto della carta sfruttando la sofficità del tavolo e sperando che non si raddrizzi del tutto. Non so di che materiale fossero le carte, se sono plastificate sarebbe un’astuzia quasi inutile.”

Qui entriamo in gioco noi. Le carte sono di marca Copag, brand di proprietà Cartamundi, ma soprattutto dotate di RFID per il tavolo televisivo.

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Anche se le carte in questione non le abbiamo mai toccate personalmente (magari!), quelle con il sensore RFID di norma sono plastificate per protezione.

Aggiungiamo anche che solitamente queste carte sono delicate, e se sottoposte a stress il sensore può smettere di funzionare, e molte carte del TV Table non si sarebbero viste.

Kabhrel-gate evitabile applicando il regolamento

Insomma, ci sono possibilità ma non certezze, e dovremo aspettare l’esito delle indagini WSOP prima di avere un verdetto.

Ad ogni modo, Gianfranco Preverino ci tiene a sottolineare che sia meglio prevenire che curare quando si verificano situazioni simili:

“Tutto questo casino si risparmierebbe se i controllori facessero applicare il regolamento, impedendo ai giocatori di alzarsi durante l’action per osservare da vicino gli oggetti dell’avversario, pratica che ha anche una valenza psicologica, quasi intimidatoria.

Invece i giocatori sono stati lasciati soli e nel tentativo di tutelarsi hanno dovuto accusare un giocatore di barare senza poterlo provare.

È grazie alla casa da gioco se il gioco è pulito e controllato, ma non si può essere negligenti sulla condotta”

In effetti va anche detto che Martin Kabhrel non attira le simpatie dei colleghi poker player, che in molti – da Dan Smith a Daniel Negreanu – l’hanno definito come il peggior avversario da avere al tavolo.

Non ci aspettiamo che gli altri lo abbiano accusato solo sulla base dell’antipatia o che sia un fenomeno di altissimo bullismo, ma sicuramente è più facile sospettare di chi non piace.

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Scrivo di poker da 10 anni, praticamente è l’unica cosa che ho fatto. Ho passato più tempo effettivo in un casinò che a casa e nonostante questo non riesco a battere il NL10. Spero di scrivere meglio di come gioco.
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