Vai al contenuto
dan-bilzerian-fumo

Dan Bilzerian: $690 milioni in “fumo” in 3 anni e viene aperta una indagine per frode su Ignite

Dan Bilzerian, guai in vista? La scorsa settimana avevamo pubblicato in esclusiva la notizia (con tanto di documenti alla mano) che il re di Instagram aveva fatto delisting per la sua società Ignite, ritiratasi dalla Borsa di Toronto.

Bilzerian e le inchieste per la sua società Ignite

Nello stesso giorno sono scattate tre inchieste per frode nei confronti di Ignite International Brands Ltd. da parte delle autorità canadesi (Ontario Securities Commission – OSC) e negli States dalla temuta Securities and Exchange Commission (SEC) negli Stati Uniti.

La notizia peggiore per Bilzerian (che è l’amministratore delegato della compagnia nonché il maggiore azionista con oltre il 66% delle azioni) è che sta indagando anche il Dipartimento di Giustizia, il DoJ. Quindi esistono due inchieste in ambito civile ma anche una sotto il profilo penale.

Per il momento la SEC ha fatto sapere che non sono emerse criticità o altri indizi. La dichiarazione sembra rassicurante almeno da questo fronte, ma le indagini sono ancora in corso.

La gestione di Ignite uscita dal mercato della cannabis

Ignite International Brands Ltd. è stata lanciata nel 2017 in Canada, con sede legale a Markham, in Ontario.

Ha operato fino all’ottobre del 2021 nel mercato canadese della cannabis (vi abbiamo spiegato come l’azienda abbia cambiato pelle ed ora commercializzi vaporizzatori, tabacco, bevande ad alte prestazioni, abbigliamento e alcolici come tequila, vodka e seltz).

La gestione di Dan Bilzerian, giocatore di poker dilettante, è stata diretta e totale grazie all’incarico di CEO della compagnia, nonché uomo immagine cercando di sfruttare la sua popolarità su Instagram (33 milioni di followers).

Bilzerian e Ignite: $690 milioni di capitalizzazione in fumo

Fino a lunedì la società era quotata alla Canadian Securities Exchange. Al picco del successo nel 2019, la società poteva contare di una capitalizzazione di 750 milioni di dollari.

Al momento dell’uscita dal mercato della cannabis (anche negli States), la capitalizzazione era scesa a 170 milioni. In quel arco di tempo sono stati bruciati 580 milioni di valore.

La scorsa settimana, quando è stato comunicato il delisting, la capitalizzazione è scesa a 60,487 milioni. Dal 2019 a oggi, si sono persi per strada circa 690 milioni.

L’ingiunzione della SEC a un tribunale californiano

Il problema però riugardano le inchieste della SEC e non solo negli Stati Uniti. La Securities and Exchange Commission ha presentato una richiesta a un tribunale della California per costringere Ignite a rispondere a una citazione investigativa, un chiaro invito a comparire a maggio.

La stessa Ignite, in documenti ufficiali, conferma di dover affrontare “numerose richieste da parte delle autorità di regolamentazione”.

Nella ingiunzione presentata in tribunale, il legale rappresentante della SEC, Patrizia Pei, ha confermato che l’agenzia sta cercando informazioni su “possibili violazioni delle disposizioni antifrode delle leggi federali sui titoli” da parte di Ignite.

L’avvocato afferma che il personale della SEC ha scoperto informazioni “che indicano che [Ignite] potrebbe aver presentato rendiconti finanziari pubblici che includono dichiarazioni false o fuorvianti” riguardo alle sue revenues nel 2020.

SEC: “per il momento nessuna violazione legale riscontrata”

Da sottolineare che prove non sono ancora emerse. C’è solo il sospetto.

In un secondo momento la SEC ha affermato che “sta continuando la sua indagine conoscitiva e, ad oggi, non ha concluso che alcun individuo o entità abbia violato le leggi federali sui titoli”.

L’Ontario Securities Commission (OSC), che ha costretto Ignite a implementare le informazioni nei suoi documenti finanziari all’inizio di quest’anno, ha rifiutato di commentare dopo le notizie apparse su diversi siti canadesi.

Il consigliere di Ignite, Paul Hughes, ha affermato che la società aveva già fornito “decine di migliaia” di documenti al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti in risposta a una citazione del 2021.

Bilzerian: i suoi manager confermano le numerose inchieste

In un’e-mail dell’ 1 agosto allegata come reperto al fascicolo del tribunale, il signor Hughes ha chiesto la sospensione della citazione della SEC, affermando che le questioni trattate dalla citazione del Dipartimento di Giustizia erano “molto probabilmente sovrapposte in modo significativo” con quelle della SEC, e che “richiedere alla società di affrontare questioni civili mentre risponde contemporaneamente alle citazioni del gran giurì … sembra inappropriato”.

Bonus casinò
Scopri tutti i bonus di benvenuto

Il signor Hughes ha detto “siamo a conoscenza anche di altre citazioni del gran giurì”.

Ignite quindi sembra sommersa da citazioni e richieste di informazioni.

Dan Bilzerian Instagram
Dan Bilzerian in una foto su Instagram con una delle sue ex fidanzate

In una lettera di aggiornamento sulle vicende giudiziarie del 22 agosto, Mister Hughes ha confermato che vi sono delle richieste da parte delle autorità canadesi, ma non ha specificato quali. Ha dichiarato che lo scopo delle citazioni del Dipartimento di Giustizia “non ci è chiaro”.

Un altro manager, Holden, che seguiva tutte le pratiche legali si è dimesso per questioni familiari e personali. Questo fatto – secondo Hughes – ha determinato i ritardi e questi impedimenti “forse hanno dato l’impressione che Ignite stia cercando di evitare di affrontare le attuali indagini della SEC, il che non è il caso”.

L’intransigenza delle autorità statunitensi

La SEC ha respinto le richieste di Ignite di sospendere le citazioni, notando che la scadenza originale era il 15 giugno.

Nel mese di maggio, Ignite ha dichiarato che stava lavorando a una relazione annuale che includeva un contratto “tra la società e un’impresa di proprietà del signor Bilzerian” e che questa informazione è stata una conseguenza di una richiesta delle autorità canadesi,

Ha inoltre fornito alle autorità più elementi e “ha posto rimedio alle carenze di rendicontazione del periodo precedente rilevate dall’OSC” includendo ulteriori informazioni sui criteri di calcolo dei profitto che non sono previsti secondo i principi contabili generalmente accettati.

Bloomberg aveva accusato Bilzerian di caricare su Ignite molte spese dovute al suo tenore di vita fuori dal comune, ma il playboy della Florida ha rispedito al mittente le accuse e minacciato di querela l’editore.

Al momento Ignite è diventata una società privata e sono stati nominati 5 amministratori: Dan Bilzerian, Lester Lee, Greg Gilpin-Payne, Ralph Gilpin-Payne e Tom Bunker.

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Fonte principale: The Globe and mail

COMPARAZIONE GIOCHI
Editor in Chief Assopoker. Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo.