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Dan Bilzerian

Quanto è ricco Bilzerian? Il suo business crolla? Il pesante down in borsa, il delisting di Ignite, la “ripresa” nel 2022

Esclusiva Assopoker – Quanto è ricco Dan Bilzerian? Quanto guadagna l’anno? Prima di rispondere a queste domande è giusto dare spazio all’attualità con un aggiornamento a dir poco clamoroso sulla sua azienda.

E’ stata ufficializzata poche ore fa la notizia del delisting di Ignite International Brands LTD, società della quale il giocatore di poker dilettante né è fondatore e amministratore delegato: Ignite non sarà più quotata in borsa in Canada e ritornerà a essere una società privata.

L’uscita dal mercato azionario è una delle conseguenze del crollo degli ultimi anni. Ignite è stata quotata in borsa dal 2019 un’azione valeva 3,265 dollari. Oggi vale solo 0,55 dollari e solo nelle ultime ore ha perso l’11%.

A fine 2021, un’azione era scambiata a 1,170 dollari, a marzo 2022 è crollata a 0,77, fino a raggiungere 0,55 dollari. Un vero bagno di sangue. Ad oggi la capitalizzazione è di soli 60,487 milioni.

Nell’ultimo anno la quotazione massima è stata pari a 1,80 ma ha toccato anche il fondo a 0,425

Qui potete consultare il comunicato stampa che ufficializza questo passo nella storia dell’azienda di Dan Bilzerian.

Chi è Dan Bilzerian, il re di Instagram

Tutti conoscono Dan Bilzerian. Oltre a essere un giocatore di poker dilettante (nato in Florida nel 1980) che ha partecipato in modo attivo agli home games high stakes californiani, è un imprenditore e un influencer.

La sua popolarità su Instagram con 33.6 milioni di followers e 15 milioni su Facebook potrebbe essere di per sé una fonte di guadagno e di ricchezza in teoria. In realtà non è così, considerando che ha voluto usare questi canali e il suo pubblico per promuovere i prodotti della sua azienda e non dare spazio a altri brand (sulle sue strategie sui social ritorneremo con un’ulteriore analisi).

L’esperienza con il suo ex sponsor GGPoker non è finita bene, in questo senso.

Il bagno di sangue del 2019 con spese eccessive

Come è possibile giustificare il crollo di Ignite in borsa? La società è nata per commercializzare prodotti derivati dalla cannabis legale 3 anni fa. Ma fin dall’inizio (2019) il business non è andato come era stato prospettato.

Nel primo anno l’azienda ha perso 50 milioni di dollari, nonostante fosse amministrata da manager (in primis il presidente Jim McCormick) molto esperti. Gli investimenti (circa 22 milioni in marketing) non hanno dato i frutti sperati.

Jim McCormick si è dimesso a novembre dello stesso anno. A finire nel mirino le eccessive spese. Se le revenues sono state pari a circa 9 milioni di dollari canadesi, le spese totali sono state di 68 milioni tra stipendi, spese di amministrazione e marketing.

L’uscita dal mercato legale della marijuana

Proprio le policy dei social network e la regolamentazione del mercato della cannabis legale hanno influenzato non poco il cambio di strategie della sua società Ignite che aveva investito in maniera pesante nel mercato della marijuana legale negli Stati Uniti e in Canada.

Negli ultimi mesi del 2021 è stato deciso (dopo aver perso circa 66 milioni nei primi due esercizi) un cambio repentino delle strategie di business: Ignite è uscita dal mercato canadese e, in seguito negli USA. A Montreal e dintorni, la regolamentazione era eccessivamente restrittiva per Dan, mentre negli USA la concorrenza era oramai parecchio tosta con aziende già ben posizionate.

Ma la riconversione del business (verso il mercato della nicotina e degli alcolici e bevande enrgetiche) evidentemente non ha funzionato e convinto gli investitori, almeno fino ad ora.

Dan Bilzerian
Dan Bilzerian (photo courtesy of Bilzerian-Facebook)

A questo punto, Bilzerian prova a ripartire con una società non quotata in borsa e con aspettative differenti. La chiave potrebbe essere quella di una crescita futura attraverso accordi di distribuzione in paesi asiaci come l’Armenia (dove gioca in casa).

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Ricordiamo i momenti più significativi dell’azienda di Bilzerian:

Come vi abbiamo ricordato, nel 2019 Ignite ha lasciato per strada perdite molto ingenti (50 milioni di dollari).

Nel 2020, l’anno d’oro per gli affari per la cannabis legale, Ignite ha perso circa 19 milioni di dollari canadesi, con spese marketing sempre fuori controllo (secondo Forbes ma anche per mantenere il tenore di vita di Dan): cartelloni pubblicitari in tutta Los Angeles e costosi video prodotti per Instagram.

Nel 2021 il budget marketing è stato tagliato del 75%.

Le difficoltà del mercato dell’erba legale

Secondo Dan, in realtà, tutte le società di produzione e distribuzione di cannabis sono in difficoltà in Nord America.

In base alle comunicazioni del CEO di Ignite ai sui investitori, il motivo dello scarso successo sarebbero da ricercarsi nella mancata protezione del Governo verso il mercato illegale che sta uccidendo le aziende come la sua.

Nel novembre del 2021 l’uscita dal Canada e il prezzo di scambio delle azioni ha continuato a scendere in modo inesorabile.

In realtà, l’apertura dei mercati asiatici per i nuovi prodotti ha sortito degli effetti positivi e nell’ultimo trimestre del 2021, l’azienda ha iniziato a produrre profitti (4,9 milioni di dollari) ma forse è stato troppo tardi, considerando che nei primi nove mesi aveva perso circa 16 milioni.

Perché Bilzerian ha cambiato strategia per la sua azienda: le nuove attività

Bilzerian pensava di poter fare la differenza con i suoi followers su Instagram ma ciò non è accaduto proprio per la natura del business da promuovere.

Il punto di forza di Bilzerian sono da sempre stati i social e proprio i social hanno tarpato le ali al suo core business (l’erba legale): l’ 80% dei follower sui social media di Bilzerian vive all’estero, ha dichiarato in una recente intervista. La maggior parte dei suoi fan è residente in mercati in cui la marijuana non è ancora legale.

Pubblicare video con persone che fumano erba rischia di compromettere – dal punto di vista legale e di policy dei social – le attività di Ignite in paesi dove l’uso e la vendita di cannabis (e di prodotti derivati) è vietata.

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Il cambio di strategia sta dando i suoi frutti?

Per questa ragione Bilzerian ha riconvertito Ignite: stop alla coltivazione e distribuzione di erba (e dei suoi derivati) per favorire la produzione di vaporizzatori alla nicotina, bevande alcoliche e energetiche che hanno minori restrizioni per quanto concerne la pubblicità. “E’ stato un gioco da ragazzi”.

In realtà la strada si fa più dura ma non per questo Bilzerian parte sconfitto. I risultati finanziari degli ultimi mesi del 2021 indicano la strada e la privatizzazione dell’azienda potrebbe suggerire una crescita più graduale ma sostenibile. Certo, le spese folli di marketing dovrebbero essere contenute, anche perché l’uscita dalla borsa potrebbe aprire questioni legate alla liquidità e gli investimenti.

Il suo vecchio obiettivo era quello di vendere Ignite: “magari tra un paio d’anni a una società di tabacco. Il prezzo ideale sarebbe 2 miliardi di dollari”. In realtà è molto lontano da realizzare questo sogno.

La crescita nel 2022: boccata d’ossigeno per Bilzerian

Nel primo trimestre del 2021, si è notata comunque un’inversione di rotta come negli ultimi 3 mesi del 2022. Le revenues sono cresciute fino a 19 milioni di dollari (nello stesso periodo del 2021 sono state pari a 15,3 milioni).

Il profitto lordo è stato pari a 6,18 milioni (pari al 32% delle revenues), nel 2021 fu di 5,18 milioni. Sono cresciute anche le spese operative da 2,5 milioni a 4,4 milioni. L’ EBITDA rettificato è stato di 2,4 milioni di dollari. Un discreto balzo in avanti rispetto a l’EBITDA negativo di 1,47 milioni del primo trimestre del 2021. La strada sembra quella giusta dal punto di vista della gestione economica.

Il nuovo video sui social e la smentita del matrimonio

Come è suo solito fare, Bilzi ha anche smentito la presunta fake news (da lui stessa veicolata…) del suo matrimonio di un mese fa. Il playboy high stakes ha scritto un copy molto chiaro: “Marriage is a trap, stay single” e ha pubblicizzato i nuovi prodotti.

Il patrimonio di Bilzerian: quanto è stimato nel 2022?

Ad inizio anno, Forbes valutava il suo patrimonio personale superiore ai 310 milioni di dollari, un bel salto in avanti rispetto ai 200 milioni del 2021. E’ un mistero però questa stima che, con ogni probabilità, dovrà essere rivista verso il basso, considerando che Ignite ora ha una capitalizzazione di poco più di 60 milioni di dollari. In genere Forbes calcola soprattutto gli asset azionari nelle sue stime.

Per Forbes in banca ha depositato circa 3 milioni. Possiede 27 fuoriserie di proprietà e 2 Yacht ma ha un’esposizione debitoria (sempre secondo Forbes) tra prestiti e altre garanzie pari a $336 milioni. Non ha case di proprietà. Tutte stime che devono essere confermate e che al momento vanno prese con la necessaria cautela.

Sulle altre attività (gaming company in India di Bilzerian e sulle sue stime patrimoniali fino ai primi mesi del 2022, puoi leggere qui il nostro speciale sui suoi asset

Editor in Chief Assopoker. Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo.
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