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Doyle Brunson Las Vegas

Doyle Brunson leggenda infinita: a 88 anni sta studiando la GTO!

La terza puntata della stagione 9 di High Stakes Poker è stata rilasciata da PokerGO all'inizio di questa settimana. Daniel Negreanu appare davvero caldissimo, al contrario di Tom Dwan a cui sembra non andarne più bene una. Ma a sorprendere tutti è Doyle Brunson, e non solo per quello che fa al tavolo...

High Stakes Poker 9: Negreanu sugli scudi, Dwan giù

Daniel Negreanu ha ingranato un'ottima marcia, in queste prime puntate della nuova stagione di High Stakes Poker, il più celebre e longevo tv show sul Texas Hold'em. Il campione canadese centra un'altra serie positiva nel terzo episodio, che lo vede passare dallo stack di 211mila dollari che ha davanti a sé a inizio puntata, ai 339mila con cui conclude - e da dominatore - l'episodio.

Una parte fondamentale in questo eccellente profit messo a segno da Negreanu è un colpo giocato contro Tom Dwan, ancora una volta non troppo fortunato con gli showdown dopo le "sberle" subite nel secondo episodio.

Big pot per Daniel

Tom decide di limpare da under the gun con a j , aggredito subito da Patrik Antonius che rilancia a 2.000$ con 10 8 . Negreanu fiuta l'occasione ghiotta e si limita al flat call da hi-jack con k k . Infatti, dopo il fold del resto del tavolo, la palla torna a Dwan che rilancia fino a 14.000$. Antonius ovviamente si toglie di mezzo e Daniel va ancora sopra, con un quarto rilancio a 32.000$. Qui Dwan, che a inizio mano ha circa 133mila dollari davanti, decide comunque di chiamare e comprarsi il flop. Un flop che, in tutta evidenza, non lo aiuta di certo: 10 4 j . Tom checka, Daniel punta 20mila e poi chiama all'istante sull'allin del rivale. I due optano per il run it twice, ma entrambi i board non sorridono a Tom Dwan, che anche in questo episodio perde il piatto più grosso della giornata, da ben 277mila dollari! Daniel poi dà e prende qualche altro colpo contro Jean Robert Bellande, a sua volta un altro dei protagonisti in positivo al tavolo, mentre Dwan e Antonius segnano il passo. Entrambi chiuderanno con i peggiori stack, rispettivamente 87 e 75mila, ed entrambi dopo avere effettuato un reload da 100.000$ a seguito della perdita della prima posta.

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Doyle Brunson: "Ho letto un libro sulla GTO"

Chi invece non sembra sentire né il peso degli anni, né quello dei tanti malanni che lo hanno afflitto, è il meraviglioso Doyle Brunson. L'ottantottenne leggenda vivente del poker è sempre a suo agio a un tavolo high stakes, che sia o meno televisivo, e certo questo non sorprende. Sorprendono invece alcune dichiarazioni che fa durante la puntata. Sollecitato sulle nuove strategie del gioco, Texas Dolly dice "sappiamo tutti che la GTO è la strategia più usata da tutti oggi. Ho comprato un libro su di essa e l'ho letto, mi sembra che funzioni bene. La sto ancora assorbendo, ma ho la sensazione che potrà essermi di grosso aiuto [...] Staremo a vedere."

Doyle fa l'aggressivo!

GTO o meno, Doyle Brunson non accetta di fare la bella statuina. Il vecchio campione ha sempre una grande sensibilità di tavolo e anche riguardo allo show. Sul finire della puntata, quando vede che l'azione latita un po', decide di piazzare lo straddle a 800$. Dopo di lui è il turno di Bellande, che quando si parla di gamblare non è mai uno che si fa parlare dietro. Così JRB piazza il contro-straddle a 1.600$. Quindi tocca a Tom Dwan, che anche se in un momento di bad run non rimane mai indifferente di fronte a una possibile dead money e rilancia a 5.000$ con 6 3 . Negreanu gioca da small blind con q 9 , mentre Jonathan Gibbs preferisce non cercare guai con a 8 da big blind. La palla torna a Brunson che spilla 7 7 e non si lascia sfuggire l'occasione: rilancio a 30.500$ e fold generale. Sarà anche vicino ai 90 anni, ma Doyle Brunson sa ancora quando è il momento di fare la voce grossa al tavolo.

Giornalista - Poker e Sport Editor
Nato nel 1972 in Calabria, pratica diversi sport con alterne fortune, anche per via di un fisico non esattamente da Guardia Svizzera. Dai primi anni ’90 ad oggi, il suo percorso lavorativo e di vita non ha mai smesso di accompagnarsi alle varie passioni: dalla musica alle arti visive, alla tecnologia e alla scrittura. Prima DJ in vari club, poi tecnico e regista televisivo, quindi giornalista. Nel 2006 scopre il Texas Hold’em che dal 2007 diventa il suo pane quotidiano, creando la prima redazione online interamente dedicata al poker, in Italia. Anche lo sport non ha mai smesso di essere parte della sua vita, seppur non vissuto ma raccontato. Da anni scrive di calcio, basket e tennis, con particolare amore per quest’ultimo, ben prima che diventasse sport nazionale con la Sinner-mania e tutto ciò che ne consegue.
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