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EPT Parigi: Bucci non è Felice di questo call che gli è costato il torneo

Tempo di Day 2, all'EPT Parigi 2026 Main Event, dunque tempo di fiches che iniziano a scottare, ma anche tempo di live streaming. Proprio nel primo tavolo televisivo dell'evento, l'italiano Felice Bucci è incappato in una disavventura, un errore di valutazione che gli è costato il torneo. Vediamo come è andata.

Bucci vs Schneiders: la discussa mano che è costata l'EPT Parigi a Felice e ha fatto volare Felix

Siamo nel corso del primo livello del day 2, 1.000/1.500/1.500 e il tavolo televisivo vede Felice Bucci tra i protagonisti. Si tratta di un volto forse nuovo per il live, ma non online, visto che Felice è un regular del PokerStars Network con il nick "4betforinfo". Ad ogni modo, lo spot che ha fatto e sta facendo molto discutere arriva quando Faria apre da utg+1 a 3.000 con q 9 . Un posto più avanti siede Felice Bucci che spilla a k e decide di limitarsi al flat, con Oberoi che lo imita su Hi-Jack con k q . Il gioco arriva fino a Felix Schneiders sul Big Blind e il tedesco si sveglia con k k . Il tedesco, streamer molto popolare in patria, decide di effettuare uno squeeze a 18.000. La parola torna a Bucci, che anche in questo caso sceglie una linea abbastanza conservativa, limitandosi al call probabilmente anche per via degli stack che erano entrambi deep e quasi identici. Prima del colpo, infatti, Bucci aveva 145.500 e Schneiders 142.500.

Ad ogni modo, viene servito il flop che è 10 10 6 e Felice Bucci fa check. Schneiders ci pensa e, alla fine, sceglie una size piuttosto corposa: continuation bet da 30.000 su piatto da 44.500. Bucci non ci pensa poi tanto a decidere per il call e il piatto si fa interessante: 104.500 che supera gli stack di entrambi, visto che Schneiders ha ora davanti 94.500 e Felice 97.500.

Felice fa ancora check, ma Felix prende la decisione definitiva: allin.

Questa mossa mette palesemente in difficoltà Felice, che ci pensa per diversi minuti, prima di optare per un call che lascia abbastanza attonito il pubblico e i commentatori italiani, Giada Fang e Pierpaolo Fabretti.

Il river non aiuta 10 e ciò produce due effetti opposti per i due "Felici": Schneiders vola a 293.500, ovvero quasi 200 big blinds, mentre a Bucci ne restano appena 2.

Prima l'illusione, poi la delusione: Felice "4betforinfo" Bucci esce dall'EPT Parigi

Felice le mette tutte nella mano seguente con AQ, trovando due clienti con Oberoi e Schneiders, ma il primo si isola sul flop 7 q **q*2 facendo scappare Felix. Turn e river non aiutano lo svedese e Bucci fa un sostanziale quadruple up, risalendo a 12.000. La sua sorte è comunque quasi segnata e infatti arriva qualche mano più avanti. Dopo l'apertura di Teisseire a 3.000 e i call di Schneiders e Faria, Bucci manda resto per 10.500 totali (1.500 li aveva messi di BB ante) con q 4 .

Qui Bucci è anche sfortunato, perché Schneiders decide di isolarsi con lui 4-bettando a 21.000 facendo scappare Faria che aveva a 10. Il tedesco ha invece k j e domina l'italiano anche a colore. Tuttavia, il board 5 2 6 7 8 lo fa tornare clamorosamente in corsa, a 28.500 chips che sono quasi 20 bigs.

Ma c'è sempre Schneiders nel destino di Bucci, quando il tedesco apre da middle con k j e Bucci chiama con a 10. Si inserisce anche un terzo giocatore ma scapperà sul flop 6 10 k , dopo la c-bet a 3.000 di Schneiders chiamata da Bucci. Sul turn 6 il tedesco lo mette ai resti e per Felice c'è un'altra decisione difficile da prendere.

Bucci fa call, il river è un 5 e lui deve abbandonare il torneo.

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Felice Bucci spiega le ragioni del call: "Ho overthinkato"

Lo stesso Felice Bucci è di lì a poco intervenuto sulla chat del canale Youtube di PokerStarsNews, che trasmette la diretta streaming dell'EPT, dove ha spiegato il suo pensiero. In sostanza, Felice ha ammesso di essere andato in overthinking, sbagliando così lettura. "La sua size al flop mi ha triggerato", ha detto Bucci, ma anche la strada successiva ha seminato dubbi nella testa di Felice "Dura shovare overpot", scrive sbagliando leggermente perché l'allin di Schneiders era inferiore al piatto, seppur di poco. La motivazione di questo dubbio però non cambia, da "close to pot" a "overpot", perché Felice dice "qui posso benissimo avere JJ e qualche T, nel mio range di valore".

Dunque, la possibilità che l'avversario stia bluffando si ingigantisce a dismisura, nella testa del giocatore italiano, che infatti sbaglia valutazione. "Chiaramente, a posteriori non avrei callato", dice.

Cos'è l'Overthinking nel poker

Questa mano, anche se è di fatto costata il torneo a Felice Bucci, ci permette di spiegare bene il concetto di overthinking nel poker. Come saprete, il poker è anche un gioco mentale, di strategie che si incrociano. Si parla infatti di "multiple level thinking", perché esiste una vera e propria stratificazione dei livelli di pensiero, dove la base è il livello 0, che coincide con la mera conoscenza delle regole del gioco, e il massimo è in realtà inafferrabile, perché negli scontri tra campioni si può arrivare a livelli elevatissimi.

In teoria, il livello 0 è la sola conoscenza del gioco, il livello 1 di pensiero equivale a "cosa ho in mano", il livello 2 è "cosa ha in mano il mio avversario", il livello 3 "cosa pensa l'avversario che io abbia", il 4 "cosa penso che egli pensi che io abbia" e così via.

La cosa più importante, nel poker, non è però quella di raggiungere livelli di pensiero eccelsi, ma di stare un livello avanti al nostro avversario, in modo da essere in grado di leggerlo o prevedere le mosse. Se invece si ragiona su livelli troppo elevati rispetto a quello reale dell'avversario, ciò può avere effetti disastrosi perché lo si crede capace di mosse che non conosce neanche. Questo, esattamente questo, è l'overthinking.

Immagine di copertina: screen da canale YouTube PokerStarsNews

Giornalista - Poker e Sport Editor
Nato nel 1972 in Calabria, pratica diversi sport con alterne fortune, anche per via di un fisico non esattamente da Guardia Svizzera. Dai primi anni ’90 ad oggi, il suo percorso lavorativo e di vita non ha mai smesso di accompagnarsi alle varie passioni: dalla musica alle arti visive, alla tecnologia e alla scrittura. Prima DJ in vari club, poi tecnico e regista televisivo, quindi giornalista. Nel 2006 scopre il Texas Hold’em che dal 2007 diventa il suo pane quotidiano, creando la prima redazione online interamente dedicata al poker, in Italia. Anche lo sport non ha mai smesso di essere parte della sua vita, seppur non vissuto ma raccontato. Da anni scrive di calcio, basket e tennis, con particolare amore per quest’ultimo, ben prima che diventasse sport nazionale con la Sinner-mania e tutto ciò che ne consegue.
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