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Michael Addamo

Michael Addamo, il maniac che tutti vorremmo essere

I due braccialetti conquistati nel 2021 lo hanno imposto all’attenzione generale, anche e soprattutto per uno stile di gioco estremamente aggressivo e illeggibile. Ma anche in una edizione WSOP come quella attuale, in cui non ha ancora centrato nemmeno un piazzamento, l’apprezzamento nei confronti di Michael Addamo è in costante crescita, in particolare tra i colleghi.

Michael Addamo, il “sicko” che piace tanto ai top player

Ne avevamo parlato già lo scorso anno, quando Dario Sammartino ne tesseva le lodi come giocatore con una marcia in più rispetto a tutti gli altri, che hanno quasi paura a giocarci contro. Al tempo il giudizio era ovviamente influenzato dai due scintillanti braccialetti (il terzo e il quarto in carriera), vinti a brevissima distanza in un evento da 100mila dollari e in uno da 50mila, oltre a una serie incredibile di successi ravvicinati che lo avevano portato a vincere più di 9 milioni di dollari in appena 2 mesi.

Mentre scriviamo, alle WSOP 2022 si sono conclusi più di 40 eventi, e per Michael Addamo non c’è stato ancora non solo un braccialetto vinto, ma neppure un ITM. Eppure l’indice di gradimento dell’australiano rimane in netta crescita tra i suoi stessi colleghi. L’ultimo in ordine di tempo è stato Dan Smith.

La “benedizione” di Dan Smith

“Un torneo deep di No Limit Hold’em con Michael Addamo protagonista è sempre qualcosa da guardare. Ha una frequenza di 3-bet superiore a quella di tutto il resto del tavolo messo insieme, ed è sempre lì a rilanciare oppure overbettare su ogni strada. Ovviamente ha quintuplicato lo stack di partenza nel corso delle prime 4 ore di gioco. Secondo me dovrebbe essere, per distacco, la prima scelta in qualunque cash game televisivo.”

Smith si esprimeva così durante il day 1 dell’event #42, 100.000$ High Roller, in cui lo aveva avuto a lungo al tavolo. L’aspetto bizzarro di tutto ciò è che, a fine day 1, Addamo sarebbe stato già player out dopo avere sparato entrambi i bullet a disposizione dei giocatori in quel torneo. Eppure i colleghi top player ne sono sempre più affascinati e non lo nascondono neanche.

Tra le repliche al tweet di Smith c’è quella di Brian Hastings, che lo definisce senza mezzi termini come “il giocatore più “must-watch” di tutti, uno che vorrei sempre avere quando cerco uno streaming da guardare.” E anche l’ex campione del Main Event Martin Jacobson ci scherza su: “immagina che mostro verrebbe fuori da un Addamo con la personalità di Phil Hellmuth…”

La fake-pennica di Michael Addamo: una sfinge rilascia più tell

Perché Addamo è unico nel suo genere

Dunque, gente come Smith e Hastings si aggiungono alla corposa lista di “ammiratori di lusso” che già comprendeva Dario Sammartino, Benjamin “bencb” Rolle e Shaun Deeb. Ma cosa ha di così tanto speciale Michael Addamo?

Lo stile maniac preflop degli anni ’10

Potremmo dire che il suo stile ricorda molto quello che andava in voga 10-12 anni fa, quando la parte preflop del gioco aveva un peso enormemente superiore a quanto accade oggi. Un esempio rimasto nella storia è la famosa “6-bet allin” di Joseph Cheong contro Jonathan Duhamel, 3-left al Main Event WSOP del 2010.

Un altro esempio di quella scuola era Max Heinzelmann, tedesco che sfiorò la vittoria in due EPT tra cui Sanremo, prima di cadere in una spirale negativa nella vita privata, che lo portarono poi a una tragica fine. Heinzelmann è rimasto celebre per mani come la 6-bet con A-6 e il successivo clamoroso scoppio ai danni di Shaun Deeb, nel Main Event 2011.

Addamo oggi, il maniac 3.0

Il poker si è poi evoluto negli anni e il gioco sul board ha preso progressivamente il sopravvento, decongestionando la componente preflop dal peso forse eccessivo che aveva assunto soprattutto nelle battaglie fra top reg.

Quello che pare aver fatto Michael Addamo è recuperare quella componente “maniac” che governava il poker degli anni ’10, spalmandola però su tutte le altre strade e con un bilanciamento sempre alto, un po’ come un Dario Minieri con la trazione integrale. A ciò si aggiunge l’overbet, arma strategica che non è stata certo inventata dall’australiano, ma che da lui è stata portata su livelli di complessità e perfezione forse mai visti prima.

Un compendio dell’uso dell’overbet – e più in generale dello stile-Addamo – rimane il pazzesco bluff tentato contro Justin Bonomo nell’HR da 50.000$ delle WSOP 2021, che avevamo analizzato per voi insieme a Stefano Terziani.

Tutte queste componenti, insieme a una poker face efficace come poche altre nella storia, rendono il gioco di Michael Addamo così spettacolare ma sempre bilanciato e tremendamente scomodo per gli avversari, che faticano a trovare degli aggiustamenti.

Ovviamente uno stile come quello dell’australiano presenta coefficienti di rischio sempre molto alti. Infatti, se l’assenza di risultati nel brevissimo arco di 3 settimane di WSOP è già qualcosa che in generale non può certo sorprendere, a maggior ragione è da considerarsi standard in casi come quello di Michael Addamo. Lo spettacolo no, quello resta e rende il player australiano “il maniac che tutti noi vorremmo essere”.

Immagine di copertina: Michael Addamo (dal profilo Twitter di Dan Smith)

"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".