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Brutale scoppio in runner-runner al tavolo finale del Main Event WSOP, Han Feng esce 5° con gli assi in mano!

Il day 10 che ha traghettato il Main Event WSOP al testa a testa conclusivo ha registrato una mano a dir poco brutale: quella della eliminazione di Han Feng in quinta posizione per 2.250.000$ di premio.

Dopo un day 9 in cui era riuscito a risalire la china da penultimo del chipcount, lo statunitense di origine asiatica ha dovuto dire addio ai sogni di vittoria nel più scoppiettante dei modi. Ma per fortuna l'ha presa con filosofia: vediamo subito.

La mano

Il tavolo finale del Main Event WSOP è a cinque left ed è in procinto di essere distribuita la mano numero 141. Gli scalini del payout sono verticalissimi: il primo eliminato incassa $2,25M a fronte di una prima moneta di $10M.

Su blinds 1,5M-3M con bb ante Han Feng rilancia 6M da utg. Lauri Saaskilahti tribetta a 50M da bottone - quasi l'intero stack. La parola passa a Greg Mueller che su big blind spilla J J .

"Wow, 50 milioni? - chiede Mueller all'avversario mentre si toglie gli occhiali da sole.

"50 - replica Saaskilahti - gambliamo!"

Mueller guarda il suo stack e quello degli avversari, poi si strofina faccia e testa con le mani.

"Vuoi che chiami? - chiede l'ex professionista di hockey all'avversario finlandese. Ma il dealer lo blocca. Mueller fa una risata, ci pensa ancora un po' e poi getta i suoi ganci nel muck.

Feng chiama per 25M totali e gira A A . Saaskilahti si presenta a showdown con 9 *c9*.

Dopo il flop 10 8 3 il finlandese ha un solo nove utile nel mazzo, visto che quello di quadri darebbe colore a Feng.

Ma il J turn seguito da Q river materializza l'incredibile scala in runner-runner che elimina Feng in quinta posizione.

Video-replay

Ecco il video della mano sul nostro replayer personalizzato:

Va tutto bene, sono cose che succedono. Sto bene.

Han Feng

Il fold di Mueller

Oltre all'incredibile scoppio in sé, in questa mano è assolutamente da rilevare il fold preflop di Mueller con coppia di Jack. Una scelta decisamente conservativa, quella del canadese, ma che con ogni probabilità, visto anche il payout, è perfettamente in linea con i dettami dell'ICM.

Tanto più alla luce della action davvero forte andata in scena prima che Mueller dovesse parlare. Invece di andare all-in, con uno stack di 10bb Feng si limita al miniraise, che in un simile frangente è molto 'face-uppante' (ossia è una action che fa capire agli avversari la forza delle carte in suo possesso, come se le girasse 'face-up', a faccia in su, ndr).

Dopo la tribet un tanto al chilo di Saaskilahti, fondamentalmente Mueller è chiamato a una scelta binaria tra all-in e fold. Visto anche il miniraise dello short, la sua scelta appare del tutto sensata, se non addirittura quasi obbligata.

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Le reazioni

Tra le mille reazioni che ha suscitato la mano in seno alla comunità pokeristica, Mike Matusow concentra le attenzioni proprio sulla action di Mueller.

"Facciamo diventare quel fold un titolo! Forza Greg"

David Baker: "Ragazzi il poker è matto! Che mano e che runout"

Pamela Maldonado: "Gli assi non vintono mai alle WSOP"

Sam Greenwood: "Per citare Mike Watson, proprio una distribuzione di carte perfetta!"

Anche Nick Schulman e Ali Nejad al commento della diretta non riescono a nascondere il loro stupore.

"Davvero brutale - dice Schulman subito dopo il river.

"Urla primordiali e una fine barbara per il Main Event di Han Feng - gli fa eco Nejad.

Le parole di Feng

Nonostante lo scoppione, Han Feng si è prestato alla intervista di rito post eliminazione dimostrando di averla presa con filosofia:

"Va tutto bene amico, sono cose che succedono. Sto bene - ha detto Feng all'intervistatore Jeff Platt.

Il quinto classificato al Main Event WSOP 2026 ha poi rivelato i suoi progetti futuri, anticipando di avere già prenotato l'albergo per la trasferta all'EPT Barcellona.

Giornalista
Dopo anni passati a scrivere di altro, in un periodo sabbatico si è appassionato al poker e dal 2012 è diventato il suo pane quotidiano. Intanto ha scritto un paio di libri che niente hanno a che vedere col nostro meraviglioso gioco. Vive in Maremma dove è riuscito a realizzare il sogno che aveva preso forma nella sua mente da piccolo davanti a un 486 con 4Mb di RAM, ovvero lavorare comodamente da casa scrivendo al computer. Laurea magistrale in scienze della comunicazione, da venti anni iscritto all'Ordine dei Giornalisti, prima di conoscere il poker si è occupato di cronaca sulla stampa quotidiana nazionale e di musica su quella periodica, quest'ultima soprattutto per entrare gratis ai concerti. Poi ha creato e diretto per cinque anni un freepress bilingue turistico-locale. Al termine di questa esperienza il suo percorso si intrecciò con il NLHE grazie a un amico che giocava su Full Tilt Poker.