Per ingannare l'attesa in vista del 3 agosto, quando inizierà l'attesissimo tavolo finale del WSOP 2026 Main Event, continuiamo a conoscere meglio i nove protagonisti. Dopo la panoramica generale e gli approfondimenti su Lauri Saaskilahti, Michael Gagliano, e Mario Boos, ci occupiamo oggi di Greg Mueller.
WSOP 2026: chi è Greg Mueller
Nato a Schaffhausen, in Svizzera, nel giugno del 1971, Greg Mueller ha trascorso la prima parte della vita adulta da giocatore professionista di Hockey su ghiaccio. Dal 1992 al 2000 ha giocato sia in prima che in seconda serie tedesca, prima come difensore dell'EC Hedos di Monaco, quindi con le casacche dei Maddogs Monaco e dei Ratinger Lowen.
Appesa la mazza al chiodo, Mueller inizia a dedicarsi a un gioco che aveva scoperto e praticato nelle lunghe trasferte in autobus durante la sua carriera agonistica: il poker.
Inizialmente dedito al cash game, Mueller diventa un pro sponsorizzato su Full Tilt Poker, con un nickname che sembrava proprio fatto apposta per la red room: FBT. Si tratta di un acronimo che sta per "Full Blown Tilt", ma non ha nulla a che vedere con il poker: è un'espressione idiomatica che indica una persona che è completamente dedicata a un'attività, anima e corpo.
Con il tempo, Greg Mueller scopre anche i tornei, soprattutto dal vivo. La sua comfort zone è rappresentata soprattutto dai giochi Limit, infatti nel 2009 vince il primo e il secondo dei suoi tre braccialetti WSOP, entrambi in questa disciplina. Prima trionfa nel 10.000$ World Championship Limit Hold'em, surclassando 184 avversari e incassando 460.836$.
Qualche settimana dopo, eccolo di nuovo vincere un braccialetto, sempre nello stesso gioco ma stavolta nel 1.500$ Limit Hold'em Shootout, dove prevale in un field da 572 iscritti incassando 194.854$.
Terminata l'esperienza di Full Tilt, l'attività pokeristica di Mueller scema un po', concentrandosi quasi esclusivamente su Las Vegas e le WSOP, ma senza il grande acuto. Un secondo posto nel 2012, due terzi posti nel 2013, un final table nel 50k PPC 2018, la fiducia di Greg stava un po' venendo meno, ma ecco un primo colpo di coda.
Nel 2019, Greg Mueller fa suo il 10.000$ H.O.R.S.E. Championship, lasciandosi alle spalle 171 avversari per un premio da 425.347$ e il terzo bracciale al polso.
WSOP 2026: risboccia l'amore per il poker?
Nelle intenzioni di Greg Mueller, l'idea di ritirarsi dal poker si va facendo sempre più insistente. Tuttavia, questa favolosa run nel Main Event potrebbe fargli cambiare idea. Al tavolo, lui è sempre estremamente rilassato, incline alla battuta e alla chiacchiera con gli avversari al tavolo. Che sia allora un segnale di un ritorno di fiamma per il poker? "Per questo torneo, assolutamente. Non so cosa accadrà dopo, se mi innamorerò nuovamente del poker, ma quello che mi sta accadendo adesso lo amo tantissimo", ha detto.
A 55 anni, Mueller è il più anziano tra i nove finalisti, ma ha dalla sua un'esperienza ad alti livelli molto superiore a tutti gli altri, a parte Michael Gagliano.
"Per questo torneo, assolutamente. Non so cosa accadrà dopo, se mi innamorerò nuovamente del poker, ma quello che mi sta accadendo adesso lo amo tantissimo"
Greg Mueller
Il cammino di Greg Mueller nel torneo
Come per tutti gli altri finalisti, andiamo a vedere come è andato il percorso di avvicinamento al fatidico day 9 anche per Greg Mueller. Dopo i primi due giorni "in crociera", un primo sprint arriva per Mueller nel day 3, durante il quale trasforma uno stack di partenza da 175mila fiches in 1.124.000, chiudendo in top 50. Il trend positivo prosegue soprattutto nel day 5, mentre nel day 6 arriva un pericolosissimo incrocio, che poteva costargli il torneo.
Siamo a 63 left, durante il livello numero 29, 100.000/150.000/150.000. Mueller apre da UTG a 300.000, chiamato da Junjie Tang da bottone e da Justin Manjares sullo small.
Dopo il flop 3 10 9 e il check di Manjares, Mueller continua per 400.000, ma la sua bet non fa foldare nessuno dei due avversari. Così, dopo il turn 6 e il nuovo check di Manjares, Mueller decide di adeguarsi, ma Tang non ci sta e punta 1.200.000. A questo punto, Manjares completa il check-shove per 3,45 milioni totali e Mueller ci pensa per diversi minuti. Alla fine, il canadese decide di foldare e si va allo showdown, con Justin Manjares e i suoi j 10 già drawing dead poiché Junjie Tang aveva 10 10. Per effetto di ciò, Manjares è player out e Tang vince un piattone, ma a esultare è anche Greg Mueller, che dichiara di aver foldato JJ affermando "A volte, un fold vale quanto una vittoria".
Si va al day 7, che ha visto Greg Mueller in estrema sofferenza e anche fortunato, grazie a un colpo in cui scoppia KK con AK (asso al flop) contro Ori Elul. Nonostante ciò, il canadese chiude molto corto, 19° su 21, ma poi è arrivato il day 8.

Prima un raddoppio JJ vs 99 di Rami Hammoud, quindi il colpo della vita. Michael Gagliano apre a 2,5 milioni e Greg Mueller 3-betta a 25 miloni, lasciandosi due spicci dietro. Gagliano lo mette ai resti e si va allo showdown, per il più classico dei coinflip: Gagliano ha a k , Mueller q q e il board 10 alta porta un monster pot da oltre 50 milioni dalla parte di Greg Mueller. "Il più grande flip della mia vita", lo ha definito Mueller, che poi non ha nascosto la felicità dell'essersi trovato dalla parte giusta.
| DAY | STACK | POSIZIONE |
|---|---|---|
| 1d | 100,000 | 936/3,638 |
| 2d | 175,000 | 735/2,034 |
| 3 | 1,124,000 | 41/1,389 |
| 4 | 1,500,000 | 118/533 |
| 5 | 4,415,000 | 40/174 |
| 6 | 10,000,000 | 24/62 |
| 7 | 13,200,000 | 19/21 |
| 8 | 48,500,000 | 4/9 |
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Immagine di copertina: Greg Mueller (Eloy Cabacas & PokerNews)

