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Teun Mulder: “Come sono riuscito a non vincere l’EPT Praga”

La strada verso il successo nel poker può essere strana, lastricata di ostacoli imprevedibili. Se da un lato il mito di “one chip, one chair” è sempre vivo più che mai, poiché anche nei casi più disperati può sempre nascondersi l’imprevedibile rimonta, è proprio perché al contrario esistono situazioni in cui tutto fa pensare che tu vinca, ma poi non vinci. Uno dei casi più eclatanti degli ultimi anni è stato quello di Teun Mulder all’EPT Praga di qualche mese fa, che il professionista olandese ha ripercorso insieme a noi.

Teun Mulder ripercorre il Main Event EPT Praga

Incontro Teun Mulder in una pausa del recente PokerGO Tour disputato a Venezia, nel corso del quale l’olandese è riuscito a mettere il timbro nell’event #2. Durante una pausa fra un torneo e un altro, mi intrattengo con “tinnoemulder” con una domanda che gli avrei voluto porre da mesi: “Ma hai un’idea di come tu abbia potuto fare a non vincere l’EPT di Praga?” Lui ride, ma prima di rivelarvi la sua risposta è il caso di fare un passo indietro per i più smemorati.

Un final table “maledetto”

Nello scorso marzo, Mulder sembrava il candidato ideale alla vittoria dell’EPT Praga Main Event. Come dicevamo all’inizio il poker è molto spesso imprevedibile, ma ci sono alcune situazioni in cui sembra esserlo molto meno. Nella fattispecie, con 9 giocatori rimasti avevamo una situazione palesemente sbilanciata: il giocatore dal curriculum nettamente più pesante di tutti era nettamente in testa, con circa il 40% delle chips totali. Teun Mulder era dunque il naturale e netto favorito per la vittoria del torneo, e nessun appassionato nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali l’avrebbe mai immaginato fuori dal final table ufficiale, ovvero quello a 6 giocatori.

Eppure è, incredibilmente, quanto accadde: Teun Mulder chiuse il torneo in settima posizione, in una delle più grosse sorprese che la storia recente del poker live ricordi.

Teun Mulder durante il PGT Venezia, con Patrik Antonius sullo sfondo

Teun Mulder: “Praga? Da 8 left non ho più vinto un colpo”

Dopo quasi 3 mesi ho l’occasione di chiedere allo stesso Mulder come ciò possa essere successo. La risposta, in verità, è abbastanza disarmante.

“Vuoi sapere come ho fatto? Semplice: da 8 left non ho più vinto un colpo.”

Attenzione, quello di Teun Mulder non è il classico “whine”, un lamento per la sorte avversa. Troppo esperto e troppo bravo, il player olandese, per cascare nel tranello: “So bene che per arrivare così deep in quella situazione devi avere goduto anche di colpi favorevoli o comunque in cui è andato tutto liscio. Ma nel poker non è detto che debba andare sempre così, so che possono crearsi queste situazioni in cui la varianza si presenta sotto forme strane, ma semplicemente lo si accetta e si va avanti”.

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Certo per la testa del forte player olandese sarà passato il pensiero che certi treni, almeno live, non passano così spesso e a volte non si presentano mai nel corso di una vita. Ma la forza mentale di un torneista di poker risiede proprio in questa capacità di resettare e andare avanti, nella buona e nella cattiva sorte.

“Cortellazzi? Andare sempre allin ti rende imprevedibile, ma…”

Non resisto e gli chiedo anche un parere su Andrea Cortellazzi, alla fine runner up del torneo vinto dal polacco Glowny. “Non so, sembrava un giocatore inesperto anche se mi dicono che non lo fosse. Aveva questa strategia di andare direttamente allin anche con molti bui a disposizione. Per certi versi questo lo rendeva “unpredictable”, ma…”

Andra Cortellazzi
Andrea Cortellazzi

Teun e le WSOP 2022: “Troppe tasse, andrò solo per il Main”

Chiudo chiedendo a Teun se lo vedremo alle WSOP 2022, in rampa di lancio in queste ore a Las Vegas. La risposta è sorprendente, ma solo in parte. “No, credo proprio che andrò a Vegas solo per il Main Event, che è un torneo che non si può perdere. Per il resto le WSOP sono off limits per me in questo momento. Sono tornato a risiedere in Olanda e qui non posso dedurre le perdite, quindi da un punto di vista fiscale sarebbe un massacro per me.”

"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".