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"Dopo l'uscita del più skillato non pensavo al deal!" Intervista a Luca 'iL-DottoreX' Castellaneta dopo la vittoria Ultra-Deep Carnival Series

Abbiamo intervistato il vincitore dell'evento Ultra Deep Carnival Series di  PokerStars Poker - Sisal Poker: ecco la nostra chiacchierata con Luca 'iL-DottoreX' Castellaneta, ventisettenne di Salerno che divide le sue giornate tra il lavoro di tecnico radiologo e il poker online.

Le mani dello Ultra-Deep Carnival Series

Ciao Luca, partiamo dall'inizio del torneo ovvero dal day 1.

 Ho startato il torneo con circa 70 bui di deepness. Non è che gli dessi chissà che rilevanza, era semplicemente buttato lì, in mezzo agli altri 15-16 tavoli della sessione. Sono partito discretamente, ho raddoppiato quasi subito lo stack ma poi ho iniziato a perdere colpi. A un'ora da fine day perdo un flippone e a 20 minuti dalla chiusura del day 1 mi ritrovo con 5 bui. Parlavo con alcuni amici, ridevamo e scherzavamo, tutto molto tranquillo e molto sereno, sembravo destinato a perderlo. Invece alla fine raddoppio, prima con AK contro QJs, poi in coinflip con 9-9 e chiudo il day a 20X.

Il day 2 invece?

Come detto arrivo con 20X. Ma la speranza di vincere era prossima allo zero. Sostanzialmente quando hai day 2 importanti, che iniziano da 150 o 100 left, il pensierino 'ma se dovessi vincere sarebbe bello' ci sta sempre, ma resta a livello di sogno.

Non avevo alcun tipo di aspettativa, tant'è vero che ho aperto tutti i tornei che c'erano da aprire, senza dire 'okay adesso metto focus su questo torneo'. Comunque niente, vinco un flip subito, mi ritrovo a 30 bui e inizio a galleggiare. Continuo a galleggiare, diciamo più o meno in average, fin quando non vinco un colpo che mi porta in orbita, AK contro AQ .

Poi coolero con gli assi e quindi a 30 left arrivo chipleader con circa 70x. Un po' di card dead, poi succede un disastro. L'oppo che avevo coolerato apre da bottone, io tribetto QQ, lui va all-in, chiamo, gira KK e mi accorcio. Perdo sui 30x e mi ritrovo 40x.

Subito dopo apre UTG, flatta UTG1, tribetto da bottone con gli assi, original raiser folda e utg+1 va all-in. Gira coppia di nove, arriva un nove al flop. Da là diciamo che avevo iniziato a perdere le speranze di arrivare bello deep al final table, cioè di di poter fare un bel risultato. Poi arriva una bella mano contro 'Todoenlacara'...

Racconta!

Io ho AK cuori contro il suo 77. Apro, lui flatta da bottone, il flop recita 7-K-x. Cbetto con il mio AKs, lui chiama. Turn scende un'altra cuori. Betto, call. Al river arriva la cuori che mi fa chiudere il nuts. Shovo, lui snappa e quindi poi sono tornato deep. Fino al tavolo finale ho continuato a giocare, vabbè poi nel mezzo ci sono stati dei flip, uno in particolare micidiale che mi ha fatto risalire contro il mio amico 'andre666a'. Lui apre da cutoff, io shovo 88 da small blind, lui calla e andiamo noi. Ma fino al final table ci sono stati tanti altri colpi.

Ringrazio mio padre per avermi fatto conoscere il gioco nonostante lui limpi ancora gli assi da UTG e gli piaccia fare la mossa del nonnino.

Luca Castellaneta

Il tavolo finale

Ne ricordi qualcuno?

No, ma ricordo che a inizio tavolo finale avevo uno stack medio perché mi ero un pochettino accorciato. Poi durante la bolla final table avevo subito tantissima pressione visto che c'era il chipleader, 'Negelav', che era skillato. Un ottimo player a cui dovevo lasciare il pallino del gioco, quindi mi sono accorciato senza perdere colpi. Però arrivato al tavolo finale mi sentivo veramente confident. L'unico che temevo era appunto 'Negelav', che avevo a sinistra.

Al deal a tre però 'Negelav' non è arrivato...

Guarda, subito dopo che è uscito lui in realtà pensavo di giocare, poi mi è arrivato un messaggio del mio amico 'Andre666a' e in quel momento mi si è accesa una lampadina e ho iniziato a pensarci. Ci ho un po' riflettuto e alla fine ho accettato. In buona sostanza, ho pensato che i miei avversari non comprendessero la pressione ICM che c'era in quella situazione. Ho visto shove dritti 22x da bottone e così via. Essendoci 7.000€ di differenza tra secondo e terzo posto...

Dopo il deal quanto era importante per te la vittoria?

Tantissimo. Per me ci potevano essere anche solo 100€ in palio, avrei comunque giocato col sangue agli occhi perché sono un perfezionista e voglio vincere sempre. Poi certo, si può fare secondi ma non bisogna mai mollare un centimetro.

Il bello di fare primo

Che sensazioni avevi al testa a testa?

Dopo tre o quattro mani ho capito che il mio avversario foldava troppo in heads-up e quindi mi sono detto che potevo farcela. Mettevo pressione, aprivo, cbettavo sempre, qualche volta foldavo, qualche volta no. A un certo punto mi ha superato, poi sono riandato sopra io. Diciamo che in heads-up sono stati tutti colpi piuttosto standard, finché appunto è arrivata la mia finale di cui sappiamo l'epilogo.

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Quella ultima mano ha riservato più di un brivido...

Personalmente credo che ATo, 25bb in HU sia uno shove standard. Per l’history col player so che non shoverebbe 77/88/99 KJ/KQ/KT, ma li giocherebbe alla stessa identica maniera. In più c’è da considerare tutta la porzione di bluff che può tribettare oppo. In ogni caso, per me ATo resta infoldabile in questa dinamica 25bb.

Adesso quali sono i tuoi progetti pokeristici sul breve/medio/lungo periodo?

Sul breve è continuare a fare palestra con gli mtt online. Sul medio voglio andare a giocare live molto più di quanto non faccia oggi. A febbraio sono stato a Malta e purtroppo ho perso un coinflip 16 left con una prima moneta di 160k, per via di un asso al river. Sono convinto che se non fosse sceso quell'asso avrei fatto sicuramente un bel risultato in una delle mie prime esperienze live. Dopo il confronto con il field so che posso farcela perché è molto variegato. Nel lungo periodo invece è quello di arrivare ai livelli più alti del gioco e poi passare al punto com. Mi piacerebbe collaborare coi casinò e con le realtà che organizzano i tornei. Mi piacerebbe essere una figura di rilievo sotto questo punto di vista, perché mi piace giocare ma mi piacerebbe anche che il poker fosse un introito extra senza la necessità di giocare. Sicuramente poi partirò con un gruppo di coaching con ragazzi che già seguivo in precedenza. Entry e medium level. I coaching non sono tanto una questione di lucro quanto più di soddisfazione personale, perché non si campa solo di soldi ma anche di soddisfazioni, e lasciare qualcosa agli altri è uno dei miei obiettivi.

Il grafico de 'iL-DottoreX'

Luca Castellaneta ha giocato il suo primo torneo su PokerStars a luglio 2020: oggi conta 14.600 tornei a buy-in medio 20,4€ per un profitto complessivo di 82.254€. Nel grafico si nota l'impennata portata dalla vittoria dell'altra notte al Ultra-Deep Carnival Series.

grafico luca ildottorex castellaneta

Il segreto

Mi dicevi che la tua crescita pokeristica di questi anni ha un segreto...

Sì, mia moglie con cui ci siamo sposati ad agosto. Mi ha sempre supportato fin da quando ho iniziato a giocare. Dicevo 'stasera io non posso uscire perché devo fare sessione', perché io sono un manico della perfezione, oppure che ne so, andavamo al mare e ricordo che c'era sempre il 15€ che partiva alle ore 17:00, e io alle sei dovevo stare a casa perché dovevo far partire il torneo.

E mia moglie, che all'epoca era la mia fidanzata, diceva 'okay, torniamo'. Quindi lei mi ha sempre supportato. Adesso la sera mi siedo al computer e mia moglie mi porta il piatto davanti. Diciamo che è un qualcosa che magari a qualcuno potrebbe pure sembrare scontato, ma non lo è affatto.

Perché il poker ti può dare tanto, ma toglie molto nelle relazioni interpersonali, soprattutto se consideri che io lavoro in linea di massima dalle 08:00 alle 15 (Luca è tecnico radiologo, da cui il suo nick, ndr). Torno a casa, mi riposo un po', mi sveglio dal riposino e vado a grindare, cioè ceno e subito grindo. A volte riesco a cenare con lei, a volte ceno davanti al computer.

La sessione mediamente finisce alle tre, tre e mezzo. Spesso c'è l'adrenalina in corpo e la sveglia suona alle sei e un quarto, quindi come puoi immaginare il sonno è il mio nemico numero uno. Però mia moglie mi aiuta tantissimo, nel senso che anche se sottraggo del tempo alla coppia, lei sa che sto lottando per un obiettivo, che è un qualcosa in cui io credo veramente troppo. Quindi è un qualcosa che che non si può spiegare, c'è un amore incondizionato. Io qualsiasi cosa vinco, anche il singolo centesimo o il singolo torneo, lo dedico a mia moglie e al mio cagnolino, a cui pure a lui tolgo del tempo. Tra l'altro, aneddoto, lui si chiama Asso, appunto come quell'asso che è sceso al river sia a Malta che ieri sera.

A proposito di dediche, siamo ai saluti, se ne hai altre da rivolgere è questo il momento!

A parte mia moglie e gli amici che mi hanno scritto dopo la vittoria, voglio ringraziare i coach che ho avuto nel mio percorso. L'attuale, Domenlan, ma anche Dario Barone e Mauro Pace. Loro tre sono stati gli artefici della mia crescita pokeristica insieme a Giovanni Russo. Poi in definitiva ringrazio tutte le persone che hanno minimamente tifato per me e hanno fatto un sorriso per la mia vittoria e hanno detto magari che quel ragazzo se lo merita. Alla base di questo risultato ci sono tanti sacrifici da parte mia. Infine ringrazio mio padre perché è grazie a lui se mi sono approcciato al poker. Lui giocava sit'n'go, io mi mettevo vicino a lui e guardavo come giocava. Lì ho capito le regole di base e che impegnandomi e cercando di studiare per essere migliore degli avversari avrei potuto costruire un percorso. Quindi lo ringrazio per avermi fatto conoscere il gioco nonostante lui limpi ancora gli assi da UTG e gli piaccia fare la mossa del nonnino.

Giornalista
Dopo anni passati a scrivere di altro, in un periodo sabbatico si è appassionato al poker e dal 2012 è diventato il suo pane quotidiano. Intanto ha scritto un paio di libri che niente hanno a che vedere col nostro meraviglioso gioco. Vive in Maremma dove è riuscito a realizzare il sogno che aveva preso forma nella sua mente da piccolo davanti a un 486 con 4Mb di RAM, ovvero lavorare comodamente da casa scrivendo al computer. Laurea magistrale in scienze della comunicazione, da venti anni iscritto all'Ordine dei Giornalisti, prima di conoscere il poker si è occupato di cronaca sulla stampa quotidiana nazionale e di musica su quella periodica, quest'ultima soprattutto per entrare gratis ai concerti. Poi ha creato e diretto per cinque anni un freepress bilingue turistico-locale. Al termine di questa esperienza il suo percorso si intrecciò con il NLHE grazie a un amico che giocava su Full Tilt Poker.
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