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HSD III: Psico-Dramma Hellmuth, Dwan vince di nuovo scoppiandogli gli Assi!

Dwan batte Hellmuth nello stesso modo di 13 anni fa

Se volevate una prova di quanto spesso la realtà superi la fantasia, basterà rivedervi lo streaming della sfida tra Tom Dwan e Phil Hellmuth andata in onda questa notte in diretta su PokerGo. 

Quello che è successo rievoca clamorosamente l’epilogo della prima sfida tra i due, quando Tom Dwan, nel lontano 2008, scoppiò gli assi al suo più esperto avversario, eliminandolo dal NBC Heads Up Championship, in una mano che vi abbiamo proposto nel pezzo di presentazione della sfida. 

Hellmuth all’inferno nel modo più incredibile

Bene, la storia si è ripetuta alle High Stakes Duel, al termine di una mano che vi racconteremo più avanti, ricacciando all’inferno Phil Hellmuth, che tutto si sarebbe aspettato, tranne che ritrovarsi nella stessa situazione di 13 anni fa. 

In quella occasione, Poker Brat, minacciò Dwan prospettandogli una carriera corta ( “vedremo dove sarai tra 5 anni” ), ma “Durrrr” ha fatto di meglio, ha preparato la sua doppietta addirittura 8 anni più tardi rispetto al previsto, calcando i palcoscenici High Stakes di tutto il mondo senza mai uscirne, seppur con qualche momento di… difficoltà.

Phil arrivava all sfida con un perentorio record di 7 vittorie e zero sconfitte, mettendo alle corde prima Antonio Esfandiari per 3-0, per poi regolare con lo stesso punteggio Daniel Negreanu e infine eliminando Nick Wright poco più di un mese fa, con quest’ultimo che non ha reclamato nessuna rivincita. 

Al secondo Round, quindi, è subentrato Tom Dwan, che per affrontare il campione ha dovuto pagare una cifra di $100.000, per un prize pool complessivo di $200.000 da giocare con un Heads Up Sit & Go, quello disputatosi nella notte. 

La cronaca della serata, Dwan in difficoltà

Hellmuth ha cominciato alla grandissima, portando dalla sua parte tutta una serie di piccoli piatti che lo hanno portato a toccare quota 125.000 chips, a fronte di uno stack iniziale di 100.000. 

È stato un inizio diverso dall’unica sfida precedente, in cui Dwan prese il volo praticamente da subito. 

La differenza che passa tra un giocatore normale e un campione come Phil Hellmuth, è la tenuta mentale di Poker Brat. In tanti sono propensi a considerare i suoi vari tilt visti e rivisti in questi anni di carriera, come una sue debolezza mentale, ma non è affatto così, Hellmuth rimane concentrato fino a quando non lascia nelle mani dei suoi avversari l’ultimissima chips in duo possesso. Poi, magari, comincia lo show finale. 

Raramente abbiamo visto Hellmuth sbrodolare l’intero stack allo showdown prima dell’ultima strada, partendo da sotto, è questa la sua forza. 

Il vantaggio di Hellmuth è rimasto tale fino alla mano numero 124, quando, con 2.400 nel piatto, e un flop 5 10 q , Hellmuth ha puntato 800 con k 9 , un doppio progetto di colore e scala, ma Dwan, con la sua top two, q 10, ha rilanciato a 3.000, trovando il call di Hellmuth. 

Un 6 è sceso al Turn originando il check-call di Hellmuth, questa volta a 4.800. 

Un pleonastico 3 ha chiuso i giochi e questa volta è arrivato il check-fold di Hellmuth sulla puntata di 13.300 di Dwan, che ha così incassato la leadership della partita. 

Il tracollo

Da quel momento in poi Dwan ha cominciato a fare ciò che era riuscito al suo rivale a inizio partita, accumulare tanti piccoli piatti che lo hanno portato a mantenere per parecchio tempo il pallino del gioco. 

Le reazioni emotive di Hellmuth sono sembrate meno catastrofiche del solito, tranne qualche piccola lamentela sul fatto che non arrivavano quasi mai carte giocabili e i suoi bluff non riuscivano. 

Le cose sono andate di male in peggio, quando con a 4 , su un board 9 9 8 j , Hellmuth ha puntato 12.000 su un pot di 28.000, sperando di chiuderla lì e portare a casa il piatto.

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Non è stato un gran bel timing, perché Dwan aveva 10 7 , una scala chiusa, che ha originato il suo All In, al quale Hellmuth si è ancora dovuto arrendere, foldando e tenendosi dietro 53.000, un disavanzo di 1 a 3. 

L’ultimo rantolo del campione e la vittoria di Dwan

Hellmuth non si è arreso, ha continuato a lottare, si è ripreso qualche piccolo piatto e ha ritrovato ossigeno, ma nel momento in cui i bui sono cominciati ad essere un fattore determinate, Dwan ha preso di nuovo il largo, lasciando Hellmuth con pochi bui. 

La manna dal cielo sembrava essere arrivata per Hellmuth quando ha trovato una coppia di Assi da Small Blind, a a , giocata in slow play con soli 5X. 

Dwan non ha “scapocciato” e ha deciso di checkare coi suoi 9 3 . 

Il flop ha detto 5 2 3 e Dwan ha puntato 5.000 con la sua middle pair, snappando nel momento in cui il suo avversario ha dichiarato “All In”. 

Mai call fu più profittevole, visto che al turn si è palesato uno degli out di Dwan, un magico 9 , che ha regalato la doppia coppia al più giovane dei due e la vittoria finale, dopo un inutile 6 sceso sul river.

Stessa conclusione del 2008, assi scoppiati, ma dinamica, e soprattutto stack, completamente diversi. 

Rivincita? 72 ore di tempo

Per la prima volta in questa edizione degli HSD, sarà Hellmuth a poter esercitare l’opzione della rivincita, anche se i $200.000 che dovrà sborsare per affrontare il suo più acerrimo rivale, meritano una valutazione accurata, dal momento che Dwan è apparso molto più forte in questa sessione. 

Lo stesso Hellmuth, sconsolato, ha lasciato gli studi di PokerGo a Las Vegas, dichiarando un laconico “non so se voglio una rivincita dopo questa notte”. 

Hellmuth ha 72 ore per decidere. Nel caso rifiutasse, la sfida si aprirebbe ad un altro giocatore, sempre per un costo di $200.000 e un prize pool complessivo di $400.000.

Foto in HomePage Tom Dwan, courtesy PokerNews

"C'è chi pensa che sia impossibile prendere parte a tutti i tavoli finali dei tornei a cui si partecipa. Questo è vero per tutti. Tranne per chi li racconta".