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Scommesse

Intervista a Stefano Berlincioni, uno dei massimi esperti italiani di scommesse sul tennis e match-fixing

Abbiamo intervistato Stefano Berlincioni per parlare di scommesse sul tennis e del fenomeno delle partite truccate in questo sport

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08/02/2018 15:30

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Stefano Berlincioni è uno dei massimi esperti italiani di tennis e betting. Ogni giorno segue partite da tutto il mondo e con il suo account Twitter è diventato un punto di riferimento per tutti gli amanti dei tornei minori, ai quali si dedica con grande passione. Nel 2017 è stato invitato da prestigiosi media internazionali come Al Jazeera e BBC per discutere di betting e dare il suo parere su varie questioni, tra cui il match-fixing.

Perché Stefano, oltre ad essere un esperto di tennis, è anche uno dei massimi conoscitori del triste fenomeno delle partite truccate. Su Twitter riporta le circostanze sospette che incontra sulla sua strada mentre guarda partite di tennis in diretta streaming. Alcune delle quali, di sospetto hanno ben poco…

Abbiamo contattato Stefano per parlare di scommesse sul tennis e match-fixing. Se da un lato ci ha rassicurati dicendo che nel circuito maggiore le combine sono molto sporadiche, dall’altro ha ammesso che nei tornei minori sono all’ordine del giorno. Come deve comportarsi uno scommettitore in questi casi? Ne abbiamo discusso con lui nell’intervista che segue.

Stefano Berlincioni intervistato da Al Jazeera

Ciao Stefano, benvenuto su Assopoker. Su Twitter sei quasi una celebrità tra gli appassionati di tennis “minore” perché segui moltissimi incontri ogni singolo giorno, postando curiosità e immagini dai campi di tutto il mondo. Quante ore passi al giorno a seguire il tennis? Da dove nasce questa tua passione?

Sono un appassionato di tennis da più di venti anni, più o meno da quando ho iniziato a giocarci a 14 anni. Le ore che passo a guardare il tennis variano nel corso della settimana, con un picco ad inizio settimana quando ci sono i primi turni e quindi più match, per poi scendere fino al venerdì e risalire nel weekend quando per molti è tempo di finali mentre per me è tempo di seguire le qualifiche per i tornei della settimana successiva.

Su Twitter ti concentri soprattutto sui tornei minori. Mentre Roger Federer trionfa agli Australian Open e tutti lo celebrano sui social, tu posti una gif dalla finale del torneo femminile di Newport Beach tra Danielle Collins e Sofya Zhuk. Perché hai deciso di dedicarti al tennis “minore”? Cosa ti spinge a collegarti ogni giorno online per cercare dirette streaming spesso pessime da campi improbabili?

Mi è sempre piaciuto il tennis di “nicchia”, penso che sia molto più interessante di quello di elite perché si possono trovare situazioni al limite del paradossale ma anche giocatori emergenti o comunque poco conosciuti (ad esempio quelli usciti dall’NCAA) con prospettive di carriera importanti. Penso che analizzare/descrivere la finale degli Australian Open sia relativamente “facile” mentre addentrarsi in un livello molto più basso dia maggiori spunti.

La postazione di Stefano durante gli Australian Open

Il tuo account non è solo il raccoglitore di stranezze e punti spettacolari dai tornei di secondo e terzo piano. Spesso ti occupi anche di segnalare situazioni legate al match-fixing. Effettivamente, sul tuo Twitter posti indizi che farebbero insospettire chiunque, da ritiri improbabili a quote che spariscono improvvisamente in corrispondenza di risultati clamorosi sul campo.

Sul tuo account lo scrivi a chiare lettere: “hate match fixing”. Quando hai iniziato a cercare situazioni sospette e cosa pensi di questo fenomeno?

In realtà non sono stato io a “cercare” situazioni sospette ma sono state loro a trovare me. Sono stato per anni moderatore della sezione tennis del più importante forum di scommesse in Italia e seguendo quindi ogni giorno più o meno tutti i match ed i relativi comportamenti dei bookmakers ho imparato a capire certe dinamiche.

Il match-fixing è una piaga che ormai attanaglia il tennis da molti anni. Fino ad una decina di anni fa il mercato delle scommesse era legato essenzialmente al livello top del tennis, quello dei tornei ATP/WTA, ed era quindi limitato perché i match avevano molta esposizione mediatica. Casi di andamenti dei mercati molto “sospetti” come ad esempio il match famoso Davydenko – Vassallo crearono una certa attenzione (pur senza portare a conseguenza per i giocatori).

Negli ultimi anni l’offerta delle scommesse si è ampliata prima ai tornei Challenger (quelli giocati dai giocatori orientativamente dai numeri 100-250 del mondo) fino a alle qualifiche dei tornei ITF, dove puoi trovare un top 300 così come un giocatore contro cui potrei giocarmela anche io. La combinazione ampliamento dell’offerta sulla scommesse/montepremi bassi ha portato negli ultimi anni al dilagare del fenomeno.

Secondo te quanto è diffuso il match-fixing e quali sono le tipologie più comuni di combine? Quali sono i motivi che spingono tennisti e tenniste a giocare sporco?

Il match-fixing a livello ATP/WTA è ormai assolutamente sporadico, con una decina di match all’anno che si possono definire “sospetti” (su tutti quello di qualche mese fa di Dolgopolov a Winston Salem, sul quale personalmente ho pochi dubbi), mentre a livelli inferiori siamo alla quotidianità, più volte al giorno.

La cosa più facile da combinare è la sconfitta, in quanto il giocatore deve solo lasciare andare il match senza troppe preoccupazioni mentali, ma ovviamente nei primi turni è molto diffuso anche la pratica di vendere un solo set quando si è convinti di poter portare a casa facilmente gli altri due: in questo modo si hanno in tasca sia i soldi del passaggio del turno che quelli della fix.

Ma con l’aumentare delle offerte dei bookmakers (ora si può scommettere anche sul vincente del singolo punto) si è arrivati anche a vendersi un doppio fallo oppure a combinare con l’avversario di arrivare a deuce nel game (ci sono state vari alerts dei bookmakers per puntate anomale su questo tipo di scommessa nei mesi scorsi).

La pratica del “tanking” prevede di perdere appositamente un match

Essendo gli ITF, ed in parte anche i Challenger, tornei a montepremi decisamente basso, per alcuni giocatori la tentazione di vendersi un break piuttosto che un match intero e ripagarsi una settimana all’estero è diventata molto alta: perdendo un primo turno di un torneo ITF rimangono in tasca un centinaio di dollari, ma perdendo quel match vendendolo si può intascare anche un paio di migliaia di dollari con i quali si può andare in giro per altre due settimane.

Ovviamente bisogna fare dei distinguo perché c’è la maggioranza dei giocatori che resiste a questa tentazione. Poi ci sono quelli che per coronare il sogno di diventare professionisti ogni tanto “scendono a patti” con la propria coscienza e infine quelli che non hanno nessuna speranza professionistica e giocano questi tornei quasi esclusivamente per vendere.

Come si combatte il match-fixing?

È un fenomeno che va combattuto e fermato, ed i primi a volerlo dovrebbero essere i giocatori “puliti”. Questo perché alcuni giocatori commettono una sorta di “doping finanziario” vendendosi le partite: con i soldi della combine si possono infatti permettere di viaggiare di più di altri, le cui uniche entrate sono quelle pulite del prize money.

Purtroppo le organizzazioni che dovrebbero esercitare una funzione di controllo e repressione (la Tennis Integrity Unit su tutte) puntano principalmente a preservare l’immagine e si limitano a squalificare una decina di giocatori ogni anno mentre i giocatori coinvolti potrebbero essere in realtà 20 volte tanto.

Non aiuta anche l’atteggiamento di alcuni bookmakers che non mandano alerts alle autorità tennistiche seppur in presenza di flussi molto anomali. In questi casi i book sono costretti a togliere mercati e limitare le puntate su determinati match, ma grazie alla stragrande maggioranza degli scommettitori (quelli in passivo) i loro profitti sul tennis minore sono talmente elevati che non vengono scalfiti dalle fix (nelle quali ovviamente perdono soldi).

Per loro non ha quindi molto senso alzare polveroni, perché vogliono mantenere l’offerta su questi mercati e non vogliono rischiare che in seguito a qualche scandalo le scommesse sul tennis minore vengano proibite.

Secondo te uno scommettitore come dovrebbe comportarsi di fronte a un episodio di match-fixing? Credi che un semplice osservatore esterno possa approfittarne? Mi vengono in mente quegli episodi nei quali una quota crolla senza ragione e migliaia di scommettitori puntano forte sperando proprio nella combine… Cosa ne pensi?

Per uno con la mia conoscenza del tennis minore e di certi mercati sarebbe un peccato non approfittare del “margine” che ho rispetto a chi fa le quote. Secondo me uno scommettitore “medio” dovrebbe stare alla larga da un match che reputa sospetto: come andrà a finire lo sa solamente chi ha organizzato la combine e (a volte) chi ha una profondissima conoscenza dell’argomento.

A volte le quote crollano solo perché si tratta di odds manipulation (ovvero c’è un tentativo di ingannare ed influenzare i mercati puntando “a perdere” su un giocatore facendo credere che il match sia combinato a suo favore, per poi puntare molto più pesantemente sull’altro a quote alte una volta influenzato il mercato; così magari si perdono 20 mila euro puntati inizialmente sul giocatore sbagliato, per poi vincerne 100mila su quello giusto).

A chi scommette consiglio quindi di valutare i match solo in base ai vari aspetti tecnico/tattico/ambientali senza dare troppo peso ai movimenti di quota: se si pensa che un match abbia quote “troppo” strane meglio lasciare stare, i soldi facili non esistono.

Ti faccio un esempio invece di come con una conoscenza approfondita ti permetta invece di prevedere ed operare su un match sospetto.

Qualche giorno fa si è giocato un match tra una giovane e promettente tennista spagnola e una tennista fuori dalla top 200 (abbiamo “censurato” i nomi per ovvi motivi, ndr). Dopo pochi giochi Bet365 ha tolto la possibilità di scommettere sul vincente primo set ed ha limitato la puntata massima sul vincente del match. Un amico me l’ha segnalato chiedendomi come sarebbe andata a finire secondo me sul punteggio di 3-3 (il match, con tutti i mercati, era offerto in contemporanea anche da altri bookmakers).

Gli ho risposto che la spagnola è una giocatrice in grande ascesa, appena convocata in Nazionale, e quindi sicuramente non avrebbe fatto niente di sporco in un periodo del genere. Al contrario, l’avversaria è la moglie di un ex tennista che potrebbe essere in contatto col gruppo (molto ampio) di connazionali che ogni settimana organizzano fix nel circuito ITF…

Pur non avendo nessuna informazione “riservata”, pistola alla tempia avrei quindi detto che era quest’ultima ad aver venduto. Com’è andata a finire? Sul 4-4 ha commesso due doppi falli e dopo pochi minuti ha perso il primo set 6-4. Il secondo lo ha perso 6-0.

Quali sono stati i casi più eclatanti di match fixing che hai visto?

Forse il sospetto più grande in assoluto, su cui ho scritto anche un articolo, c’è stato durante la finale del doppio del Challenger di Izmir in cui Jaziri e Molchanov si ritirano non appena gli avversari arrivano ad avere un match point. Ti cito un estratto del mio articolo dell’epoca:

Ieri i due stavano giocando la finale del Challenger di Izmir, match molto equilibrato ed in cui i quattro giocatori stavano dando il massimo impegno. Come potete vedere nel video, tutto regolare fino a che Jaziri non è andato a servire sull’8-8 del Champions Tiebreak: risposta al corpo vincente per Myneni/Sharan che si preparavano quindi a servire per il titolo sul *9-8.

E cosa succede? Jaziri, che nel punto precedente aveva solo servito, appare confuso e dubbioso, Molchanov gli si avvicina e poco dopo Jaziri inizia a toccarsi un piede. Dal nulla, completamente dal nulla, Jaziri chiede ed ottiene un Medical Timeout. Si può pensare ad un’azione di disturbo per gli avversari come a volte è successo in passato, comportamento non sportivo ma non così anomalo nel circuito.

Arriva il dottore, che “cura” Jaziri per qualche minuto. Successivamente, gli indiani sono pronti a rispondere. Incredibilmente, Jaziri non va oltre la rete, confabula col giudice di sedia, fa nuovamente finta di toccarsi il piede e decide di ritirarsi.

Ci sono invece delle combine che non vanno a segno?

Quando assito a certi ritiri sul match point sono piuttosto sicuro che dietro al giocatore che si ritira ci sia un’organizzazione che aveva scommesso pesantemente sulla loro vittoria su uno dei bookmaker .com che rimborsano la puntata in caso di ritiro. Non potendo rischiare di perdere, decide di ritirarsi.

E gli episodi più incredibili che invece non hanno a che vedere con il tennis-scommesse?

Per quanto riguarda gli altri episodi bizzarri ma non legati al match-fixing, nel circuito ITF non c’è che l’imbarazzato della scelta: ho assistito non solo ai cani ma anche a mucche, serpenti, scimmie che interrompono il gioco entrando in campo.

Chiudiamo con una domanda sul tennis giocato e il betting, quello sano: quali sono i giocatori su cui puntare nel 2018?

Il tennis è uno sport molto particolare, essendo giocato singolarmente ed influenzato da molti fattori. Non è facile fare previsioni di questo tipo e soprattutto è poco utile dal punto di vista del betting, anche perché quello che conta nello scommettere non è mai il valore del giocatore in sé, ma in relazione alla quota che ha: a volte ci sono giovani che hanno quote basse come se fossero già campioni affermati!

Innanzitutto consiglio di scommettere solo su cosa si conosce e poi seguire giorno per giorno quanti più match possibili: un giocatore vincente oggi può avere accusato un piccolo problema sul finire del match e subirne le conseguenze domani, così come un giocatore può essersi dimostrato in grande forma oggi giocando sotto un cielo nuvoloso ed essere nettamente sfavorito il giorno successivo con previsioni di 40°C e un pessimo adattamento al caldo.

Più in generale raccomando di scommettere solo quello che ci si può permettere di perdere… e se si perde una scommessa la colpa non è del giocatore su cui si è puntato (spesso oggetto di insulti o minacce vergognose sui social) ma di chi ha sbagliato la valutazione del match!

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