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Denise Coates

Bet365: ricavi record nel 2025 ma utili in calo del 40%. Denise Coates incassa £260 milioni

Bet365 resta il grande punto cardinale del betting europeo e il suo CEO, Denise Coates, continua a esserne il meridiano zero: il riferimento.

Nel Regno Unito c’è una donna che incassa oltre 260 milioni di sterline in un anno e lo fa senza arrossire, perché può permetterselo. Denise Coates (co-fondatrice del noto bookmaker) si conferma la manager più pagata del paese, mentre Bet365 rallenta negli utili ma accelera nella trasformazione. È una storia molto britannica: meno champagne, più tasse, ma il conto in banca resta in salute.

Bet365, quanto ha guadagnato Denise Coates in 15 anni

I numeri, come sempre, vanno letti con calma e senza ipocrisia. Stipendio da 104 milioni, dividendi per almeno 156, un +65% rispetto all’anno prima. In quindici anni, oltre 2,7 miliardi di sterline messi in cassaforte. Non per magia, ma per aver costruito — partendo da un parcheggio di Stoke-on-Trent — la macchina da guerra più efficiente del betting online globale.

Utili giù del 40%, ricavi up!

Eppure il contesto non è semplice neanche da lettege. Gli utili ante imposte scendono del 40%, a 338 milioni, mentre i ricavi salgono sopra i 4 miliardi. Tradotto: Bet365 incassa di più, guadagna meno, paga molto di più allo Stato e ai giocatori. Non è un declino, è una mutazione genetica. Il passaggio dal mercato che una volta era un vero Far West digitale a un modello regolato.

  • utile ante imposte di 338,5 milioni di sterline, in calo di oltre il 40% rispetto al 2023-24
  • i ricavi sono cresciuti da 3,69 a 4,03 miliardi di sterline,
  • triplicati i dividendi della famiglia Coates: 313,6 milioni
  • costi operativi aumentati (per via deglli investimenti nei nuovi mercati regolamentati) fino a 59 milioni
  • versati al Tesoro Britannico 481,5 milioni di sterline, oltre il 30% in più rispetto all’anno precedente

La strategia di Bet365

La scelta e la nuova strategia è chiara e dolorosa: uscire dai mercati “grigi”, dire addio alla Cina, rinunciare a scorciatoie redditizie ma pericolose. Denise Coates ha deciso che il futuro non sta nel margine facile, ma nella sostenibilità regolatoria. Una parola che nel betting pesa come un mutuo trentennale. Costi più alti, controlli più stringenti, profitti meno esplosivi. Ma anche licenze vere, mercati stabili, sostenibilità garantita.

Il conto lo paga il gruppo: il bilancio è di 43 milioni di perdita complessiva nell’ultimo esercizio, svalutazioni, uscita da Stoke City, ristrutturazioni interne da quasi 60 milioni. Ma il motore gira ancora: +9% nel segmento sport & gaming, +25% nel gaming puro, piattaforma tecnologica potenziata, prodotto sempre più dominante.

In Europa, Bet365 resta il benchmark: liquidità, profondità di mercato, pricing, affidabilità. Il book su cui tutti guardano, anche quando fingono di non farlo.

I nuovi mercati

Nel frattempo, l’espansione regolata continua: Brasile, Perù, Serbia, Stati Uniti. E soprattutto il fisco ringrazia. 481 milioni di sterline versati al Tesoro britannico in un solo anno.

Altro che nemico pubblico (spesso i bookmakers sono tratteggiati così dai media generalisti): Bet365 è ormai uno dei principali finanziatori dello Stato sociale di Sua Maestà.

Resta l’ombra australiana, con AUSTRAC che indaga su possibili falle nei controlli antiriciclaggio. Audit esterni, compliance rafforzata, attesa silenziosa. È il prezzo della grandezza: quando diventi sistema, ogni tuo errore diventa politico.

E poi c’è il grande sussurro, quello che non muore mai: la vendita. Totale, parziale, valutazione da 9 miliardi di sterline. Nessuna conferma, nessuna smentita. Solo l’aria da fine ciclo che aleggia quando un impero smette di crescere in larghezza e inizia a consolidarsi in profondità.

Denise Coates resta lì, al centro della scena. Una che ha scommesso tutto su Internet quando Internet faceva paura, che ha costruito Bet365 lontano da Londra e dalle élite, che oggi incassa cifre ingenti ma paga anche tasse altrettanto serie. Piace o non piace, è lei che ha dimostrato che il betting può diventare industria, governance, persino rispettabilità. Quando tutti gli altri bookmakers britannici stavano a Gibilterra (prima del cambio delle leggi), lei non aveva mai attraversato la Manica e continuava a pagare le tasse a sua Maestà.

Nel frattempo, in Europa, quando c’è da capire dove va una quota, come si muove un mercato, chi detta davvero il ritmo, la risposta resta sempre la stessa: guardate Bet365. Il resto segue. Anche quando finge di guidare.

Editor in chief
Iscritto all'ordine dei giornalisti da più di 25 anni, vivo a Malta dal 2012, laureato in giurisprudenza, specializzato nello studio dei sistemi regolatori e normativi del settore dei giochi nel Mondo e nella comunicazione responsabile nel mercato legale italiano alla luce del Decreto Balduzzi e del Decreto Dignità (convertiti in legge). Forte passione per lo sport e la geopolitica. Fin da bambino, sfogliando il mitico Guerin Sportivo, sognavo di fare il giornalista sportivo, sogno che ho realizzato prima di passare al settore del gaming online. Negli anni universitari, ho iniziato anche il lungo percorso da cronista in vari quotidiani e televisioni. Dai primi anni 2000 ho lavorato anche nel settore delle scommesse e nel 2010 sono entrato nella grande famiglia di Assopoker per assecondare la mia passione per il poker texas hold'em.
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