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Danimarca Nazionale

Christian Eriksen e Simon Kjær denunciano Bet365 per 1,4 milioni: vi spieghiamo perché

La nostra rubrica “Mondo Betting” sui fatti principali che riguardano il settore delle scommesse sportive.

Eriksen (insieme a 22 atleti danesi) non fa sconti a Bet365: ecco i motivi

Christian Eriksen, il giocatore del Manchester United ed è ex Inter, ha citato in giudizio il bookmaker inglese Bet365 per un risarcimento danni di 1,4 milioni di corone danesi (al cambio attuale circa 188.000 euro) ma non è il solo. Altri 22 sportivi danesi molto famosi lo hanno imitato. La lista è lunga: Simon Kjær del Milan, Pernille Harder, Pierre-Emile Højbjerg, Peter Schmeichel e suo figlio, portiere del Leicester, Kasper per completare la lista dei calciatori.

Ha agito contro il bookmaker anche il giocatore di pallamano Mikkel Hansen e il fuoriclasse dil badminton Victor Axelsen. Secondo la tv danese “i querelanti ritengono che Bet365 abbia impropriamente ‘sfruttato’ i nomi e le immagini di atleti famosi presenti nel materiale promozionale, sui profili aziendali di Facebook e Twitter in violazione dei principi generali di legge e delle buone pratiche di marketing”.

Secondo la versione degli sportivi, l’ immagine sarebbe stata “sfruttata” all’insaputa degli atleti stessi. E’ necessario però conoscere maggiori dettagli per poter capire se tali richieste abbiano un fondamento oppure vi sia stato un qualche errore in buona fede.

I 23 atleti hanno richiesto una somma risarcitoria complessiva di 4,8 milioni di corone, circa 644.000 euro. Il tema dei diritti d’immagine degli atleti e delle leghe nel mondo delle scommesse è dibattuto. Per esempio NBA è molto attenta e restrittiva sull’uso delle foto.

Sono comunque briciole per Bet365 e la sua fondatrice Denise Coates che può vantarsi di essere la donna più ricca d’Inghilterra.

L’ex Ceo Karel Mañasco citato da Mansion: le spese folli tra auto di lusso e orologi

Una delle società mondiali di scommesse e casinò online più famose, Mansion Group, dopo aver chiuso in un mercato chiave come quello del Regno Unito per presunti problemi finanziari, ha denunciato il proprio ex CEO Karel Mañasco, reo – secondo la versione della società – di aver usato Mansion come un salvadanaio personale.

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Mansion si è rivolta al tribunale nel piccolo stato di Gibilterra (dove ha sede legale) per impedire che l’ex manager Karel Mañasco potesse sportare i propri beni dall’enclave iberica verso l’estero. Ottenuta questa restrizione dalla corte, ora si attende che il tribunale inizi la causa tra il bookmaker e il suo ex amministratore delegato che ha visto i suoi beni congelati, in vista della sentenza.

L’ex amministratore delegato ha rispedito al mittente le accuse e ha preannunciato una difesa ferrea in tribunale.

Mañasco, oltre ad avere avuto importanti deleghe per la gestione operativa della società era anche direttore finanziario (CFO), In questo modo aveva – secondo la versione dei legali della società – carta bianca nelle spese, con acquisti “sfrenati e frivoli”

Nel settembre 2021 scatta il primo campanello d’allarme dopo che la compagnia viene a conoscenza di acquisti da parte del manager come 15 orologi di lusso, fuoriserie come Mercedes e Range Rover, altri pagamenti discutibili con le carte aziendali, come affitti di appartamenti non autorizzati e l’acquisto di un dominio per 17.000 dollari che non aveva nulla a che fare con Mansion.

Inoltre avrebbe utilizzato soldi prelevati dai conti aziendali per pagare per oltre 2,65 milioni di dollari una società delle Isole Marschall, White Wizard Media, che non ha alcun rapporto d’affari con la società di origini malesiane.

Nonostante nel contratto non vi fossero contemplati extra, Mañasco si è auto-assegnato dei bonus per 346mila dollari nel 2019 e oltre mezzo milione nel 2020. L’affare scotta e sono ancora in corso accertamenti per ricostruire tutte le spese effettuate, ma non sarà un compito facile per i contabili.

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Editor in Chief Assopoker. Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo.
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