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I bookies sentenziano: al referendum trionferà il no (78%), ma Renzi spera... value bet del 20% in arrivo?

Altra value bet in arrivo nelle scommesse politiche, in vista del referendum costituzionale italiano in programma il 4 dicembre: il premier Renzi (schierato apertamente per la riforma) spera nei due precedenti Trump-Brexit quando le quote erano tutte a vantaggio di Hillary Clinton e del Remain britannico nell'Unione Europea.

Matteo Renzi sta facendo tutti gli scongiuri possibili. Per quello che possono contare, gli ultimi sondaggi lo vedono in svantaggio. Secondo le ultime proiezioni di oggi, il fronte del "No" ha allargato la sua potenziale base di consenso passando dal 52% al 53%, grazie alla spinta degli Under 35.

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Matteo Renzi e il Ministro Boschi: entrambi hanno voluto la riforma costituzionale

Il "Si" è in questo momento al 47%, ma come in tutti gli appuntamenti con il voto, alla fine c'è la componente degli indecisi che farà la differenza e che, con ogni probabilità, farà sballare ancora una volta le previsioni degli esperti.

Come hanno dimostrato le elezioni presidenziali negli Stati Uniti, i sondaggi sono sempre meno attendibili, così come le previsioni dei bookmakers inglesi. Ed è per questo che il Premier, con ogni probabilità, sta sperando che i quotisti di Sua Maestà ripetano gli errori di valutazione su Hillary Clinton (quota che è variata da 1.20 a 1.40) e su Brexit (quando l'ipotesi di uscita era 24 ore prima salita addirittura a 8 volte la posta).

Ladbrokes, una delle principali e storiche agenzie di scommesse inglesi, banca in questo momento la vittoria del No a 1,28 che tradotto vuol dire il 78,1% di possibilità di vittoria. Di contro, il Si è in lavagna a 3,50 (solo 28,57% di possibilità). Di fatto se i sondaggi corrispondono al vero, la quota offerta sul Si è molto generosa e presenta una value bet quasi del 20%, circa del 18,5%) ma è giusto agire con la necessaria cautela, visto la scarsa attendibilità dei sondaggi sottoposti ad un campione di persone molto ristretto.

Più che altro a stupire è il crollo delle quote del No in poche settimane. Quindici giorni fa, il No era pagato a 1.70, mentre il Si a 2.

Nel lungo periodo, in tutti i casi, non converrebbe neanche puntare. Tecnicamente le quote non risultano attrattive, visto e considerato che l'aggio (la percentuale trattenuta dal bookmaker) è superiore al 7% (alto).

Editor in chief - Giornalista e analista betting
Luciano Del Frate è giornalista iscritto all’Ordine da oltre 25 anni e vive a Malta dal 2012. Laureato in Giurisprudenza, è specializzato nei sistemi regolatori del settore gaming e nella comunicazione del gioco legale in Italia. Dopo gli inizi tra quotidiani e televisioni, dai primi anni 2000 lavora nel mondo delle scommesse come consulente, approfondendo da vicino le dinamiche del mercato internazionale. Dal 2010 fa parte della squadra di Assopoker, dove racconta poker, betting e industria del gioco con un approccio tra analisi, esperienza e passione. Malato di sport fin da bambino, non ha mai smesso di inseguire quel sogno nato sfogliando il Guerin Sportivo