Quando finirà la guerra in Ucraina? Gli Stati Uniti torneranno a bombardare l’Iran? Il dollaro si svaluterà ancora rispetto alle altre valute oppure si apprezzerà? Il Bitcoin continuerà la sua discesa? Fino a ieri erano domande da analisti, diplomatici, generali. O da veggenti. Oggi, invece, sono diventate quote espresse in probabilità percentuali.
Numeri che salgono e scendono in tempo reale, come a Wall Street. Percentuali che misurano le odds di una crisi geopolitica, di una svolta militare, di uno shock valutario. Non stiamo parlando di fantapolitica, ma di denaro vero — o quasi — che cambia mano. Di trader che operano in queste borse trattando le materie più differenti.
Benvenuti nell’era dei prediction markets: piattaforme dove il futuro si compra e si vende. Dove una guerra vale come una finale di Champions (perdonate la forzatura). Dove una decisione della Casa Bianca si scambia come un titolo tecnologico. Dove trader, scommettitori e investitori speculano sugli eventi del mondo con la stessa naturalezza con cui puntano su un derby.
È il punto d’incontro — e di scontro — tra finanza e gioco d’azzardo, tra informazione e speculazione, tra democrazia e regolatori. Perché se il futuro diventa un mercato, allora la domanda non è più “chi vincerà?”, ma “chi controllerà il banco?”.
E qui inizia la vera partita: quella delle regole e Assopoker vi svelerà in assoluta anteprima e esclusiva l'assetto attuale normativo e giurisprudenziale del mercato in Italia a seguito del ricorso al TAR Lazio, con i provvedimenti dei giudici amministrativi regionali, l'intervento di revoca di un provvedimento di inibizione dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a seguito del ricorso di Polymarket, una delle principali piattaforme mondiali. Inoltre, in esclusiva abbiamo intervistato l'autorevole legale dell'azienda statunitense, l'Avvocato Roberto Cursano, che ci ha svelato tutti i dettagli della vicenda ed ha tracciato alcuni scenari su quello che potrebbe essere il futuro assetto normativo dei prediction market nel nostro paese.
Non solo: Assopoker vi fornirà un quadro completo del mercato mondiale, un'analisi anche dei vari assetti normativi dei principali paesi europei e la regolamentazione federale e statale negli USA, dove sono nati questi nuovi strumenti.
In questo Articolo:
- 1 Cosa sono i prediction market (Definizione e evoluzione)
- 2 Quanto vale il mercato? Il boom da $44 miliardi in un anno
- 3 Il percorso verso la regolamentazione
- 4 La struttura dei mercati delle scommesse predittive
- 5 Scommesse predittive e disciplina: gioco d'azzardo o strumento finanziario?
- 6 Esclusiva - Il modello ibrido italiano, le decisioni del Tar e dei Monopoli sui prediction market
- 7 Esclusiva - Intervista al legale di Polymarket Roberto Cursano
- 8 Prediction Market e opzioni binarie: i punti in comune
- 9 USA: Governo federale contro Stati
- 10 Europa: paesi meno ambigui, più repressivi
- 11 Come funzionano nella realtà i prediction market
- 12 Quando i mercati non funzionano
- 13 La famiglia Trump protagonista nei prediction market: c'è conflitto di interessi?
- 14 I rischi di insider trading: il caso dell'arresto di Maduro
- 15 Prediction Markets: le piattaforme principali
- 16 Polymarket
- 17 Kalshi — Exchange regolato e fiat-centric (USD)
- 18 Le altre piattaforme
- 19 I bookmakers tradizionali e il rapporto con i mercati predittivi
- 20 FanDuel (Flutter): nasce FanDuel Predicts
- 21 DraftKings: app dedicata DraftKings Predictions
- 22 A Wall Street c'è alta richiesta per le piattaforme predittive, il caso High Roller
Cosa sono i prediction market (Definizione e evoluzione)
Per capire davvero di cosa stiamo parlando, bisogna dimenticare le vecchie categorie mentali che separano nettamente l'investimento dalla scommessa. Bisogna accettare l' "ibridazione".
I mercati delle scommesse predittive, o mercati predittivi (prediction markets), sono tecnicamente piattaforme di scambio (exchange). Luoghi virtuali dove gli utenti comprano e vendono contratti legati all'esito futuro di eventi reali: politica, sport, economia, attualità, cultura pop.
L'idea è radicale ma lineare: trasformare ogni divergenza di opinione in un prezzo di mercato. Come ha detto senza giri di parole il CEO di Kalshi, Tarek Mansour, in una recente intervista che ha fatto discutere: l'obiettivo è "finanziarizzare tutto".
Non per gioco. Ma per creare informazione di qualità superiore. Quello che fino a pochi anni fa era un laboratorio di nicchia accademica o un esperimento per pochi addetti ai lavori — spesso associato al mondo crypto o alle superfici più speculative dei mercati — oggi è diventata un'infrastruttura globale capace di muovere miliardi di dollari ogni mese.
Le origini: siti di informazione 2.0
Su Polymarket si può scommettere sul destino di un regime politico, sulle nomination agli Oscar, su quante volte la Fed taglierà i tassi o su quanti gradi farà domani a New York. Negli USA si scommette persino sul licenziamento di top manager o persone che occupano posti di prestigio in società quotate (aprendo, come vedremo più avanti, voragini etiche e legali non indifferenti).
Le piattaforme sono nate inizialmente come una sorta di siti d'informazione 2.0, funzionali a effettuare sondaggi politici più accurati di quelli telefonici. Non è un caso che la famiglia Trump abbia mostrato un interesse precoce e abbia investito in questo settore, sia in Polymarket che in Kalshi, almeno indirettamente attraverso fondi "amici" e venture capital collegati all'area conservatrice.
La differenza fondamentale rispetto ai sondaggi classici è una sola, ma pesa come un macigno: nei sondaggi le persone rispondono gratis, spesso distrattamente o mentendo per "desiderabilità sociale" (vergognandosi magari di ammettere un voto estremo). Qui scommettono denaro proprio. Hanno "skin in the game". E quando ci sono soldi sul tavolo, il risultato tende a essere terribilmente più onesto e credibile.
Perché il prezzo è una probabilità
Il cuore del sistema è il meccanismo di pricing. In una scommessa predittiva non ci si limita a dire "secondo me vince la squadra A". Si scommette sulla probabilità reale che quell'evento accada.
Il funzionamento è identico a quello del Betting Exchange (come Betfair), ma con una differenza visiva sostanziale che cambia la percezione dell'utente: i prezzi non sono definiti in quote decimali (es. 1.50, 3.00), ma in probabilità percentuali (es. 66%, 33%).
Funziona quasi sempre in modo binario, o almeno così è nato il modello standard: Sì/No. Sopra/Sotto. Accadrà/Non accadrà.
Prendiamo un contratto standard. Il valore finale è fisso e predeterminato: 1 dollaro (o 1 euro, o 1 stablecoin USDC) se l'evento si verifica. Zero se non si verifica.
In mezzo, c'è il mercato. Il prezzo fluttua tra 0 e 100 centesimi in base all'incontro tra domanda e offerta.
Se un contratto su "Trump Presidente nel 2028" viene scambiato a 40 centesimi, il mercato sta dicendo collettivamente che c'è il 40% di probabilità che accada.
Se compri a 40 centesimi e l'evento si verifica, il contratto scade a 1 dollaro: hai guadagnato 60 centesimi netti (meno le commissioni della piattaforma). Se l'evento non accade, il contratto vale zero: hai perso i tuoi 40 centesimi.
Ma attenzione: non è un sistema statico dove si aspetta la scadenza. Proprio come un titolo azionario, puoi rivendere quel contratto tra un minuto, un giorno o un mese, se il prezzo è salito. Se le probabilità di vittoria di Trump salgono al 60% (e quindi il prezzo tocca i 60 centesimi) sulla scia di un sondaggio favorevole o di una news, puoi vendere e incassare il profitto senza aspettare le elezioni. È trading puro sulla volatilità delle opinioni.
Nella seconda parte del 2025 c'è stata un'ulteriore evoluzione tecnica: oltre al sistema binario semplice, è arrivata la possibilità di opzioni multiple per ogni mercato. Non più solo bianco o nero, ma una scala di grigi che rende lo strumento ancora più simile ai derivati finanziari complessi.
Se la scommessa ha per oggetto l'andamento del dollaro, la si può considerare un prodotto finanziario? Il dubbio è legittimo. Se l'oggetto è una partita di calcio, sembra una schedina. Ed è proprio su questa ambiguità strutturale — scommessa o derivato? — che si gioca la partita legale del secolo.
Quanto vale il mercato? Il boom da $44 miliardi in un anno
Negli ultimi dodici mesi i prediction markets non sono rimasti una curiosità periferica del fintech: si sono trasformati in un fenomeno di massa negli Stati Uniti e nei paesi occidentali, un mercato che macina decine di miliardi di dollari all’anno e che si colloca ormai alla stregua di un bookmaker mondiale di grande scala — ma con un’anima radicalmente diversa, più simile a quella dei derivati finanziari che delle puntate di una schedina.
Secondo una stima di Forbes, i volumi globali scambiati nel 2025 hanno raggiunto circa 44 miliardi di dollari, sommando l’attività delle principali piattaforme come Kalshi e Polymarket (che usa una stablecoin), con un’espansione impressionante rispetto ai livelli di un solo anno prima.
E non è un fuoco di paglia: il Financial Times* descrive la crescita come una vera e propria esplosione del mercato, passando da meno di 100 milioni di dollari di volumi mensili all’inizio del 2024 a oltre 13 miliardi di dollari al mese verso la fine del 2025, un ritmo che segnala una liquidità strutturale e non più episodica.
A fare da locomotiva è soprattutto Kalshi, l’exchange regolamentato dalla Commodity Futures Trading Commission degli Stati Uniti, che nel 2025 ha processato circa 23,8 miliardi di dollari di volumi, con picchi giornalieri nell’ordine di centinaia di milioni e record che superano i 700 milioni in un solo giorno di trading.
*Finacial Times: editoriale (a pagamento) di dicembre 2025, dal titolo "Betting on prediction markets has exploded over past two years"
La crescita 2024-25: i volumi globali
Ma il dato che racconta il vero “peso economico” di questo ecosistema non è il semplice turnover, bensì il fatturato effettivo dalle commissioni: secondo le stime più recenti, le fee revenue complessive di Kalshi si collocano nell’ordine di alcune centinaia di milioni di dollari (263 milioni per la precisione) — una frazione dei volumi, certo, ma già paragonabile ai ricavi dei bookmaker tradizionali di fascia media.
Secondo un’analisi di KPMG, i contratti scambiati sulle piattaforme di prediction sono tecnicamente assimilabili a derivati binari regolamentati piuttosto che a scommesse classiche, e stanno riscrivendo il confine tra finanza e gambling, attirando l’attenzione di trader professionali, investitori istituzionali e operatori storici del gaming, pur restando una sfida per i regolatori statali e federali.
In sintesi: ciò che fino a pochi anni fa era un laboratorio di nicchia — spesso associato al mondo crypto o alle superfici più speculative dei mercati — oggi è un’infrastruttura globale che movimenta decine di miliardi l’anno, con un potenziale di crescita ancora elevato e un impatto diretto sugli equilibri competitivi tra bookmaker, exchange finanziari e piattaforme di trading tradizionali.
Queste piattaforme hanno anche un altro vantaggio: non devono coprire il banco, quindi hanno bisogno di minore liquidità per operare nel mercato delle scommesse, proprio come Betfair Exchange che è una borsa di scommesse tradizionale nata nei primi anni 2000. I prediction markets sono - di fatto - una sua evoluzione.
| Dato | Valore (2025) | Descrizione / Nota | Fonte citata |
|---|---|---|---|
| Volume totale globale 2025 | 44 miliardi $ | Stima del totale dei volumi negoziati sulle due principali piattaforme nel 2025 | Forbes: How Prediction Markets Actually Grew in 2025 |
| Volume Kalshi 2025 | 23,8 miliardi $ | Volume di trading dell’intero anno con fortissima crescita YoY | Kalshi data report (KuCoin) |
| Volume Polymarket 2025 | 21,5 miliardi $ (stima) | Stima del volume full-year per Polymarket | Forbes |
| Picco volume giornaliero | 702 milioni $ | Giorni di massimo trading registrato a gennaio 2026 | Finance Magnates |
| Volume settimanale record | 3,7 miliardi $ | Record settimanale di volumi su dati Dune e aggregatori | Yahoo Finance |
| Volume medio settimanale Kalshi | 307,6 milioni $ | Volume medio settimanale su Kalshi, forte crescita QoQ | KuCoin |
| Trading fee revenue Kalshi 2025 | 263,5 milioni $ | Entrate da commissioni di Kalshi nel 2025 (con focus sport) | BJ21 report |
| Quota dominante di Kalshi sul mercato | >60 % | Kalshi detiene la maggior parte dei volumi globali nel mercato | Ledger |
| Crescita volume Kalshi YoY | +1108 % | Crescita annua impressionante rispetto al 2024 | KuCoin |
| Trend volumi mensili fine-2025 | 13 miliardi $ in un mese | Volume totale su tutte le piattaforme in un mese a fine 2025 | Dati aggregati e rapporti di mercato: William Yasdick - The Bock |
Alcune note su come interpretare i numeri della tabella:
- Volume vs. Revenue: i volumi scambiati non rappresentano il fatturato. Le fee/commissioni sono i ricavi reali delle piattaforme.
- Stime multiple: dati come “44 miliardi totale” sono aggregazioni di diverse fonti e dashboard (Forbes, The Block, Dune), non sempre uniformi nei metodi di calcolo.
- Crescita esplosiva: molti indicatori (Kalshi +1108% YoY) mostrano crescita esponenziale dal 2024 al 2025.
Il percorso verso la regolamentazione
Anche in Europa i prediction markets raccontano perfettamente il nostro tempo: veloci, globali, tecnologici… e inermi davanti alle vecchie, solide regole del diritto.
Chi pensa di poterle far crescere senza un perimetro normativo si sbaglia. Dopo l’operazione militare statunitense che ha portato alla rimozione di Nicolás Maduro, su alcune piattaforme è esplosa una raffica di scommesse geopolitiche: quando gli Stati Uniti invaderanno il Venezuela? Quando il petrolio passerà sotto controllo americano? Toccherà alla Colombia?
Domande che un tempo sarebbero rimaste confinate nei corridoi dei think tank o nelle redazioni dei grandi giornali. Oggi diventano contratti scambiabili.
I mercati di previsione funzionano quasi sempre in modo binario: sì/no, sopra/sotto (anche se nella seconda parte del 2025 c'è stata un'evoluzione con la possibilità di opzioni multiple per ogni mercato).
Su Polymarket si può scommettere sul destino di un regime politico, sulle nomination agli Oscar o sulla temperatura massima a Toronto.
L’idea è radicale ma lineare: trasformare ogni divergenza di opinione in un prezzo. Come ha detto senza giri di parole il CEO di Kalshi, Tarek Mansour, “finanziarizzare tutto”. Non per gioco, ma per creare informazione almeno in teoria.
I numeri aiutano a capire la portata del fenomeno: secondo analisi di settore, il volume mensile scambiato sui principali mercati di previsione è passato in poco più di un anno da 100 milioni a oltre 14 miliardi di dollari (dal 2024 al 2025). Non è una moda: è un’infrastruttura che cresce.
La teoria della saggezza della folla
Qui sta il nodo culturale. A differenza dei bookmaker tradizionali, nei prediction markets non esiste un “banco” che vince contro il giocatore. Si scommette contro altri utenti o contro un market maker. La piattaforma incassa commissioni, non espone il proprio bilancio al rischio dell’evento. Sono degli exchange.
Sul piano pratico, è pur sempre una scommessa. Ma sul piano informativo è qualcosa di diverso: una sintesi dinamica delle aspettative collettive. La famosa wisdom of crowds (la teoria della saggezza della folla con l'incontro tra domanda e offerta in un mercato). Non a caso, grandi media come CNN, CNBC e Dow Jones hanno iniziato a utilizzare questi dati come indicatori, al pari dei sondaggi o degli spread finanziari.
In questo momento sono considerati mercati grigi che non hanno una regolamentazione compiuta.
Il tema non è se queste piattaforme siano “buone” o “cattive”. Come spesso accade, sono un acceleratore. Rendono visibile ciò che prima era opaco: aspettative, cinismo, intuizioni, talvolta anche informazioni sporche. Ignorarle o demonizzarle non le farà sparire. Capirle – e regolarle con intelligenza – è l’unico modo per evitare che diventino l’ennesimo far west finanziario mascherato da gioco.
E forse c’è un ultimo paradosso: mai come oggi il futuro è stato così incerto. E mai come oggi qualcuno ha provato a mettergli un prezzo.
La loro natura atipica
Non è facile trovare il focus giusto perché questi mercati hanno un mix di componenti che si intrecciano tra loro: sono scommesse, hanno il funzionamento di un exchange (borsa) ma hanno anche la struttura di un contratto finanziario (stipulato tra due persone che si scambiano previsioni rialziste o ribassiste per esempio). Se la scommessa ha per oggetto - l'andamento del dollaro, la si può considerare come un prodotto derivato finanziario? Il dubbio è legittimo.
Per complicare ancora di più il quadro, queste scommesse trattano tutte le materie possibili: dallo sport alla politica (sono nate le piattaforme con l'intento di offrire sondaggi), all'informazione (quindi è coinvolto e deve essere tutelato anche il diritto costituzionale di liberà di espressione), al trading finanziario e quindi anche alla psicologia. Negli USA si scommette anche sul licenziamento di persone che occupano un posto di prestigio in una società. E qui si aprono temi anche etici.
Ma gli Stati non devono perdere di vista neanche la tutela del consumatore-risparmiatore-trader. C'è un intreccio e una commistione di interessi che non rende facile l'approccio dei regolatori anche se la pressione degli operatori di gioco legali (bookmakers e casinò) sta diventando sempre più tangibile verso i Governi nazionali che hanno anche interessi fiscali nel tutelare i mercati del betting legali.
Dall'altra parte però su Polymarket, Kalshi e le più importanti piattaforme stanno investendo fondi di investimento molto influenti in Wall Street e soprattutto a credere in questi mercati è la famiglia Trump. Donald Trump Junior è entrato nei consigli di amministrazione delle due più importanti società, grazie anche all'investimento compiuto da un fondo molto vicino al movimento MAGA (uno dei temi affrontati in questo articolo).
Sullo sfondo c'è anche quindi una lotta di potere e politica negli Stati Uniti, tra le varie lobby del gioco legale e di Wall Street ma anche tra i singoli stati e il governo federale, proprio sulla interpretazione della natura di queste piattaforme ma anche sulla normativa da applicare.
Prima di proseguire con l'analisi di mercato e le implicazioni legali, cerchiamo di capire come funzionano le scommesse predittive.
La struttura dei mercati delle scommesse predittive
I mercati delle scommesse predittive, o mercati predittivi (prediction markets), sono piattaforme di scambio (exchange) nelle quali gli utenti comprano e vendono contratti legati all’esito futuro di eventi reali: politica, sport, economia, attualità. Non si gioca contro il banco, ma contro altri utenti, quindi contro il mercato. Sono delle vere borse, come Betfair Exchange per quanto riguarda lo sport. Il funzionamento è simile.
In parole povere, una scommessa predittiva è un modo per dare un prezzo a un evento futuro. Invece di limitarsi a dire "secondo me vince la squadra A", scommetti sulla probabilità reale che quell'evento accada.
L'idea di fondo è la "Saggezza della Folla": se migliaia di persone mettono i propri soldi su un risultato, il prezzo di quella scommessa rifletterà in modo molto preciso la realtà dei fatti, spesso meglio di qualsiasi esperto singolo.
Sono degli Exchange, la piattaforma non banca
La differenza rispetto alle scommesse tradizionali è sostanziale. Qui non esiste un bookmaker che stabilisce le quote: il prezzo del contratto nasce dall’incontro tra domanda e offerta e finisce per rappresentare una probabilità collettiva, una sintesi delle informazioni, delle convinzioni e – talvolta – delle illusioni di chi partecipa.
Il meccanismo è lo stesso del Betting Exchange, l'unica differenza è che i prezzi sono definiti non in quote decimali (come nelle scommesse tradizionali) ma in probabilità.

Le piattaforme sono nate come una sorta di siti d'informazione funzionali a effettuare sondaggi politici (e non è un caso che la famiglia Trump abbia mostrato interesse e abbia investito in Polymarket e in Kalshi, almeno indirettamente attraverso fondi "amici"), con una differenza: se nei sondaggi classici le persone interpellate potevano rispondere senza criterio, in questi "mercati" scommettono denaro, quindi il risultato potrebbe essere molto più credibile.
In seguito, in questo nostro articolo "inchiesta" vi faremo vedere nel concreto come funzionano le singole operazioni.
Il dilemma dell'Oracolo
Piazzare una scommessa è la parte facile. Capire chi ha vinto, paradossalmente, è la parte più difficile. Nel gergo della blockchain, questo è noto come "The Oracle Problem" (Il Problema dell'Oracolo).
Immaginate di scommettere su: "La Fed taglierà i tassi a marzo?". Sembra una domanda binaria semplice. Ma cosa succede se la Fed annuncia un taglio dello 0,25% che però entrerà in vigore ad aprile? O se usa un linguaggio ambiguo? Chi preme il bottone che sposta milioni di dollari dai conti dei perdenti a quelli dei vincitori?
Qui si apre una frattura filosofica e tecnologica tra i due modelli dominanti: la giustizia centralizzata (Kalshi) e il tribunale decentralizzato (Polymarket).
Modello Centralizzato: il giudice inappellabile
Su piattaforme come Kalshi (o sui bookmaker tradizionali), l'oracolo è l'azienda stessa. O meglio, è una fonte dati certificata definita a priori nel contratto.
Se il mercato riguarda l'inflazione, il contratto specifica che l'unica fonte di verità sarà il report del Bureau of Labor Statistics pubblicato alle 8:30 del mattino. Se il sito del governo dice "3,2%", il mercato paga il 3,2%. Non ci sono discussioni. È veloce, efficiente, ma richiede fiducia cieca nell'intermediario e nella fonte dati.
Modello Decentralizzato: UMA e il voto della folla
Su Polymarket, che vive su blockchain e non vuole punti centrali di fallimento, la questione è molto più complessa. Chi decide la verità se non c'è un CEO?
La risposta è UMA (Universal Market Access), un "oracolo ottimistico". Funziona così:
- Proposta: A evento concluso, chiunque può proporre un risultato (es. "Ha vinto Trump") versando una cauzione (bond).
- Disputa: Se nessuno contesta entro 2 ore, il risultato viene accettato come vero (principio "silenzio-assenso").
- Il Tribunale dei Token: Se qualcuno contesta (pagando a sua volta), la decisione passa ai detentori del token UMA. Migliaia di persone votano sulla blockchain quale sia la verità.
La teoria dei giochi (Game Theory) suggerisce che i votanti saranno onesti perché, se votassero il falso, distruggerebbero la reputazione del sistema e farebbero crollare il valore del token che possiedono. È un sistema affascinante: la verità viene stabilita dal consenso economico.
Tuttavia, non è esente da rischi. Le dispute possono durare giorni, congelando i fondi degli utenti. E c'è sempre il terrore del "51% attack": se una balena comprasse la maggioranza dei token UMA, potrebbe teoricamente riscrivere la realtà a suo piacimento, decidendo che la Terra è piatta pur di vincere una scommessa milionaria.
Scommesse predittive e disciplina: gioco d'azzardo o strumento finanziario?
Le scommesse predittive sono da classificarsi come scommesse tradizionali (pertanto, secondo l'approccio della maggior parte dei Governi vanno regolate come gioco d'azzardo) oppure sono strumenti finanziari e possono essere parificate come prodotti derivati come hanno deciso a Washington a livello federale?
I prediction markets sono tornati al centro del dibattito globale. Politica, sport, economia, persino geopolitica: tutto può diventare un “evento” su cui puntare. Ma la vera partita, oggi, non è solo tecnologica. È regolatoria.
Negli Stati Uniti come in Europa, i regolatori faticano a incasellare un prodotto che vive a metà strada tra derivato finanziario e gioco d’azzardo. E dove manca una definizione chiara, prosperano conflitti, enforcement selettivo e arbitraggio normativo.
In estrema sintesi, come avete potuto intuire, negli Stati Uniti c'è una spaccatura tra la disciplina federale (che autorizza e inquadra queste piattaforme sotto la vigilanza della Commodity Futures Trading Commission - CFTC) e invece la presa di posizione sia politica che legale (attraverso i procuratori generali e gli enti regolatori sul gioco) dei singoli Stati.
In Europa invece l'atteggiamento è quello di chiusura totale e di restrizione per proteggere i mercati legali delle scommesse, con delle eccezioni.
Prima di tutto però prendiamo in analisi l'Italia che si differenzia dagli altri paesi europei perché abbiamo già in mano un primo precedente giurisprudenziale recente che riguarda il Tar Lazio e che potrebbe orientare il settore, con una soluzione ad hoc che vi andremo a spiegare.
Esclusiva - Il modello ibrido italiano, le decisioni del Tar e dei Monopoli sui prediction market
In Italia i prediction market stanno vivendo una fase transitoria, in attesa di un probabile intervento legislativo.
La situazione legale è oggi ibrida e Assopoker ve lo può svelare in assoluta anteprima e esclusiva.
La revoca dell'oscuramento di Polymarket di ADM
Polymarket è oggi visibile nel nostro paese, come tutte le piattaforme di prediction markets in Italia. La piattaforma però è stata oscurata dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) nell'ottobre del 2025. A seguito però del ricorso al TAR Lazio (competente per materia), a dicembre dello stesso anno, c'è stata la retromarcia con un decreto di revoca dell'inibizione e il ripristino online per quanto riguarda la parte che riguarda tutte le informazioni e le news del sito.
Di fatto, dopo l' intervento del TAR, l'Italia ha - in questo momento - un modello ibrido (i siti sono visibili ma non si può fare trading), ma per alcune piattaforme è un mercato grigio (ancora senza regole effettive).
Ripercorriamo però le tappe della vicenda legale per farci un'idea su quale sia l'approccio dello Stato italiano riguardo queste nuove piattaforme.
- Nell'ottobre 2025 ADM oscura con decreto direttoriale Polymarket oltre ad altri siti di scommesse e casinò senza concessione
- Polymarket presenta ricorso al TAR del Lazio dallo studio legale guidato da Studio Legale Delfino e Associati Willkie Farr & Gallagher LLP guidato dall'Avvocato Roberto Cursano, insieme ai colleghi Francesca Romana Baratta e Riccardo Ovidi.
- In un primo momento il TAR Lazio ha respinto la richiesta di sospensiva del provvedimento attraverso un'istanza cautelare urgente, confermando l'oscuramento di Polymarket, non ravvisando le esigenze cautelari.
- Il TAR Lazio però, con l'intervento dell'Avvocato Cursano e dello Studio Delfino e Associati Willikie Farr & Gallagher, convoca ADM e "consiglia" la soluzione ibrida quando il ricorso è in discussione nel merito.
- Il 15 dicembre, sempre per decreto, l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli revoca ufficialmente l'oscuramento di Polymarket che non è più nella black list dei siti inibiti in Italia.
- La soluzione è ibrida ma di buonsenso: il sito non è oscurato, gli utenti italiani possono consultare tutte le informazioni dei mercati ma non possono fare trading e scommettere sulla nota piattaforma statunitense. Vengono tutelati tutti gli aspetti e gli interessi in gioco.
Esclusiva - Intervista al legale di Polymarket Roberto Cursano
Abbiamo voluto approfondire e chiedere conferma all'Avvocato Roberto Cursano che ha spiegato nel dettaglio tutta la vicenda: dall'oscuramento alla sua revoca, con il ricorso al TAR e la collaborazione attiva dei Monopoli di Stato.
Avvocato, la ringrazio a nome di tutta la community di Assopoker e dei nostri lettori. Lei e il suo team, in rappresentanza dello Studio Delfino e Associati Willkie Farr & Gallagher LLP, avete ottenuto un importante provvedimento da parte del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio a dicembre a favore della sua cliente Polymarket. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli alla fine ha revocato il provvedimento inibitorio di oscuramento verso il noto sito di scommesse predittive, senza dubbio può essere ritenuto un risultato di grande successo visto la decisione precedente intrapresa da ADM. Può spiegarci qual è stato l’iter giudiziale e i punti di forza della vostra linea difensiva?
"Buon pomeriggio a lei Dottor Del Frate e alla community di Assopoker. Il provvedimento di revoca dell’originario oscuramento del sito polymarket.com, ottenuta a seguito della proposizione del ricorso innanzi al TAR Lazio, che lei menziona, rappresenta un precedente di particolare rilievo nel contesto della regolazione dei servizi digitali, confermando l’esigenza di un’applicazione rigorosa e rispondente a criteri di proporzionalità delle misure restrittive adottate dalle Autorità amministrative, soprattutto quando incidono sull’accesso a servizi online e sulla libertà di informazione ed iniziativa economica".
"Il caso in questione riguarda una piattaforma che, come molti membri della community di Assopoker sanno, ospita due funzionalità: (i) il cosiddetto mercato di previsione (prediction market), vale a dire la generazione di statistiche e sondaggi in tempo reale su eventi della vita quotidiana, che spaziano dalla politica e attualità all'economia e allo sport, nonché (ii) la possibilità di scommettere sull'esito dei predetti eventi, utilizzando criptovalute (in particolare la stablecoin USDC)".
"Ebbene, l’Agenzia aveva originariamente oscurato l’intero sito web di Polymarket, inibendo entrambe le funzionalità, ivi inclusa quella relativa ai cosiddetti mercati di previsione ed impendendo agli utenti l’accesso a tutte le notizie, i sondaggi e le informazioni presenti sul sito".
"Le argomentazioni - commenta il legale - a supporto della nostra impugnazione, che sono state raccolte dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (“ADM”) su indicazione dello stesso TAR Lazio, sono state quelle che contestavano il provvedimento inibitorio per violazione dei principi di ragionevolezza e proporzionalità. In sostanza, si è lamentato un non corretto esercizio del potere da parte di ADM, che era andata ben oltre l’inibizione dell’esercizio di giuochi di abilità e di concorsi pronostici, spingendosi fino a vietare la diffusione di notizie, sondaggi ed informazioni".

"Rilevata la pronta collaborazione di ADM e la celere revoca del proprio provvedimento con riferimento alla pubblicazione di sondaggi e notizie, il TAR Lazio ha preso atto della carenza di interesse da parte del gestore della piattaforma Polymarket alla prosecuzione del giudizio".
"Pertanto, non c’è stata una pronuncia giudiziale su altri motivi di cesura più sostanziali, relativi all’inibizione delle attività di trading quando queste avvengono senza che gli utenti paghino una posta in denaro al soggetto organizzatore ed esercente la predetta attività e senza che quest’ultimo corrisponda una ricompensa di qualsiasi natura al partecipante. Su tali questioni, che non sono espressamente regolate dalla normativa italiana, la giurisprudenza non si è ancora pronunciata".
"Le argomentazioni a supporto della nostra impugnazione, che sono state raccolte dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (“ADM”) su indicazione dello stesso TAR Lazio, sono state quelle che contestavano il provvedimento inibitorio per violazione dei principi di ragionevolezza e proporzionalità".
Avvocato Roberto Cursano - legale di Polymarket nel ricorso al TAR Lazio
Considerando questo importante precedente, come opererà oggi Polymarket in Italia? E’ ritornato visibile con tutte le informazioni ma non può offrire scommesse predittive, conferma?
"Si, confermo. Il sito di Polymarket è ritornato visibile, pur restando non disponibile la funzione trading per gli utenti che si connettono dall’Italia".
Secondo lei, da esperto in materia, sotto il profilo normativo, è più consono regolare queste piattaforme come siti di scommesse oppure è necessario trattarle come exchange per prodotti finanziari come avviene (a livello federale) negli Stati Uniti?
"In Italia l’attività di queste piattaforme, che consentono agli utenti l’utilizzo di criptovalute come sistemi di pagamento, non sono espressamente regolamentate. L’inquadramento di tali attività come servizi finanziari rappresenterebbe una via percorribile, ma in tal senso occorrerebbe un intervento legislativo. Al momento, gli operatori autorizzati dall’ADM evitano l’uso di criptovalute, dal momento che la normativa applicabile a tale piattaforme è considerata quella dei giuochi e delle scommesse, soggetta a normative antiriciclaggio che impongono obblighi di verifica dell’identità dell’utente (KYC), registrazione dei flussi finanziari e tracciabilità degli strumenti di pagamento.
"Auspico un intervento di natura legislativa che possa regolare in maniera più chiara le piattaforme di trading online, distinguendo quelle che operano in maniera tradizionale, e quindi soggette al controllo di ADM, e quelle che invece operano in maniera innovativa, anche attraverso l’utilizzo di criptovalute"
Avvocato Roberto Cursano - Legale Polymarket
Secondo lei l’oscuramento e l’inibizione di queste piattaforme predittive può essere ritenuta in Italia e in Europa una misura restrittiva ingiustificata della libertà di informazione e di impresa nell’Unione Europea? Molti paesi UE hanno adottato un approccio molto restrittivo.
"Si tratta, in effetti, di misure che a mio avviso limitano la libertà di informazione e di impresa. Con riguardo a tale ultimo aspetto, basti constatare il diverso trattamento riservato alla gestione di piattaforme di vendita (asseritamente abusiva) di biglietti online da parte di hosting provider che operano in maniera molto simile a quella delle piattaforme di peer-to-peer trading, in cui le transazioni avvengono sempre e soltanto tra utenti e mai tra gli utenti ed il gestore della piattaforma. Ebbene, con riferimento a tale figura di hosting provider ed all’attività di vendita di su piattaforme online biglietti (che nel relativo contenzioso amministrativo si contestava come abusiva in quanto non autorizzata),in Italia il Consiglio di Stato ha chiarito come questa non rappresenti una pratica commerciale scorretta".
Anche alla luce della posizione assunta dai giudici del TAR, secondo lei c’è da aspettarsi altri ricorsi e come prefigura il futuro delle scommesse predittive in Italia? Ci sarà bisogno di un intervento legislativo e/o regolamentare oppure queste piattaforme dovranno rientrare sotto l’ombrello regolatorio di ADM o della Consob?
Avv. Roberto Cursano: "Auspico un intervento di natura legislativa che possa regolare in maniera più chiara le piattaforme di trading online, distinguendo quelle che operano in maniera tradizionale, e quindi soggette al controllo di ADM, e quelle che invece operano in maniera innovativa, anche attraverso l’utilizzo di criptovalute".
"Il sito di Polymarket è ritornato visibile, pur restando non disponibile la funzione trading per gli utenti che si connettono dall’Italia"
Avvocato Roberto Cursano - Legale di Polymarket
L'intervento del TAR Lazio, le argomentazioni
L'Avvocato Roberto Cursano ci ha chiarito ogni aspetto e alla fine la collaborazione tra il TAR Lazio, l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Polymarket (che ha rinunciato ad andare avanti nel ricorso) ha portato a una soluzione di buonsenso. ADM per prima ha mostrato disponibilità a comprendere le ragioni ma a tutelare anche i giocatori italiani.
La linea legale difensiva di Polymarket è chiara si invoca il criterio di proporzionalità a tutela di valori costituzionali protetti come la libertà di informazione e di iniziativa economica. E' probabile che - anche agli occhi dei giudici amministrativi regionali - l'oscuramento fosse ritenuto un provvedimento sproporzionato, per i valori costituzionali in gioco.Sono piattaforme peer to peer (P2P)
C'è anche un altro spunto che l'Avvocato Cursano mette in evidenza e che potrebbe condizionare la futura regolamentazione: alla fine i contratti di scommessa (o finanziari, dipende dai punti di vista) avvengono tra utenti e non tra gli utenti e la piattaforma. Polymarket e Kalshi, alla fine, non sono altro che un provider, si comportano come una sorta di piattaforme di peer-to-peer. Questo dettaglio tecnico - che indica il legale di Polymarket - potrebbe essere decisivo per una futura normativa.
Si è delinato questo scenario legale che può, nei prossimi mesi, orientare anche le altre piattaforme:
- Gli utenti italiani possono accedere a tutte le funzionalità del sito che non riguardano i mercati di previsione (tradotto non dovrebbero poter scommettere)
- Hanno accesso a tutte le notizie, i sondaggi e le informazioni presenti su Polymarket
Quale sarà l'approccio delle autorità italiane? Polymarket dovrà acquisire una concessione da 7 milioni di euro (come provider per le scommesse) oppure si proverà la strada degli strumenti finanziari derivati? La normativa italiana invece sulle opzioni binarie è molto restrittiva (chiusa al pubblico, solo agli intermediari).
Negli Stati Uniti alcuni giudici statali si sono focalizzati sulla natura dei contratti: se la scommessa verte su un evento sportivo, la normativa applicata deve essere quella riguardo al betting tradizionale (con licenza statale). Se invece l'oggetto del contratto riguarda, per esempio l'andamento dell'indice Nasdaq, il prodotto viene considerato finanziario con tutte le conseguenze del caso.
Siamo ancora in una fase di transizione ma, in Italia, rispetto a altri stati europei, per il momento la partita è aperta e tutta da scrivere.
La parola finale passa al Parlamento e al Governo (con il ruolo centrale del Ministero dell'Economia e Finanze), come regolamentare le scommesse predittive: attraverso concessioni ADM o come strumenti finanziari o piattaforme di service provider? Assopoker sarà sempre in prima linea per aggiornarvi e seguire ogni fase politica e normativa.
Prediction Market e opzioni binarie: i punti in comune
Quando guardi da vicino il loro funzionamento, la somiglianza con le vecchie opzioni binarie era evidente soprattutto in origine anche se è bene ricordare che la piattaforma non copre il banco ma offre solo un servizio per favorire lo scambio previsionale tra due utenti.
C’è un contratto. C’è una negoziazione. C’è un esito binario. C’è un payoff monetario, quindi ci sono sia punti in comune che altri strutturali che lo sono meno.
Però se si guarda bene la struttura di questi prodotti, tutto ciò che serve per far scattare la definizione di derivato finanziario. Ed è qui che nasce il cortocircuito.
Se un mercato di previsione replica quella stessa struttura “tutto o niente”, allora rischia di essere assimilato non al gioco, ma alla finanza soprattutto se tratta scommesse come quelle sul dollaro o sugli indici azionari. E quindi il rischio è di subire lo stesso destino delle opzioni binarie: vietato al pubblico retail, consentito – forse – solo a professionisti.
Non è una questione teorica. È la ragione molto concreta per cui molte piattaforme di prediction markets oggi non operano ufficialmente in Italia. Non perché manchi interesse o domanda, ma perché l’inquadramento normativo è scivoloso: basta un’interpretazione restrittiva per trasformare un prodotto innovativo in uno strumento finanziario proibito. L'intervento del Ministero dell'Economia e Finanze a livello normativo è necessario.
Alla fine la domanda non è tecnologica, ma politica. Sono scommesse travestite da mercati? O mercati travestiti da scommesse?
Da come il legislatore risponderà, dipenderà il futuro dell’intero settore nel nostro Paese.
Come sono regolamentate in Italia e in Europa le opzioni binarie
C'è da aprire anche una parentesi per quanto concerne la disciplina delle opzioni binarie, soprattutto se il legislatore italiano dovesse trattare i prediction markets come strumenti finanziari, visto che questi siti hanno iniziato proprio come opzioni binarie (vedremo che nel 2025 offronto anche opzioni multiple di scommessa sull'evento).
In Italia le opzioni binarie sono vietate alla clientela retail (quindi è bocciato lo schema B2C, ovvero al consumatore finale) perchè sono ritenute uno strumento finanziario. Non è una zona grigia, in questo caso è una scelta regolatoria netta e anche politica, visto che molte persone e utenti si sono fatti molto male, perdendo parecchi soldi in passato.
Il riferimento centrale è la CONSOB, che applica e fa rispettare in Italia, le decisioni europee in materia di strumenti finanziari.
Il Divieto delle opzioni binarie per il pubblico
C’è stato un momento preciso, in Europa, in cui il legislatore ha deciso che certi prodotti finanziari non erano semplicemente rischiosi, ma strutturalmente sbagliati per il pubblico.
Quel momento arriva nel 2018, quando l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) interviene con una misura drastica: vietare la commercializzazione, la distribuzione e la vendita delle opzioni binarie ai clienti retail.
Non un richiamo, non nuove informative, non qualche paletto tecnico. Un divieto.
La motivazione era semplice e, per certi versi, impietosa. Le opzioni binarie non erano viste come strumenti di investimento, ma come meccanismi matematicamente sfavorevoli al cliente medio. Strutture “tutto o niente”, in cui l’esito è binario – vinci o perdi l’intera posta – con un’asimmetria informativa enorme tra chi emette il prodotto e chi lo compra. In altre parole: il banco conosce il gioco, il cliente no. E nel lungo periodo il risultato è quasi sempre lo stesso, una perdita sistematica del pubblico.
Quella che doveva essere una misura temporanea di emergenza è diventata, col tempo, la nuova normalità. Le autorità nazionali hanno recepito il divieto in modo stabile. Tra queste anche Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, che in Italia ha blindato il mercato.
Oggi il quadro è netto, quasi senza zone grigie.
Per il cliente retail le opzioni binarie, semplicemente, non esistono più. Nessun intermediario autorizzato può offrirle legalmente. Se compaiono online, significa che siamo fuori dal perimetro regolato: operatori abusivi, spesso offshore, che la Consob può oscurare in poche ore inserendoli nella blacklist. È una delle poche aree in cui l’autorità interviene con mano pesante e senza sfumature.
Teoricamente resta uno spiraglio per i clienti professionali – istituzionali, operatori qualificati, controparti sofisticate – ma nella pratica italiana anche lì l’offerta è quasi inesistente. Troppo complessa la compliance, troppo alto il rischio reputazionale. E così il prodotto, di fatto, scompare.
La distinzione diventa allora quasi filosofica, oltre che giuridica.
Da una parte ci sono le scommesse sportive, che rientrano nel perimetro del gioco pubblico regolato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: concessioni, licenze, palinsesti, payout, tassazione sul gioco.
Dall’altra le opzioni binarie, che non sono gioco ma finanza pura, strumenti derivati soggetti al Testo Unico della Finanza e alla vigilanza Consob. Qui non serve una licenza di betting, serve un’autorizzazione finanziaria. E proprio perché sono considerate finanza – e non intrattenimento – al retail vengono chiuse le porte.
È un paradosso solo apparente: puoi puntare su una partita di Serie A, ma non puoi negoziare un contratto “sì/no” sull’andamento di un titolo.
Ed è esattamente su questo crinale che oggi si inserisce il tema più moderno, e più ambiguo: i prediction markets.
USA: Governo federale contro Stati
Il boom delle scommesse predittive negli Stati Uniti si è registrato nel 2024 (secondo il rapporto di KPMG) quando Kalshi è stato riconosciuto a livello legale come piattaforma di prodotti finanziari derivati, sotto la vigilanza della CFTC. Sotto il profilo quindi federale, non esistono ostacoli ma i singoli Stati rivendicano la competenza regolamentare, riconoscendole come delle scommesse vere e proprie.
Quello tra Governo federale e singoli Stati oramai è un tema dibattuto negli USA in quasi tutte le materie. Negli ultimi 10 anni, gli Stati rivendicano maggiore autonomia in quasi tutti gli ambiti e i settori dell'economia ma anche della società civile.
Il tema è esplosivo perché mette in collisione due livelli di potere:
- a livello Federale, che propone la soluzione della vigilanza della Commodity Futures Trading Commission (CFTC)
- a livello Statale, attraverso le gaming commissions e gli Attorney General (Procuratori generali statali)
La distinzione sarebbe teoricamente semplice:
- se il prodotto è un event contract / derivato deve essere sotto la vigilanza di CFTC
- se è scommessa sportiva la competenza è statale
Nella pratica, però, la linea è sottilissima, non sempre viene rispettata questa distinzione.
C'è stata però una forte presa di posizione in questi giorni da parte del nuovo presidente della Commodity Futures Trading Commission che ha ribadito la competenza federale in materia.
La posizione della Commodity Futures Trading Commission
Il nuovo presidente Michael S. Selig, al momento del suo insediamento il 31 gennaio, rompe l’ambiguità che ha paralizzato il settore per anni, in particolare per una proposta regolatoria contraria ai mercati predittivi presentata dall'amministrazione Biden.
Il suo messaggio è semplice, diretto, politico prima ancora che tecnico: “È tempo di regole chiare”. Un modo per normare meglio il settore ma soprattutto rivendicare la competenza primaria in materia.
La CFTC sta disconoscendo le precedenti proposte e consulenze che miravano a limitare i contratti relativi ad eventi politici e sportivi, riducendo l'incertezza normativa per gli operatori e i partecipanti. L'amministrazione Trump, di fatto, sta sconfessando quanto fatto dai Democratici con Biden. E' uno scontro non solo legale ma anche politico e l'attuale governo è favorevole a questi mercati.
Nuovo Presidente CFTC - Michael S. Selig
"Ritireremo una proposta normativa del 2024 che doveva vietare la quotazione di contratti relativi a eventi politici e sportivi. Ho ordinato l'annullamento di un avviso al personale del 2025 che metteva in guardia i registranti dall'offrire contratti relativi allo sport a causa di contenziosi pendenti e potenziali"
Come si può evincere, sono imminenti nuove regole per stabilire standard chiari per i contratti di eventi, che dovrebbero fornire un ambiente normativo più favorevole e meno ambiguo per i mercati delle previsioni.
La CFTC ha ribadito la propria giurisdizione esclusiva sui derivati sulle materie prime, a dimostrazione del forte sostegno all'innovazione legale nel settore dei mercati predittivi, e avrà un impatto sui contenziosi in corso.
Gli annunci del Presidente Selig segnano un significativo cambiamento verso la chiarezza normativa e il supporto ai mercati predittivi e ai contratti evento. La CFTC si sta impegnando a modernizzare il proprio approccio e a promuovere l'innovazione in questo settore dinamico.
La svolta regolatoria a livello federale
In sintesi la CFTC:
- ritira la proposta 2024 che voleva vietare contratti su politica e sport (su proposta dell'amministazione Biden)
- cancella un' advisory chiave del 2025 che scoraggiava gli operatori sugli eventi sportivi
- avvia un nuovo regolamento stabile e definitivo sugli event contracts
- ribadisce la propria giurisdizione esclusiva sui derivati, escludendo gli Stati da questa competenza.
Tradotto: la CFTC sta cercando di rendere i prediction markets non sono in più un limbo grigio tra finanza e gioco d’azzardo, ma li vuole rendere strumenti finanziari regolati a livello federale. La sensazione è che gli Stati continueranno a fare le barricate e alla fine solo la Corte Suprema potrà risolvere la querelle.
Certo, quella della CFTC è una presa di posizione che pesa anche nei contenziosi in corso — compresi quelli che coinvolgono operatori come Kalshi contro Stati e autorità gaming. Vedremo, ad oggi, le piattaforme predittive sono impegnate in durissime battaglie legali non solo negli USA ma anche in Europa (e in Italia).
Gli Stati non cedono: la presa di posizione del PG di New York
A testimoniare lo scontro su più livelli tra normativa federale e autorità statali (sia politiche che tecniche e legali), c'è da sottolineare la dura presa di posizione del Procuratore Generale di New York alla vigilia del SuperBowl.
Letitia James ha emesso un nuovo avviso ai consumatori e un monito all’industria sui rischi delle prediction markets.
In una consumer alert diramato il 2 febbraio 2026, James sottolinea che molte piattaforme di prediction markets operano senza alcuna supervisione della New York State Gaming Commission (NYSGC) e non offrono le tutele minime garantite dai mercati regolamentati di scommesse sportive:
• nessuna protezione per i consumatori;
• assenza di controlli anti-gambling per utenti vulnerabili;
• nessun filtro per il gioco minorile;
• pubblicità e promozioni che possono somigliare a scommesse non autorizzate.
Il testo dell’allert insiste: “so-called prediction markets do not have the same consumer protections as regulated platforms”, ovvero i cosiddetti prediction markets non offrono le stesse protezioni legali e operative dei mercati regolati.
Per James, questi servizi — pur presentandosi come strumenti di “speculazione o forecasting” — in pratica funzionano come canali di gioco d’azzardo non regolamentato. Soprattutto in vista di eventi di grande portata come il Super Bowl, l’avviso chiarisce che alcuni operatori potrebbero violare le leggi statali se il loro modello di business e la pubblicità si avvicinano troppo a scommesse sportive non autorizzate.
Il messaggio non è solo al pubblico: è un chiaro segnale all’industria che l’autorità giudiziaria e regolatoria di New York non starà a guardare se attività di promozione o di raccolta ricavi sfociano in pratiche illegali. James ha espresso che la condotta, la pubblicità e la promozione di prodotti che “appaiono scommesse sportive” potrebbero incorrere in sanzioni civili e persino penali.
L’allert è prima di tutto rivolta agli utenti: James esorta i giocatori a fare attenzione ai rischi finanziari, ricordando che tali piattaforme non sono soggette agli stessi controlli e protezioni dei mercati autorizzati.
La raccomandazione è semplice, ma cruciale:
✔️ capire se si sta usando un sito/prodotto regolato dalla legge statale;
✔️ evitare prodotti promossi con modalità simili a scommesse non autorizzate;
✔️ diffidare di pubblicità che mascherano scommesse come “trading o investimento”.
La questione normativa resta aperta. Questa presa di posizione evidenzia ancora una volta la frattura tra regolatori statali e modelli di business innovativi nel mondo dei mercati predittivi regolati a livello federale. Mentre alcune piattaforme insistono sul loro status di strumenti finanziari, le autorità come quella di New York guardano con sospetto alla loro crescente somiglianza con prodotti di gambling non autorizzato.
Per gli operatori, gli addetti ai lavori e gli appassionati, il messaggio è chiaro: l’incertezza regolatoria può trasformarsi rapidamente in enforcement attivo. E in un settore dove la fiducia e la conformità legale sono fondamentali, vale sempre la pena tenere gli occhi ben aperti. Ma è lampante lo scontro tra il Governo Federale e le autorità dei singoli stati.
Il caso Kalshi
Come ribadito, piattaforme come Kalshi (registrata alla CFTC) sostengono di offrire contratti derivati regolamentati a livello federale, quindi potenzialmente prevalenti sulle leggi statali (federal pre-emption).
Gli Stati replicano e la loro posizione è chiara:
"puoi chiamare il prodotto come vuoi, ma se stai facendo betting su eventi sportivi, senza licenza statale, per noi è gioco illegale”.
Il risultato? Una raffica di cease-and-desist (ingiunzione formale di un giudice sospendere l'attività), ordini amministrativi e azioni giudiziarie.
Il messaggio politico è molto chiaro:sui contratti sportivi, gli Stati non intendono arretrare di un millimetro.
La Sentenza nel Massachusetts
Kalshi è a un passo dal perdere la possibilità di offrire contratti su eventi sportivi nello Stato del Massachusetts. Un giudice ha infatti accolto la richiesta dello Stato concedendo un’ingiunzione preliminare contro l’operatore dei mercati predittivi.
La decisione è arrivata dal giudice della Corte Superiore della Contea di Suffolk, Christopher Barry-Smith, dopo che il procuratore generale del Massachusetts, Andrea Campbell, aveva avviato una causa nel settembre 2025 contro la piattaforma. Secondo l’accusa, Kalshi starebbe di fatto gestendo un’attività di scommesse senza licenza e senza regolamentazione.
«Imporre a Kalshi l’obbligo di una licenza per offrire contratti su eventi sportivi in Massachusetts è nell’interesse pubblico», ha scritto il giudice nelle motivazioni.
Barry-Smith ha aggiunto che il tribunale si sta muovendo verso il divieto di offrire contratti legati allo sport in assenza della licenza prevista dalla legge sulle scommesse sportive. L’ingiunzione entrerà in vigore venerdì, anche se Kalshi potrà presentare ricorso.
Kalshi, da parte sua, ha puntato tutto sull’argomento giurisdizione federale: la società insiste che i suoi mercati sono prodotti derivati regolati dalla Commodity Futures Trading Commission (CFTC), e quindi esenti dalle normative statali sul gioco.
Ma negli USA, sia per quanto riguarda le scommesse predittive che per altri temi (per esempio immigrazione irregolare), c'è un conflitto aperto tra il Governo (e la normativa) federale e i singoli Stati.
Il giudice Christopher Barry-Smith però ha giudicato insufficiente questa interpretazione fornita dagli avvocati di Kalshi, affermando che la supervisione federale dei derivati non preclude il potere degli Stati di regolamentare attività che rientrano nella loro definizione di gioco d’azzardo.
Secondo il giudice però i mercati sportivi di Kalshi “camminano e parlano ” come scommesse sportive a tutti gli effetti, non come strumenti finanziari atipici.
Kalshi aveva offerto contratti sportivi senza licenza statale, anche dopo avvisi regolatori e azioni di enforcement in altri Stati.
Se Kalshi vuole operare legalmente nel campo delle scommesse sportive, deve ottenere una licenza dal Massachusetts Gaming Commission.
La injunction – che entrerà pienamente in vigore se i tribunali inferiori e la Corte d’Appello non la sospendono – potrebbe richiedere a Kalshi di implementare la geolocalizzazione tecnica per bloccare agli utenti del Massachusetts l’accesso alle piattaforme di prediction dei risultati sportivi.
La decisione del Nevada Gaming Control Board
Kalshi non è l’unico operatore a vivere un momento difficile. Anche Polymarket è finita nel mirino delle autorità: il 16 gennaio il Nevada Gaming Control Board ha avviato un’azione civile di enforcement contro la piattaforma. Dopo tale decisione anche Fanduel ha deciso di lasciare il Nevada.
Secondo l’autorità di regolazione dello Stato, Polymarket gestisce un mercato di derivati e contratti su eventi offerti tramite app mobile anche ai residenti del Nevada. Per il Board, la vendita di contratti su eventi sportivi — e di altri eventi analoghi — rientra a pieno titolo nell’attività di scommessa prevista dalla legge statale, e richiede quindi una licenza specifica.
Un gennaio complicato, dunque, per i mercati predittivi. In Portogallo, Polymarket ha ricevuto un ordine di cessazione dell’attività alla vigilia delle elezioni nazionali (secondo turno). In Ucraina, invece, le autorità hanno imposto ai provider internet di bloccare l’accesso al sito della piattaforma.
Segnali diversi, da Paesi diversi, ma tutti nella stessa direzione: quando il confine tra previsione e scommessa diventa troppo sottile, è la legge e i giudici a intervenire.
La posizione dei singoli Stati
| Stato | Tipo di intervento | Autorità |
|---|---|---|
| New Jersey | Stop su contratti NCAA | Division of Gaming Enforcement |
| New York | Cease-and-desist | Procuratore generale statale |
| Illinois | Ordine di blocco | Gaming Board (ente regolatore) |
| Maryland | Divieto amministrativo | Lottery & Gaming (ente regolatore) |
| Ohio | Enforcement formale | Casino Control Commission (ente reg.) |
| Nevada | Contestazione per gioco non autorizzato | NGCB (ente regolatore) |
| Massachusetts | Sentenza di sospensione attività | Giudice Contea di Suffolk |
Perché per i singoli Stati sono scommesse
Questa è solo la punta dell'iceberg. I contratti sugli eventi sportivi hanno portato i mercati predittivi sotto i riflettori, ma allo stesso tempo hanno acceso una lunga serie di contenziosi legali che coinvolgono società come Kalshi, Crypto.com e Polymarket.
A muoversi con maggiore decisione sono stati soprattutto quegli Stati in cui le scommesse sportive sono già legali. Secondo le autorità locali, i contratti sugli eventi sportivi non sarebbero altro che scommesse mascherate da strumenti finanziari e, come tali, dovrebbero essere soggetti alle stesse regole e licenze dei bookmaker tradizionali.
In sostanza, gli Stati stanno applicando un principio semplice: se qualcosa cammina come un’anatra e starnazza come un’anatra, allora è un’anatra. E questa linea, finora, sta funzionando.
Con l’ingiunzione contro Kalshi, le piattaforme di mercati predittivi hanno collezionato sei sconfitte legali consecutive a livello statale in Massachusetts, Maryland, Ohio e Nevada.
Lo stesso giudice Barry-Smith ha richiamato esplicitamente questa logica nella sua decisione, osservando che Kalshi offre scommesse multiple (chiamate “combo” nel linguaggio dei mercati predittivi), puntate sui singoli giocatori e che la piattaforma «riproduce altre esperienze di gioco digitale» e utilizza una terminologia tipica del gambling.
Europa: paesi meno ambigui, più repressivi
Se gli Stati Uniti sono un campo di battaglia giuridico e c'è lo scontro politico e legale sui due livelli (federale e statale), in Europa è tutto più lineare perché la politica dell'Unione Europea, in materia di gambling, è sempre stata quella di riconoscere piena autonomia normativa ai paesi membri. Quindi non c'è uno scontro tra Bruxelles e gli stati.
Avendo oramai regolamentato il gioco online e terrestre in maniera compiuta, i paesi dell'Unione hanno una posizione molto restrittiva verso Polymarket e le altre piattaforme.
In linea solo teoria può convivere il doppio approccio molto simile a quello degli USA, ma nella realtà è l'aspetto gambling a prevalere nel Vecchio Continente.
Le due grandi qualifiche giuridiche in Europa:
- Finanziario (derivati / binary options)
- Qui pesa l’eredità delle restrizioni ESMA sulle opzioni binarie retail
- Gambling (licenze nazionali)
- Se c’è posta in denaro serve una licenza statale
Viene seguito più il secondo modello per ragioni di convenienza non solo per gli Stati ma anche per le stesse piattaforme. Ma cerchiamo di analizzare più nel dettaglio.
Giochi e Scommesse - Molti Stati UE trattano i prediction markets come scommesse su eventi (politica, sport, cronaca, ecc.). Se il sito non ha una licenza di gioco nazionale (o non rientri nelle tipologie ammesse), l’offerta è considerata gioco illegale e viene contrastata con strumenti tipici: blacklist, ISP blocking, payment blocking, diffide, sanzioni.
Esempio molto chiaro: in Francia si è registrato un grosso scandalo dopo l'elezione di Donald Trump con una balena francese (in gergo si indica per "balena" uno scommettitore high roller molto ricco) che vinse 85 milioni di euro sulle elezioni presidenziali . La reazione delle autorità transalpine è stata immediata con un'ingiunzione a Polymarket a fine 2024 e il sequestro della vincita.
L’ANJ ha comunicato che, dopo il suo intervento, Polymarket ha smesso di offrire servizi sul territorio francese e ricorda poteri di blocco e profili penali legati all’offerta di gioco illegale.
Strumento finanziario/derivato (più raro in UE) - Qui la domanda è: il contratto è un derivato (o comunque un “financial instrument”) e la piattaforma è una trading venue soggetta a regole tipo MiFID/MiFIR, le due direttive europee emesse nel 2014 che costituiscono il quadro normativo dell'UE, in vigore dal 2018, per disciplinare i mercati finanziari, aumentare la trasparenza, migliorare l'efficienza e rafforzare la tutela degli investitori. Nella UE questa interpretazione è più complicata nella pratica, perché i contratti sugli eventi sportivi e politici delle scommesse predittive spesso non hanno un inquadramento lineare come strumenti finanziari retail.
Nel Regno Unito invece il dibattito è più esplicito: l’analisi distingue fra prodotti “finanziari” e prodotti “gambling” (su eventi sportivi/politici) e sottolinea che il perimetro cambia a seconda della natura del contratto e del rischio per i consumatori.
Unione Europea: perché non esiste una regola unica
Nell’Unione Europea non c’è (ancora) una disciplina unica dei prediction markets: la materia, quando è “gioco”, resta fortemente nazionale (licenze, palinsesti ammessi, divieti su politica, ecc.). La linea della Commissione di Bruxelles è sempre stata di rispettare l'autonomia dei singoli stati in materia gambling fin dai primi anni 2000. Solo la Corte di Giustizia Europea è intervenuta per importanti sentenze ma per tutelare alcuni principi dei Trattati UE come la libertà di impresa e di stabilimento.
Quindi, anche se una piattaforma è “globale” come Polymarket e Kalshi, in Europa si scontra con 27 regimi diversi più enforcement locale (ISP, pagamenti, advertising). Questo spiega l’ondata di blocchi/azioni nazionali vista tra fine 2024 e 2026.
I provvedimenti dei singoli paesi europei
Questi Stati hanno intrapreso provvedimenti ufficiali, quali blocco dell’accesso, ordini di cessazione, blacklisting o restrizioni specifiche, nei confronti di piattaforme tipo Polymarket:
Come potete notare in Europa non esiste un “caso Kalshi”: nessun regolatore ha accettato seriamente la tesi “derivato finanziario retail”. Almeno fino ad ora. In Italia, invece, come abbiamo potuto analizzare, esiste un modello ibrido: le piattaforme sono visibili (per tutelare il diritto di informazione) ma non è possibile fare trading.
Sintetizziamo in una tabella le varie posizioni:
Paese Tipo di provvedimento Autorità coinvolta Motivazione / base legale Effetto operativo
Portogallo Ordine di cessazione + blocco accesso SRIJ (Serviço de Regulação e Inspeção de Jogos) Betting politico illegale, operatore senza licenza Polymarket chiuso in 48 h, blocco ISP
Romania Blacklist nazionale ONJN (National Office for Gambling) Scommesse non autorizzate su elezioni Polymarket bloccato
Francia Geo-blocco / blocco accesso ANJ (Autorité Nationale des Jeux) Offerta gioco senza licenza Accesso non disponibile ai residenti
Belgio Registro operatori proibiti Belgian Gaming Commission Violazione Gambling Act (no licenza) Polymarket è illegale
Polonia Blocco / restrizioni Ministero delle Finanze polacco Attività come scommesse non autorizzate Accesso limitato/barrato
Ungheria Ban / ISP blocks (segnalato) Autorità regolatoria nazionale Wagering organizzato non autorizzato Accesso barrato
Ucraina Blocco piattaforma National Commission for Regulation of Electronic Communications Ritenuto gambling illegale Polymarket incluso in lista bloccati
La normativa in Gran Bretagna
Il Regno Unito merita un discorso a parte. La Financial Conduct Authority (FCA) ha vietato in modo permanente le binary options ai clienti retail come in Italia e in Europa.
Traduzione brutale: le prediction markets in formato sì/no non passano (opzioni binarie).
Risultato: nel Regno Unito non è facile operare per le piattaforme sia lato gambling (non hanno le licenze) sia come piattaforme di trading finanziario.
Il Portogallo banna Polymarket durante le elezioni politiche
In Portogallo, la politica ha incrociato ancora una volta la strada dei mercati predittivi. E l’incontro non è passato inosservato.
Il candidato socialista António José Seguro ha chiuso il primo turno delle elezioni generali in testa con il 31 per cento dei voti. Alle sue spalle, con il 24 per cento, il leader dell’estrema destra André Ventura. Nessuno dei due, però, ha raggiunto la soglia del 50 per cento necessaria per la vittoria immediata. Si andrà dunque al ballottaggio: una seconda partita, riservata solo ai primi due.
Fin qui, normale democrazia. Ma nelle ore che hanno preceduto la chiusura dei seggi è successo qualcosa che ha attirato l’attenzione delle autorità.
Sulla piattaforma di mercati predittivi Polymarket, le quote su Seguro hanno iniziato a salire in modo repentino. Nel primo pomeriggio la sua probabilità implicita era intorno al 60 per cento. Alle sei di sera, circa un’ora prima della chiusura dei seggi, aveva già raggiunto il 95 per cento. Poco dopo, mentre circolavano le prime proiezioni degli exit poll ma prima dei risultati ufficiali, sfiorava la certezza assoluta.
In quella breve finestra temporale, secondo l’emittente portoghese Renascença, sono stati puntati oltre 4 milioni di euro sui mercati elettorali della piattaforma. Una cifra sufficiente a sollevare interrogativi: qualcuno sapeva già come sarebbe andata a finire?
Non ci sono prove di insider trading. Le proiezioni degli exit poll hanno iniziato a circolare più o meno nello stesso momento dell’impennata delle quote. È possibile che il mercato abbia semplicemente fatto ciò che fanno tutti i mercati: assorbire rapidamente nuove informazioni. Resta però aperta una domanda, che non riguarda la finanza ma la trasparenza: quelle informazioni erano pubbliche per tutti?
A intervenire è stato il regolatore del gioco portoghese, lo SRIJ, che ha ordinato a Polymarket di cessare immediatamente l’attività nel Paese. Secondo l’autorità, la piattaforma è illegale: la normativa nazionale consente solo scommesse sportive, giochi da casinò e corse ippiche con licenza. Non esistono, in Portogallo, mercati autorizzati per puntare sugli esiti politici. Lo stesso regolatore ha ammesso di essersi accorto solo di recente dell’operatività della piattaforma.
Le scommesse predittive non sono un gioco, ma per i Governi europei sono una cosa seria. Le quattro principali ragioni sono:
- influenzano percezione politica (come sondaggi possono orientare l'opinione pubblica)
- muovono capitali globali
- pongono problemi seri riguardo le dipendenze da gioco e la tutela dei minori
- è molto labile il confine tra opinione, informazione, gambling e speculazione
Per questo i regolatori non stanno più a guardare ma intervengono.

Come funzionano nella realtà i prediction market
Sono nati come siti di informazione (per questa ragione operavano in una zona grigia) e di sondaggistica politica, ma hanno preso una deriva ben diversa e oramai si comportano come propri e veri siti di scambio scommesse, seppur con tecnologia decentralizzata blockchain. A differenza dei bookmakers, il banco è gestito dagli utenti, è attraverso lo scambio delle previsioni degli utenti che viene fissato un "prezzo" espresso in probabilità. Le piattaforme guadagnano sulle commissioni applicate alle transazioni, proprio come nel betting exchange di Betfair.
Il meccanismo è semplice, quasi brutale nella sua trasparenza. Prendiamo su Polymarket il mercato sulle scommesse predittive (aggiornata al 25 gennaio 2026 alle 9:41) sulle Presidenziali USA 2028 che ha già raccolto scambi per oltre 214,1 milioni di dollari.

Secondo la Costituzione USA, Donald Trump non potrebbe ricandidarsi perché non è consentito il terzo mandato. Per i suoi sostenitori però la norma dovrebbe essere interpretata diversamente (secondo il movimento MAGA dovrebbe riguardare due mandati consecutivi). In ogni caso, per gli utenti di Polymarket, Trump ha il 3,2% di essere riconfermato.
Per l'esattezza il prezzo è di 3,2 centesimi (incontro tra domanda e offerta). Cosa vuol dire? Innanzitutto se dovessimo ragionare secondo quote decimali tradizionali, le probabilità la quota dovrebbe essere del 31,25.

Sulla piattaforma si stabilisce il valore del contratto, in genere 1 dollaro.
Nel caso quindi di scommessa da 1 dollaro su Trump, la vincita potenziale netta sarebbe di 30,30 circa (c'è da calcolare anche la commissione).
Ma si può fare anche il contrario, ovvero come in una piattaforma di Betting Exchange si può dire NO all'elezione di Trump e bancare l'ipotesi (seppur finanziariamente più impegnativa 1:31 circa).

Per vincere circa 1 dollaro, devo coprire il rischio della bancata per 96,9 punti.
Come potete vedere, sono scommesse nel vero senso della parola e come tali andrebbero regolamentate. I sostenitori dei prediction markets però cercano di far leva (anche per convenienza) sull'aspetto puramente informativo.
In questo caso abbiamo un vero sondaggio con il vice-presidente degli Stati Uniti JD Vance che ha il 27% su un campione già importante. La liquidità del denaro scambiato è superiore ai 214 milioni di dollari.
Aggregazione dell'informazione
Lo scopo dichiarato di questi strumenti è anche l’aggregazione dell’informazione. L’idea di fondo è che un mercato, quando è liquido e aperto, riesca a produrre previsioni più affidabili di un sondaggio, perché costringe chi partecipa ad assumersi un rischio economico. Non basta “pensarla giusta”: bisogna crederci abbastanza da metterci dei soldi.
La struttura dei contratti invece induce a pensare che siano più strumenti finanziari. Se l’evento si verifica, il contratto scade a valore pieno (1). Se non si verifica, vale zero.
Nel mezzo c’è il trading: le posizioni possono essere chiuse in anticipo, monetizzando una previsione azzeccata o limitando una lettura sbagliata. Esattamente come in un mercato finanziario e nei betting exchange, solo che il sottostante non è un’azione o una commodity, ma un fatto del mondo reale.
Le applicazioni più diffuse sono note: elezioni politiche, competizioni sportive, dati macroeconomici, eventi culturali e mediatici. È proprio questa espansione tematica ad aver acceso il dibattito regolatorio.
In sintesi, i mercati predittivi sono anche uno strumento formidabile di trading sugli eventi futuri. Vince chi legge meglio la realtà, chi intercetta prima l’informazione rilevante, chi capisce quando il mercato sta sbagliando. Ed è anche per questo che, man mano che si avvicinano sempre di più alle scommesse tradizionali, diventa sempre più difficile continuare a far finta che non lo siano.
Le scommesse predittive hanno come tutte le scommesse degli elementi di azzardo, ma sono anche uno strumento di trading. Per molti utenti esperto non c’entra la fortuna, il colpo di testa o la giocata “a sentimento”. Qui si parla di un meccanismo diverso: trasformare informazioni, opinioni e dati in una probabilità numerica. In altre parole, dare un prezzo al futuro.
Il giusto approccio ai mercati
Una scommessa predittiva non è dire “secondo me succede X”. È chiedersi: con quale probabilità reale succederà X? E soprattutto: quanto sono disposto a rischiare per dimostrarlo?
Il principio che li regge - come vi abbiamo raccontato - è noto come saggezza della folla. Quando migliaia di persone, con competenze e informazioni diverse, mettono denaro su un evento, il risultato finale tende a essere sorprendentemente accurato, almeno in teoria. Spesso più di una singola analisi, più di un sondaggio, più di un esperto isolato.
Il mercato, in sostanza, non ha opinioni: ha prezzi. E quei prezzi raccontano una storia.
Perché sono strumenti potenti
Al di là del possibile guadagno economico, i mercati predittivi servono soprattutto a questo:
- Ridurre i pregiudizi: il denaro è un eccellente antidoto alle illusioni.
- Aggregare informazioni: statistiche, notizie, intuizioni e analisi finiscono tutte in un unico indicatore.
- Migliorare le previsioni: su eventi complessi, incerti e dinamici, pochi strumenti si sono dimostrati altrettanto efficaci.
Non prevedono il futuro per magia. Lo fanno perché costringono le persone a essere oneste con la realtà. E la realtà, quando viene messa a prezzo, tende a emergere con una chiarezza sorprendente.
Su queste piattaforme convivono trader finanziari, insider, esperti di geopolitica e finanza, semplici appassionati, scommettitori, sport trader (come su Betfair Exchange), crypto trader.
Quando i mercati non funzionano
Come in tutti i mercati più ordini ci sono e più c'è liquidità. Più c'è liquidità e i prezzi sono più efficienti, come avviene nel Betting Exchange. Il vero pericolo è avere mercati poco liquidi. In questo caso le informazioni non sono così corrette, i prezzi e le probabilità non sono così corrispondenti alla realtà. Inoltre, ci sono trader che manipolano i mercati e cercano di influenzare le probabilità quando i mercati sono poco liquidi.
Il problema è che i media, soprattutto negli Stati Uniti, stanno dando troppa rilevanza alle previsioni che emergono da queste piattaforme, a volte nascono titoloni anche quando le previsioni non sono così attendibili.
Potete capire da questo semplice meccanismo che lo strumento si presta al trading, come succede per i cold traders nei mercati ippici, in Gran Bretagna su Betfair Exchange (che è un Exchange sportivo di scommesse tradizionali che opera con regolare concessioni e licenze nei paesi europei). Lo stesso avviene negli altri sport.
Nelle scommesse predittive però la speculazione è più accentuata e in mercati non regolamentati. Questo sarà il tema centrale del 2026 perché questi strumenti si prestano (considerando anche la natura dei mercati aperti) a potenziali e palesi insider trading. Pensiamo al Venezuela. Da Washington, è probabile, che un ristretto gruppo di persone conosca già il futuro dello stato dell'America Latina o comunque, conosca le reali intenzioni di Trump e del suo governo. E su Polymarket spuntano come funghi scommesse sul futuro del paese sudamericano e non solo.
Futarchia: quando il mercato sostituisce la politica
C'è un livello ulteriore, quasi vertiginoso, nell'analisi dei prediction markets. Se questi strumenti sono davvero così precisi nel prevedere il futuro, perché ci limitiamo a usarli per scommettere? Perché non li usiamo per governare?
È la tesi provocatoria della Futarchia (Futarchy), teorizzata dall'economista della George Mason University Robin Hanson. Il suo motto è scolpito nella pietra miliare della teoria libertaria: "Vote on values, bet on beliefs" (Vota sui valori, scommetti sulle credenze).
Licenziare il governo se il PIL non sale
Nel sistema democratico attuale, votiamo i politici basandoci sulle loro promesse ("Abbasserò le tasse e il PIL salirà"). Ma raramente pagano il conto se le promesse si rivelano false.
Nella Futarchia di Hanson, il meccanismo verrebbe capovolto:
- Il popolo vota l'obiettivo (il Valore): Vogliamo che il PIL cresca del 3%.
- Il mercato decide la strategia (la Credenza): Si aprono due mercati predittivi. Uno scommette sul PIL futuro se viene approvata la legge A, l'altro se viene approvata la legge B.
Se il mercato dice che con la legge A il PIL sarà più alto, la legge A diventa automaticamente esecutiva. I politici diventano meri esecutori, mentre gli speculatori diventano i veri legislatori. L'idea è che gli speculatori, rischiando i propri soldi, abbiano un incentivo brutale a non mentire sull'efficacia di una politica, a differenza dei parlamentari o dei burocrati.
Il lato oscuro: gli "Assassination Markets"
Ogni utopia tecnologica ha la sua ombra distopica. Nel caso dei mercati predittivi, l'ombra ha un nome inquietante: Assassination Markets (Mercati degli Assassini).
Teorizzati dal cripto-anarchico Jim Bell negli anni '90, rappresentano l'estrema deriva etica del settore. Se è possibile creare un mercato anonimo sulla data di morte di un leader politico o di un dittatore, quel mercato diventa automaticamente una taglia sulla sua testa.
Il meccanismo è agghiacciante: se scommetto che il Leader X morirà domani, e poi lo uccido io stesso, incasso la vincita. La scommessa diventa il pagamento per il sicario, impossibile da tracciare e finanziato in crowdfunding da chiunque odi quella figura politica.
Per quanto estremo, questo scenario non è più fantascienza. Su piattaforme decentralizzate incensurabili, sono già apparsi mercati sulla morte di personaggi pubblici (spesso rimossi rapidamente dalle interfacce utente, ma tecnicamente immutabili sulla blockchain). È il confine ultimo dove la libertà di mercato incontra il codice penale e l'etica umana: tutto può essere prezzato? O ci sono futuri che non dovrebbero mai avere una quota?
La famiglia Trump protagonista nei prediction market: c'è conflitto di interessi?
In questo contesto si inserisce il crescente coinvolgimento della famiglia Trump, non solo come investitore passivo, ma come protagonista attivo — con impatti significativi sul settore e sulle discussioni regolatorie.

Donald Trump Jr.: consulente e ponte con i mercati predittivi
Uno dei nodi più importanti del coinvolgimento dei Trump nei prediction markets è il ruolo di Donald Trump Jr.:
- Consulente strategico di Kalshi: Trump Jr. è stato nominato consulente strategico di Kalshi, una delle principali piattaforme di prediction markets statunitensi regolamentate dalla Commodity Futures Trading Commission (CFTC).
- Investitore e advisor di Polymarket: Attraverso la sua società di venture capital, Trump Jr. è coinvolto anche in Polymarket, partecipando al board di advisory e sostenendo investimenti significativi verso la piattaforma.
Questa presenza diretta della famiglia Trump in due dei principali operatori globali nel segmento predittivo ha attirato l’attenzione di osservatori e regolatori, non solo per i potenziali ritorni finanziari ma anche per i possibili conflitti di interesse politico-economici.
Le nomine di Trump Jr sono arrivate dopo i consistenti investimenti in Kalshi e Polymarket da parte di un fondo vicino al movimento MAGA: 1789 Capital.
Truth Predict: il salto nel mercato predittivo di Trump Media
Oltre a investimenti e incarichi prestigiosi, la famiglia Trump è entrata direttamente nel mercato delle scommesse predittive digitali con un progetto proprio:
Truth Predict è un nuovo servizio annunciato da Trump Media & Technology Group (TMTG) — la società che controlla il social network Truth Social — che integrerà scommesse predittive basate su criptovalute direttamente nella piattaforma social. Gli utenti potranno puntare sui risultati di eventi politici, sportivi e altri futuri, utilizzando token e tecnologia blockchain.
Secondo i dirigenti del progetto, l’obiettivo non è solo l’intrattenimento, ma la “democratizzazione dell’informazione”: cioè trasformare l’aggregazione collettiva delle opinioni in segnali economici e probabilistici.
La piattaforma nasce da una partnership con Crypto.com, uno dei principali exchange di criptovalute globali, ed è pensata come un modo innovativo di combinare social network, blockchain e prediction markets in un’unica esperienza digitale.
Implicazioni regolatorie e dubbi etici
La crescente influenza dei Trump in questo settore solleva interrogativi normativi e di integrità dei mercati:
- Sotto l'Amministrazione Trump, a livello federale, si è assistito a una svotla regolatoria positiva rispetto al precedente Governo Biden che si era schierato contro le nuove piattaforme.
- Alcuni osservatori hanno espresso preoccupazione per possibili conflitti di interesse: ad esempio se decisioni politiche della Presidenza o politiche pubbliche potessero avere impatti economici su mercati dove la famiglia Trump ha posizioni dirette, creando un possibile “vantaggio informato”.
- Episodi come grandi profitti anomali su Polymarket prima di eventi geopolitici (come la rimozione di dittatori o operazioni militari) hanno riacceso il dibattito su insider trading e trasparenza nelle scommesse predittive.
L’ingresso diretto di un brand politico e mediatico come quello della famiglia Trump nei prediction markets parla di una tendenza più ampia: quella di trasformare la previsione degli eventi futuri — che un tempo era dominio di sondaggisti e analisti — in veri e propri mercati economici aperti a tutti.
Ciò apre nuovi canali di partecipazione economica e sociale, ma pone anche sfide normative e di governance: come garantire equità, prevenire abusi e definire il confine tra scommesse predittive, trading finanziario e gioco d’azzardo.
Il fondo vicino alla famiglia Trump che ha investito sia in Polymarket che ha collegamenti con Kalshi è 1789 Capital.
1789 Capital — il fondo collegato alla famiglia Trump
1789 Capital Management, LLC è una venture capital firm americana con sede a Palm Beach, Florida. Tra i partner figura Donald Trump Jr., figlio dell’attuale presidente degli Stati Uniti, che è coinvolto attivamente nella gestione e nelle strategie del fondo.
👉 Caratteristiche principali di 1789 Capital:
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- È stata fondata nel 2022 da Omeed Malik, Rebekah Mercer e Chris Buskirk, con la vocazione di investire in aziende e tecnologie allineate a valori conservatori (“anti-ESG”).
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- Donald Trump Jr. è partner della società, e la presenza del suo nome ha dato al fondo grande visibilità e collegamenti politici.
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- Nel 2025 il fondo ha gestito asset significativi (oltre 800 milioni di dollari), concentrandosi su imprese emergenti della finanza alternativa e tecnologia.
📍 1789 Capital e i prediction markets
🚀 Investimento in Polymarket:
1789 Capital ha effettuato un investimento multimilionario in Polymarket (nell’ordine dei “double-digit millions”, cioè milioni a due cifre), uno dei principali prediction markets al mondo, e contestualmente Donald Trump Jr. è entrato nel board consultivo della società.
📈 Ruolo in Kalshi:
Parallelamente, Trump Jr. è stato nominato strategic advisor di Kalshi, la principale piattaforma concorrente di Polymarket negli Stati Uniti, senza che risulti un investimento diretto del fondo 1789 Capital in Kalshi (almeno secondo le informazioni pubbliche disponibili).
💡 Quindi, il legame con entrambi i principali operatori dei prediction markets — Polymarket e Kalshi — passa soprattutto tramite Donald Trump Jr. e la sua posizione in 1789 Capital, che ha investito in Polymarket e che ha portato Trump Jr. come figura di riferimento anche in Kalshi.
📌 Perché è rilevante
Questo legame tra un fondo connesso alla famiglia Trump e i principali operatori dei prediction markets ha attirato attenzione per vari motivi:
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- Potenziali implicazioni regolatorie negli USA, dove la normativa sui mercati predittivi è in evoluzione e altamente politica.
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- Possibili discussioni di conflitto d’interesse, dato che le decisioni politiche e regolatorie potrebbero influenzare lo sviluppo di questi mercati.
I rischi di insider trading: il caso dell'arresto di Maduro
I prediction market, per l'oggetto delle scommesse, aprono però un rischio potenziale enorme per episodi di insider trading. Uno degli esempi più lampanti lo si è registrato con l'arresto (per alcuni osservatori è in realtà un rapimento di un capo di stato) del Presidente del Venezuela Nicolas Maduro.
Su Polymarket, alcuni account hanno iniziato a scommettere sul blitz e l'arresto di Maduro poche ore prima che iniziasse l'operazione segreta delle forze speciali USA nel paese sudamericano.
Il fatto è che, da quanto è stato aperto il mercato sull'eventuale cattura del presidente venezuelano entro il 31 gennaio, le probabilità fornite erano veramente basse. L'evento era giudicato improbabile. Ma a poche ore, dal blitz delle forze speciali statunitensi a Caracas, su Polymarket improvvisamente le probabilità si sono mosse e l'evento - in modo del tutto improvviso e "inaspettato" - è diventato sempre più probabile, mentre sulle altre piattaforme tutto è rimasto invariato.
I numeri parlano da soli e "prevedono" il futuro: un account creato da poche ore ha investito 30.000 dollari e ne ha incassati oltre 436.000. Non un colpo di fortuna, ma pare un’operazione chirurgica, piazzata con un tempismo che inquieta da qualche ben informato. E' partita anche la caccia alle streghe: alcuni hanno puntato il dito su funzionari vicini a Trump, mentre esponenti vicini all'amministrazione USA ha accusato insider venezuelani (lo sapevano prima?).
Che l'insider trading sia uno dei pericoli dei mercati delle scommesse predittive è come scoprire l'acqua calda, ma dopo questo episodio, è scattata la spia rossa.
Uno dei dettagli rivelatori è il confronto con piattaforme concorrenti come Kalshi, dove fino all’ultimo le probabilità restavano basse, quasi indifferenti al terremoto imminente.
Due mercati, due letture della realtà diverse. E una domanda inevitabile: chi sapeva cosa, e quando?
C'è da fare anche una precisazione: Kalshi tratta lo scambio delle previsioni degli utenti come strumenti finanziari ed è sotto la vigilianza di una agenzia federale, la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) che vigila sui prodotti derivati (così sono trattati i mercati previsionali anche per parte degli Stati negli USA). Quindi è molto più difficile mettere in atto operazioni che potrebbero destare sospetto. Il rischio concreto è di finire in galera.
Polymarket è ancora in un limbo regolatorio. Al momento opera in una sorta di mercato non regolamentato, ma è prossimo alla vigilanza della commissione federale CFTC.
L'uso di informazioni riservate
Tra i trader sono note pratiche opache di alcuni utenti: dal “wash trading” per gonfiare artificialmente i volumi, fino a scommesse sospettosamente accurate su eventi tecnologici, decisioni aziendali, perfino aggiornamenti degli algoritmi delle piattaforme e dei motori di ricerca. Ogni volta, la stessa ombra: l’uso di informazioni riservate da parte di alcuni account, visto che c'è il problema - sulla maggior parte di queste piattaforme - degli account anonimi.
Il caso Maduro però alza l’asticella. Qui non si parla di utili trimestrali o lanci di prodotto, ma di un’operazione militare e di un arresto geopoliticamente esplosivo che conoscevano in pochi. È il punto in cui il mercato smette di essere un termometro e rischia di diventare un insider club.
La proposta di legge per limitare i politici
Non a caso, il deputato democratico Ritchie Torres ha annunciato una nuova proposta legislativa, il Public Integrity in Financial Prediction Markets Act del 2026, con l’obiettivo di vietare o limitare la partecipazione di funzionari pubblici e figure politiche a questi mercati. Il principio è semplice: chi ha accesso al potere non dovrebbe poter monetizzare l’anticipo delle sue decisioni.
I mercati di previsione nascono come strumenti di trasparenza, capaci — almeno in teoria — di prevedere il futuro meglio dei sondaggi e delle intelligence tradizionali. Ma quando il futuro diventa una fonte di rendita per pochi ben informati, la linea tra previsione e manipolazione si fa pericolosamente sottile. E a quel punto, più che il mercato, è la democrazia a chiedere garanzie.
Prediction Markets: le piattaforme principali
Come abbiamo visto, i prediction markets (mercati predittivi) sono mercati in cui gli utenti acquistano e vendono contratti finanziari che pagano in base all’esito di eventi reali — come elezioni politiche, risultati economici, sport, ecc. — con l’obiettivo di tradurre in prezzi la probabilità implicita di un evento. Scopriamo i principali attori, le piattaforme più importanti.

Polymarket
Polymarket - come avete intuito - è la piattaforma americana di prediction market basata su tecnologia blockchain, fondata nel 2020 da Shayne Coplan con sede a New York City. A differenza dei bookmaker online tradizionali, Polymarket offre un mercato decentralizzato di previsioni in cui gli utenti possono comprare e vendere quote (“shares”) relative all’esito di eventi futuri — dalla politica e dalle economia reale, fino allo sport, meteo e cultura pop — utilizzando stablecoin (USDC) sulla rete Polygon, un layer di scaling di Ethereum.
La struttura operativa di Polymarket è intrinsecamente decentralizzata e cripto-native, con le transazioni sui mercati che avvengono on-chain e i prezzi delle quote che riflettono la probabilità implicita degli esiti sulla base della “saggezza della folla”. Gli utenti acquistano posizioni “Yes” o “No” e, in caso di esito corretto, ogni quota si risolve a 1 $ di USDC, mentre quelle errate scadono a zero — un meccanismo simile a un contratto binario che funge da segnale di probabilità in tempo reale.
Polymarket ha attratto investimenti istituzionali significativi, incluso un accordo con Intercontinental Exchange (ICE) — proprietario della Borsa di New York — che ha portato un impegno fino a 2 miliardi di dollari, valutando la piattaforma attorno agli 8 miliardi e segnando uno dei maggiori endorsement da parte di una istituzione finanziaria tradizionale nel settore dei prediction market blockchain.
Regolatori e mercati hanno però rappresentato un terreno complesso: dopo un primo accordo con la CFTC nel 2022 che aveva limitato l’accesso degli utenti Usa a causa di questioni di registrazione, Polymarket ha compiuto passi verso la conformità regolatoria acquisendo un exchange di derivati licenziato (QCEX) per tornare pienamente operativa negli Stati Uniti e ampliare la sua portata in mercati regolamentati.
In sintesi, Polymarket si posiziona come il più grande prediction market al mondo basato su blockchain, combinando tecnologia Web3, liquidità cripto e segnali di mercato collettivi per trasformare eventi futuri in asset negoziabili, ma operando sempre nel filo tra innovazione finanziaria e complessità normativa globale.

La moneta che tiene insieme tutto è USD Coin (USDC), una stablecoin ancorata al dollaro statunitense. È il carburante silenzioso della piattaforma: deposito, mezzo di scambio e strumento di liquidazione. Ogni contratto passa da lì, come se fosse un dollaro digitale che scorre più veloce e senza intermediari. L’infrastruttura tecnica si appoggia a reti come Polygon, scelta per costi ridotti e rapidità di esecuzione: caratteristiche fondamentali quando il mercato deve reagire in tempo reale a una breaking news o a un risultato elettorale.
Tutto funziona tramite smart contract. Niente discrezionalità, niente cassa. Se l’evento accade, il pagamento è automatico. Una logica binaria, quasi matematica: sì oppure no. 1 o 0. È questa semplicità a rendere Polymarket globale e immediata, capace di attirare utenti da ogni parte del mondo, anche se non tutte le giurisdizioni la guardano con favore. Alcuni Paesi e diversi stati americani, così come mercati regolatori più rigidi come Francia, Regno Unito o Singapore, ne limitano o ne bloccano l’accesso diretto, ricordando che la linea di confine tra previsione finanziaria e scommessa resta, politicamente, molto sensibile.
Il dipartimento di Giustizia e l'archiviazione
La vera svolta, però, non è tecnologica. È normativa, come abbiamo poc'anzi accennato. Nel 2022 Polymarket aveva dovuto chiudere le porte agli utenti statunitensi dopo un intervento della Commodity Futures Trading Commission, che contestava l’operatività senza registrazione. Multa, stop forzato, uscita dal mercato più ricco del mondo. Per una piattaforma nata negli USA era quasi un esilio.
La politica negli USA influenza tutto, anche il business e la giustizia, il Presidente ha - tra i suoi poteri - anche una grossa influenza (con nomine ad hoc) dei Procuratori Generali federali del Dipartimento di Giustizia e, sotto l'amministrazione Biden, Polymarket non se l'è passata bene. Nel 2024, un blitz dell'FBI su mandato proprio del DOJ, ha destabilizzato l'azienda.
Per fortuna per la piattaforma, nel luglio 2025 il Dipartimento di Giustizia (DOJ) e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) hanno ufficialmente archiviato le indagini civili e penali sulla società senza procedere a nuove accuse.
Le indagini erano state avviate dopo che nel 2024 Polymarket aveva ricevuto la visita dell’FBI e subito perquisizioni per sospetti di aver continuato ad accettare scommesse da utenti negli Stati Uniti, nonostante l' accordo precedente con la CFTC del 2022 che le aveva imposto di cessare l’attività negli USA e pagare una multa di 1,4 milioni di dollari per aver operato come mercato di derivati senza registrazione.
Il cuore dell’accusa era che Polymarket avrebbe violato quell’accordo continuando ad accedere al mercato statunitense — una potenziale infrazione sia sotto il profilo civile che penale.
Nessuna incriminazione
Con l'amministrazione Trump, il vento è cambiato. Nell’estate del 2025, sia il DOJ sia la CFTC hanno notificato a Polymarket la chiusura delle rispettive inchieste e la decisione di non formulare nuove accuse. Si è trattato di un importante colpo di scena, soprattutto considerando che una delle indagini includeva anche una componente penale.
Le autorità non hanno rilasciato dettagli sull’esito delle indagini o sui motivi specifici della decisione, ma l’epilogo ha segnato la fine di mesi di incertezza normativa per l’azienda.
Verso il ritorno negli USA a pieno regime
La chiusura delle indagini è arrivata in un momento di forte crescita per la piattaforma e di cambiamento regolatorio nel settore dei mercati predittivi.
Non molto tempo dopo, Polymarket ha concluso l’acquisizione della borsa di derivati e clearinghouse americana QCX per circa 112 milioni di dollari — una mossa strategica fondamentale per rientrare nel mercato statunitense in modo conforme alle normative della CFTC.
Di fatto, Polymarket non solo ha evitato accuse penali o civili, ma ora è sulla strada per ristabilire la sua presenza negli USA in un contesto normativo più rigoroso e formalmente approvato.
Tre anni dopo, il ritorno. Nel novembre 2025 la CFTC ha concesso a Polymarket un via libera formale, un Amended Order of Designation che le consente di rientrare negli Stati Uniti come operatore regolamentato. Non più zona grigia, non più offshore. Ma lo stesso perimetro legale delle borse dei derivati americane. In pratica, Polymarket può operare come un vero exchange, offrendo trading agli utenti USA attraverso intermediari autorizzati, broker tradizionali e futures commission merchants. Nel 2026 Polymarket è in una fase di due diligence negli USA.
È un passaggio che cambia la percezione prima ancora dei numeri. Perché significa legittimazione istituzionale.
L'acquisizione strategica di QCX LLC
Per arrivarci, la società ha scelto una scorciatoia strategica: l’acquisizione - come abbiamo ricordato - di QCX LLC, un exchange e clearinghouse già in possesso di licenza CFTC. Comprando l’infrastruttura regolata, Polymarket ha comprato anche la base legale per operare negli Stati Uniti. Un’operazione da manuale di finanza, più che da startup cripto.
Da quel momento il progetto ha cambiato pelle. Sistemi di compliance rafforzati, supervisione interna, clearing, reporting regolatorio: tutto ciò che serve per parlare la lingua delle autorità federali. L’obiettivo è chiaro: trasformare un mercato nato ai margini in una piattaforma capace di dialogare con Wall Street.
Le implicazioni vanno oltre la singola società. Il ritorno di Polymarket segnala una crescente accettazione dei prediction markets da parte del regolatore americano e lascia intuire un possibile aumento della liquidità complessiva del settore. Più certezze giuridiche, meno rischio reputazionale, più capitali istituzionali. In altre parole: più volumi.
Ora resta l’ultimo miglio, quello operativo. Prima che il trading regolamentato sia pienamente attivo, Polymarket dovrà completare l’integrazione con gli intermediari statunitensi e definire procedure precise per l’accesso mediato degli utenti. Ma la direzione è segnata.
Da piattaforma di frontiera a infrastruttura finanziaria riconosciuta.
E per un mercato che vende probabilità sul futuro, è forse la previsione più importante di tutte.
Polymarket: la scheda
Polymarket è considerato uno dei principali prediction markets globali con approccio crypto-nativo.
Valuta/Asset utilizzato:
➡️ USD Coin (USDC), una stablecoin ancorata al dollaro statunitense. Gli utenti comprano e vendono contratti usando USDC come mezzo di deposito e liquidazione, con scaffolding tecnico su reti come Polygon. Dopo tre anni di sospensione, Polymarket è stata autorizzata nel 2025 a rientrare nel mercato ufficiale USA.
Caratteristiche chiave:
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- Funziona su blockchain e usa smart contract per risolvere i mercati.
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- Ampia copertura di eventi politici, sportivi, economici e altri.
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- Accessibilità globale, sebbene alcune giurisdizioni restrittive (inclusi alcuni stati USA, Francia, UK, Belgio, Australia, Singapore) limitino la partecipazione diretta tramite Polymarket.
👉 Polymarket continua a operare con stablecoin (USDC) come “moneta base” per contratti predittivi internazionali.
Polymarket ha ottenunto, nel novembre del 2025, l’approvazione della CFTC per un ritorno regolamentato nel mercato statunitense (U.S. Commodity Futures Trading Commission). Aveva bloccato l’accesso agli utenti USA nel 2022 dopo un’azione regolatoria e una multa da parte della CFTC per operare senza registrazione.
✅ Dopo tre anni, la CFTC ha emesso un Amended Order of Designation che consente a Polymarket di:
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- Operare come exchange regolamentato negli Stati Uniti;
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- Offrire trading agli utenti americani attraverso intermediari regolamentati (brokerage tradizionali e futures commission merchants – FCM).
Perché è importante questo passo:
🔹 L’approvazione permette a Polymarket di operare sotto lo stesso quadro normativo delle borse statunitensi (a livello federale, ma vedremo i problemi riscontrati nei singoli stati)
🔹 Gli utenti USA potranno accedere ai mercati di previsione tramite canali regolamentati (non più solo offshore).
🔹 La piattaforma ha già potenziato i propri sistemi di compliance, supervisione, clearing e reporting regolatorio per soddisfare gli standard richiesti.
Come ci è arrivata
➡️ Polymarket ha acquistato QCX LLC, un exchange di derivati e clearinghouse già licenziato dalla CFTC, fornendo così la base legale per operare nel mercato USA.
Implicazioni più ampie
👉 La mossa segnala una maggiore accettazione normativa dei prediction markets negli USA (senza dubbio l'elezione di Trump ha agevolato questo processo).
👉 Potenziale aumento ddel volume di trading nel settore rispetto alla situazione precedente.
👉 Il ritorno di Polymarket contribuisce a spingere i mercati di previsione dentro l’ecosistema finanziario tradizionale.
Prossimi passi
⏳ Prima che il trading regolamentato sia attivo, Polymarket deve:
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- Attuare regole e processi specifici per l’accesso intermediato;
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- Completare l’integrazione con gli intermediari USA.
Kalshi — Exchange regolato e fiat-centric (USD)
Kalshi è una borsa di contratti predittivi completamente regolamentata dalla Commodity Futures Trading Commission (CFTC) negli Stati Uniti, diventando uno dei più importanti exchange con infrastruttura conforme per trader istituzionali e retail.
Kalshi, Inc. è una piattaforma statunitense di prediction market fondata nel 2018 da Tarek Mansour e Luana Lopes Lara, due ex analisti finanziari incontratisi al MIT (Massachusetts Institute of Technology). Oggi ha sede a New York City ed è una società privata con una valutazione di mercato di circa 11 miliardi di dollari dopo un round di finanziamento da 1 miliardo, con investitori che includono Sequoia Capital, Paradigm, Y Combinator e asset manager come Charles Schwab e Henry Kravis.
Kalshi non è un normale sito di scommesse: la sua offerta si basa su “event contracts”, contratti finanziari che permettono agli utenti di comprar/vendere previsioni sull’esito di eventi reali — dal clima e dati economici, alla politica, fino ai risultati sportivi e legislativi — con il prezzo del contratto che riflette la probabilità percepita del mercato. A differenza dei bookmaker tradizionali, Kalshi non scommette contro l’utente ma funge da mercato organizzato dove acquirenti e venditori si incontrano, e ricava profitti tramite commissioni sulle transazioni.

La società opera come exchange regolamentato negli Stati Uniti sotto l’autorità della Commodity Futures Trading Commission (CFTC), che nel 2020 ha approvato Kalshi come Designated Contract Market — la prima piattaforma di questo tipo a ottenere tale riconoscimento federale per mercati predittivi. Questo status consente di offrire eventi negoziabili pur comportando sfide legali con singoli Stati (soprattutto quando Kalshi ha iniziato a proporre mercati su risultati sportivi), perché alcuni regolatori statali ritengono che certi contratti costituiscano vere e proprie scommesse sportive non autorizzate.
In sintesi, Kalshi sta cercando di ridefinire il confine tra finanza predittiva e gaming regolato, attirando tanto liquidità istituzionale quanto l’attenzione dei regolatori, e posizionandosi come un’infrastruttura di mercato globale per negoziare in anticipo sull’esito di eventi reali.
Kalshi: la scheda
La moneta utilizzata da Kalshi ➡️ USD fiat — il mercato principale è in dollari statunitensi.
Kalshi permette anche depositi tramite stablecoin o criptovalute in alcuni casi, ma questi vengono automaticamente convertiti in USD prima di assorbire contratti di trading.
Per moneta fiat si intende, dal latino, sia fatto (per decreto). Quando parliamo di monete fiat parliamo di monete tradizionali come dollaro, euro, yen, rublo etc.
Caratteristiche chiave:
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- Focus su contratti CFTC regolamentati come eventi elettorali, dati economici, sport e altri eventi reali.
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- Accesso diretto in denaro Fiat (USD) e infrastrutture brokers institutional-grade.
👉 Sebbene Kalshi possa accettare depositi crypto → USD, la sua operatività core è legata ai mercati in valuta fiat, non a token nativi o stablecoin come mezzo principale di mercato.
Le altre piattaforme
PredictIt
- Uno dei più noti prediction markets negli Stati Uniti focalizzato sulla politica nazionale.
- Utilizza dollari statunitensi (USD) fiat per depositi e pagamenti.
Opinion.Trade
- Piattaforma emergente con forte presenza sulla BNB Chain e utilizzo di token crypto-native come mezzo di trading su eventi predittivi.
Crypto.com Prediction Markets / ForecastEx / altri
- Alcuni exchange come Crypto.com offrono sezioni di prediction markets integrate all’interno delle loro piattaforme, usando crypto e stablecoin dell’ecosistema per scommettere su eventi specifici.
Robinhood Markets
- Robinhood Markets, Inc. è una fintech statunitense con sede a Menlo Park che offre una piattaforma di trading e investimento online commission-free per azioni, ETF, opzioni e criptovalute direttamente da app e web. È diventata famosa per aver democratizzato l’accesso ai mercati finanziari retail (con funzioni come le azioni frazionarie e zero commissioni) ed è stata al centro dell’attenzione durante la saga GameStop del 2021. La società genera ricavi soprattutto da payment-for-order-flow, interessi su saldi e prestiti a margine, e continua ad espandersi con nuovi servizi finanziari digitali.
- Robinhood opera anche sui mercati predittivi dal 2025 offrendo agli utenti la possibilità di acquistare e vendere contratti basati sugli esiti di eventi futuri (es. risultati sportivi, decisioni economiche, politica) attraverso un prediction markets hub integrato nella sua app.
Il Confronto sintetico delle principali piattaforme
| Piattaforma | Valuta Principale | Caratteristiche | Tipo di utente tipico |
|---|---|---|---|
| Polymarket | USDC (stablecoin) | In transizione, sotto compliance CFTC, struttura decentrata | Trader globali, crypto-native |
| Kalshi | USD (fiat) | CFTC regolamentato | Trader istituzionali / retail USA |
| PredictIt | USD | E' un sito focalizzato sulla politica | Scommettitori politici |
| Opinion.Trade | Crypto (es. BNB Chain token) | Decentralizzata | Crypto trader / dApp utenti |
| Crypto.com Markets | Crypto / stablecoin | Exchange integrato | Ecosistema Crypto |
Le valute
✔️ I principali prediction markets usano una combinazione di valute:
- Stablecoin crypto (USDC) su piattaforme come Polymarket.
- USD fiat su piattaforme regolamentate come Kalshi e PredictIt.
✔️ Negli Stati Uniti, non è che le piattaforme abbiano eliminato completamente le stablecoin, ma Kalshi struttura l’uso di criptovalute come gateway per convertirle in mercato fiat, mentre Polymarket sta cercando di bilanciare l' uso di stablecoin e la conformità regolatoria per rientrare pienamente nel mercato USA.
Nel giro di pochi mesi, l’avanzata dei prediction markets (Kalshi, Polymarket e l’ecosistema “event contracts”) ha costretto i due giganti del betting USA — FanDuel (Flutter) e DraftKings — a fare una scelta: subire concorrenti che aggirano i confini statali del betting tradizionale, oppure entrarci dentro con un prodotto proprietario.
E la risposta, oggi, è chiara: ci sono entrati.
Cosa sono le stablecoin e il loro ruolo geopolitco
Una stablecoin collegata al dollaro è, in sostanza, un dollaro digitale: una criptovaluta progettata per mantenere un valore stabile (1 token = 1 USD) grazie a riserve in contanti, titoli di Stato o strumenti liquidi custoditi dall’emittente. Serve a muovere denaro su blockchain con la velocità del crypto-trading ma con la stabilità della valuta fiat, diventando così il “contante” dei mercati digitali, dai pagamenti ai prediction markets. Le più diffuse sono USDT (Tether), la regina per volumi globali, USDC (Circle/Coinbase), percepita come più regolamentata e trasparente negli USA, e DAI, decentralizzata e collateralizzata on-chain. Ma il loro peso va oltre la finanza: le stablecoin sono diventate anche uno strumento geopolitico, perché esportano di fatto il dollaro fuori dal sistema bancario tradizionale, permettendo a milioni di persone – e talvolta a Paesi sotto sanzioni o con valute deboli – di usare “USD digitali” senza passare per SWIFT o banche centrali. Per Washington è soft power monetario, per i regolatori è anche un rischio sistemico e di controllo: troppi dollari che circolano fuori dal perimetro bancario equivalgono a meno leve su capitali, sanzioni e politica monetaria. In breve: tecnologia fintech in superficie, ma sotto scorre una partita di sovranità economica.
I bookmakers tradizionali e il rapporto con i mercati predittivi
La domanda delle domande che si fanno molti attenti osservatori è una: "ma i bookmakers tradizionali stanno a guardare mentre piattaforme che operano (nella maggior parte dei casi in mercati non ancora regolati) si "mangiano" fette di mercato?
Nell'ottobre 2025, aveva suonato come un campanello d'allarme il crollo a Wall Street delle quotazioni di Flutter (proprietaria del primo book statunitense Fanduel) e DraftKings. Guarda caso, proprio in quelle settimane le piattaforme di prediction market avevano potenziato la loro offerta (passando dalle opzioni binarie a quelle multiple anche sullo Sport).
Alcuni analisti di borsa avevano fatto presto a fare un rapido collegamento tra la reazione dei mercati finanziari con la nuova concorrenza di Polymarket e soci sullo sport.
C'è anche un dettaglio non di poco conto visto che la partita decisiva per il futuro del betting mondiale si sta giocando negli USA (con investimenti ingenti e con "scommesse" e investimenti forti da parte di Wall Street).
In Stati importanti (vedi California) non è consentito scommettere legalmente ma con il cavillo dei contratti-derivati-finanziari (riconosciuti a livello federale) di fatto Polymarket e Kalshi stanno raccogliendo gioco dove non è consentito a nessun altro operatore di scommesse. Nel lungo periodo questo gap rischia di diventare incolmabile.
Altri osservatori, invece, avevano individuato le cause nei risultati negativi a catena che nell'ultimo trimestre aveva registrato il banco in NFL (National Football League) con la vittoria di parecchie squadre favorite. Senza dubbio il payout non positivo non aveva aiutato i big.
La reazione di Fanduel e DraftKings
Difficile dare delle risposte definite ma un fatto è certo: da quel momento i due principali bookmakers statunitensi hanno annunciato di entrare, con loro piattaforme proprietarie, nelle scommesse predittive.
FanDuel e DraftKings hanno deciso di muoversi in quel momento.
Come ho detto, i contratti su eventi (event contracts) — inquadrati come derivati/contratti regolati a livello federale — hanno permesso ai prediction markets di proporre “scommesse” su sport ed eventi anche in Stati dove lo sports betting online non è legale (California e Texas sono tra gli Stati più ricchi e popolati). Questo ha creato un fronte competitivo nuovo e una guerra di giurisdizione tra regolazione federale e autorità statali.
In principio le piattaforme di prediction markets offrivano solo opzioni binarie (si o no per esempio) ma dal 2025 hanno introdotto le opzioni multiple anche sugli sport diventando, di fatto delle vere piattaforme di scommesse però non regolamentate o operanti nei mercati grigi, quindi con un vantaggio competitivo.
Quando è stato compiuto questo passo, soprattutto le borse finanziarie - come vi ho anticipato - come Wall Street ha reagito male e ha penalizzato anche titoli legati alle scommesse tradizionali come Flutter.
Proprio per questa ragione, i due principali bookmakers statunitensi, Fanduel (di proprietà di Flutter) e DraftKings si sono adeguate e stanno lanciando le proprie piattaforme.
FanDuel (Flutter): nasce FanDuel Predicts
FanDuel non ha copiato il modello Polymarket: ha scelto una strada iper-istituzionale. A fine dicembre 2025, FanDuel e CME Group hanno annunciato il lancio di FanDuel Predicts, con rollout iniziale in alcuni Stati, sotto l'ombrello della Commissione federale di vigilanza per i prodotti finanziari derivati.
- La componente regolamentare è infatti uno dei punti chiave del progetto: FanDuel Predicts opera sotto il regime della Commodity Futures Trading Commission (CFTC), con contratti strutturati come event markets che ricordano più strumenti finanziari che scommesse tradizionali. La piattaforma è stata concepita fin dall’inizio per essere accessibile in tutti e 50 gli stati americani, un traguardo raggiunto già nei primi mesi del 2026 grazie a un rollout rapido e ben pianificato. In 18 di questi stati, tra cui mercati chiave come California, Texas e Florida, gli utenti possono negoziare contratti su risultati sportivi finché il betting online tradizionale non è legalmente disponibile; negli altri stati, i mercati attivi sono quelli legati a finanza, economia e commodities, come S&P 500, Nasdaq-100 o prezzi di petrolio e oro.
- L'aspetto del trading: la logica di FanDuel Predicts è semplice ma rivoluzionaria, ogni mercato è un contratto binario “sì/no”, che riflette la probabilità percepita dell’evento. Questa struttura, integrata nell’app mobile con funzionalità di trading semplici e intuitive, consente agli utenti di acquistare, vendere o liquidare posizioni prima della conclusione dell’evento, esattamente come in un mercato finanziario. La partnership con CME Group non è un vezzo di marca: porta alle spalle una base di dati, infrastrutture e competenze di derivati, fondamentali per dare credibilità e stabilità a un mercato che, altrimenti, rischierebbe di restare confinato al pubblico cripto o ai soli sport bettor.
Che cosa offre (e perché è strategico)
Nel comunicato (e nei primi dettagli pubblici) l’impostazione è molto chiara: contratti su benchmark finanziari (tipo indici di borsa e commodities) e indicatori economici, oltre al perimetro “event-based”. È un modo per:
- legare il prodotto a una filiera percepita come “mercato” più che “gioco”;
- ridurre il rischio reputazionale/regolatorio;
- sfruttare la base utenti FanDuel con un prodotto vendibile come “trading di eventi”.
La filosofia di Fanduel Predict
Quando FanDuel ha deciso di lanciare FanDuel Predicts, non ha semplicemente aggiunto una nuova funzione alla sua app. Ha fatto qualcosa di più sottile, e potenzialmente più dirompente: ha provato a spostare il confine culturale tra scommessa e finanza. Per anni il betting online è stato raccontato come intrattenimento, adrenalina, tifo. Qui invece cambia la grammatica. Non si punta più su una partita: si negoziano probabilità, si comprano scenari, si vendono aspettative. È il lessico dei mercati, non quello delle schedine. La collaborazione con CME Group, il gigante dei derivati di Chicago, non è un dettaglio tecnico ma un manifesto politico: significa dire agli investitori e ai regolatori che questi contratti somigliano più a futures semplificati che a giocate da bar sport. E infatti l’ombrello normativo non è quello del gambling statale, bensì quello federale della Commodity Futures Trading Commission, la stessa autorità che vigila sulle materie prime e sui mercati finanziari. Dentro FanDuel Predicts trovi così mercati binari, sì o no, che possono riguardare il risultato di un match ma anche l’andamento dell’S&P 500, l’inflazione, il prezzo del petrolio. È una mutazione silenziosa: lo sportsbook diventa una piccola borsa valori popolare, accessibile da smartphone, dove l’utente non è solo tifoso ma micro-trader. E soprattutto è una mossa strategica per aggirare la geografia frammentata delle leggi americane sul betting: laddove le scommesse sportive sono ancora vietate, i contratti su eventi regolamentati a livello federale possono comunque passare. Così FanDuel non amplia soltanto l’offerta, ma il perimetro stesso del mercato, intercettando un pubblico che non cerca emozioni da stadio, bensì strumenti per monetizzare opinioni sul mondo. Se i prediction markets diventeranno davvero una nuova asset class, FanDuel Predicts è il segnale che Wall Street e Las Vegas hanno smesso di guardarsi con diffidenza e hanno iniziato, discretamente, a parlarsi.
CME Group
CME Group è una società statunitense leader mondiale nei mercati finanziari dei derivati, che gestisce e opera importanti borse come il Chicago Mercantile Exchange (CME), Chicago Board of Trade (CBOT), New York Mercantile Exchange (NYMEX) e COMEX. Attraverso queste piattaforme offre la negoziazione di futures e opzioni su un’ampia gamma di asset — dai tassi d’interesse e indici azionari alle valute, materie prime ed energia — consentendo a investitori istituzionali e trader di tutto il mondo di gestire il rischio, coprire posizioni e accedere a benchmark globali nei mercati finanziari.
DraftKings: app dedicata DraftKings Predictions
DraftKings ha optato per la strada dell'intermediazione e con una propria app. Il noto bookmaker è entrato ufficialmente nei prediction markets il 19 dicembre 2025 con DraftKings Predictions, spiegando che l’operazione passa tramite una controllata registrata come Introducing Broker e membro NFA (National Futures Association), e con disponibilità dichiarata su 38 Stati (con esempi che includono anche grandi mercati).
Per DraftKings il valore è doppio:
- allargare la domanda del proprio prodotto fuori dai confini dello sportsbook regolato Stato per Stato;
- presidiare un formato che, se si consolidasse, diventerebbe un canale alternativo alle quote tradizionali — soprattutto dove il betting non è legalizzato.
Non a caso, già nel 2025, il CEO Jason Robins parlava apertamente dell’opportunità nei “non-sports-betting states”.
La ricerca di mercato: quanto i prediction market riescono a "danneggiare" i bookmakers
Alla fine, tolta la polvere sollevata dai tweet, dagli allarmi di Borsa e dalle ansie regolatorie, resta una verità piuttosto americana: i mercati predittivi fanno molto rumore, ma pochi danni reali. Almeno per ora.
Secondo un report diffuso da Citizens Equity Research, i prediction markets avrebbero dirottato circa il 5% del volume di gioco regolato dei bookmaker tradizionali. Tradotto in dollari: circa 8 miliardi l’anno. Una cifra che fa impressione solo finché non si ricorda che il handle — il volume delle puntate — non è fatturato, non è margine, non è profitto. È movimento. Come il traffico in autostrada: non dice quanto incassa il casello.
A firmare l’analisi è Jordan Bender, che mette subito il punto dove serve: quel 5% è un po’ più alto di quanto si stimasse in precedenza, ma non è un evento in grado di cambiare i fondamentali del settore. Nessuna emorragia, nessun furto sistemico di business.
Dal punto di vista delle aziende, dice Bender, l’impatto è una wash, una partita in pareggio. DraftKings, FanDuel (e quindi la casa madre Flutter Entertainment) non stanno perdendo il sonno: sono già presenti, direttamente o indirettamente, anche nel mondo dei mercati predittivi. Se il gioco cambia forma, loro cambiano tavolo.
Qualche fastidio in più potrebbe arrivare per chi è rimasto alla finestra: Bet365, BetMGM, Caesars, Penn Entertainment. Ma anche qui si parla, nelle parole dell’analista, di scenari “leggermente negativi”. Niente di strutturale, niente che giustifichi isterie.
Fa eccezione Rush Street Interactive: poca esposizione ai mercati predittivi, ottima performance azionaria nell’ultimo anno e una strategia più orientata all’iGaming, che offre una certa immunità. Anzi, paradossalmente l’azienda potrebbe persino beneficiare del fenomeno: se i mercati sì/no erodono il gettito fiscale delle scommesse sportive, potrebbero spingere più Stati americani a legalizzare l’iGaming tradizionale. La solita America: perdi da una parte, recuperi dall’altra.
Ma se le aziende se la cavano, i giocatori no. Ed è qui che il racconto cambia tono.
I dati mostrano che gli utenti retail dei mercati predittivi bruciano denaro più velocemente rispetto a qualsiasi altra forma di gioco. Nei primi 90 giorni dall’ingresso su queste piattaforme, la perdita media è del 7% delle puntate, contro l’1% registrato nel resto dell’ecosistema del gambling online.
Il motivo è semplice e crudele: nei mercati predittivi i giocatori comuni non competono contro il banco, ma contro altri giocatori, spesso molto più preparati. Gli scommettitori “sharp” — quelli con modelli, dati ufficiali, pricing sofisticato — trovano qui un terreno ideale, anche perché piattaforme come Kalshi li incentivano attivamente.
Il danno è amplificato da un altro dettaglio: la puntata media. Nei mercati predittivi supera i 185 dollari, più del triplo dei 55 dollari medi degli sportsbook regolamentati. Perdere di più, più spesso e con puntate più alte è una combinazione letale.
Bender la sintetizza senza poesia ma con efficacia: i mercati predittivi stanno creando perdite peggiori per i giocatori peggiori, mentre quelli più istruiti vincono di più. Inoltre, le quote sono mediamente peggiori rispetto ai bookmaker tradizionali. Durante tutta la stagione NFL 2025, ad esempio, i prezzi offerti da Kalshi sono risultati costantemente meno convenienti rispetto a quelli di DraftKings e FanDuel.
E allora perché tutto questo panico sui mercati finanziari?
Secondo l’analista, perché la reazione è stata sproporzionata. I titoli di DraftKings e Flutter hanno perso rispettivamente il 33% e il 30% dai massimi a 52 settimane, ma l’impatto reale dei mercati predittivi non giustifica nemmeno lontanamente una simile cannibalizzazione.
Per capirci: una sola brutta partita di Monday Night Football può avere un impatto negativo sull’EBITDA pari — o superiore — a tutto quello che oggi i mercati predittivi stanno sottraendo al settore. E nel lungo periodo, aggiunge Bender, l’espansione della legalizzazione delle scommesse sportive online tenderà a restringere ulteriormente lo spazio di questi mercati alternativi, semplicemente offrendo un prodotto migliore.
Infine, la mappa. Non tutta l’America è uguale. Secondo i dati Juice Reel, Florida, Georgia e Texas restano ai margini del fenomeno. A guidare sono i soliti sospetti: New York, New Jersey, California, Washington e Ohio.
i mercati predittivi non sono la fine dei bookmaker, né l’inizio di una nuova età dell’oro. Sono un esperimento rumoroso, affascinante, spesso spietato con i meno attrezzati. E come sempre, nel grande casinò americano, chi perde davvero non è chi fa il gioco, ma chi pensa di aver capito le regole senza averle mai lette fino in fondo.
In estrema sintesi:
- I prediction markets hanno trovato una crepa: la normativa federale consente di arrivare in Stati dove non è possibile proporre scommesse tradizionali.
- FanDuel risponde con un modello “CME + utenti FanDuel”: FanDuel Predicts.
- DraftKings risponde con un’app e una struttura “finance-style”: DraftKings Predictions (IB + NFA).
- Sullo sfondo però c'è la guerra regolatoria e rischio che alcune offerte vengano limitate Stato per Stato.
A Wall Street c'è alta richiesta per le piattaforme predittive, il caso High Roller
Una cosa è evidente che sta accadendo a Wall Street: gli investitori sono alla ricerca, quasi disperata, di società quotate che abbiano un legame — anche indiretto — con questo nuovo segmento.
Il problema riguarda i grandi nomi dei mercati predittivi, come Kalshi e Polymarket che restano aziende private. Al contrario, alcune società quotate che orbitano attorno al tema, come Robinhood Markets, sono gruppi finanziari molto diversificati, non piattaforme dedicate allo scambio di contratti predittivi.
Lo stesso vale per operatori del betting come DraftKings e Flutter Entertainment: entrano ora nel mondo dei mercati predittivi, ma è probabile che, almeno nel breve periodo, questa attività rappresenti solo una frazione marginale dei loro ricavi.
Negli USA c'è un titolo che entrato nelle mire degli investitori: High Roller, società che gestisce casinò online nei mercati scandinavi ed ha sede a Malta.
La fame degli investitori a caccia di occasioni in questo settore spiega anche l’entusiasmo recente attorno al titolo High Roller. Non è una società “pura” dei mercati predittivi, ma è una delle poche quotate che permettono agli investitori di avvicinarsi a quel mondo.
Quando un’idea nuova incontra il mercato, succede spesso così: prima arriva l’euforia, poi la selezione. Il prezzo sale, scende, si assesta. E alla fine, come sempre, resta una sola domanda: quanto di quella promessa diventerà davvero fatturato?
ll 2026 ha ancora compiuto solo un mese e il titolo High Roller ha già fatto vivere ai suoi investitori un’esperienza da montagne russe. All’inizio dell’anno il prezzo oscillava intorno ai 2 dollari. Poi, nel giro di pochi giorni, la corsa: quasi 24 dollari. Oggi il valore si è dimezzato.
Gran parte di quel rally si concentra in una sola data, il 14 gennaio, quando il titolo ha messo a segno un incredibile +688 per cento. Quel giorno High Roller ha annunciato una partnership sui mercati predittivi con Crypto.com. Da quel momento, molti trader hanno iniziato a guardare la società non più come un semplice operatore di casinò online, ma come una possibile scommessa indiretta sul mondo degli event contracts.
«Siamo entusiasti di portare High Roller negli Stati Uniti attraverso questa partnership strategica con Crypto.com», ha dichiarato l’amministratore delegato Seth Young. «Unire l’enorme appeal dei mercati predittivi alle nostre capacità distributive è un’opportunità estremamente stimolante».
High Roller gestisce i marchi di casinò online High Roller e Fruta ed è sbarcata a Wall Street nell’ottobre del 2024, dopo aver ridotto le dimensioni dell’offerta pubblica iniziale solo un mese prima.
Quanto dei mercati predittivi entrerà davvero nei conti di High Roller, e con quali margini? Oggi nessuno lo sa ma resta tangibile l'interesse degli investitori per questi titoli.