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6+ Hold’em strategia: come giocare al meglio prima del flop

In questa rubrica, parleremo della strategia del 6+ Hold’em: lo Short Deck poker è la nuova mania del momento sia live sia online. Proseguiamo il nostro viaggio arrivando a parlare della fase pre-flop, con l’aiuto di un poker pro d’eccezione: Isaac Haxton.

Scritto da
05/04/2019 11:45

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Così come quando si impara il Texas Hold’em non si può non cominciare dalle mani di partenza, lo stesso vale per il 6+ Hold’em. Certo, il gioco è nuovo e dunque anche la strategia dello Short Deck non ha raggiunto i livelli di finezza di varianti più consolidate, ma questo non significa che non si possano già tracciare delle linee guida.

Soprattutto se a indicare la vita è un giocatore di poker professionista tra i più ferrati in campo teorico: stiamo parlando di Isaac Haxton.

 

6+ Hold'em strategia preflop

Come si gioca pre-flop lo Short Deck? Ce lo spiega Ike Haxton

 

6+ Hold’em: la scelta delle mani di partenza

Per i principianti del 6+ Hold’em, Haxton suggerisce di non discostarsi troppo dalla forma mentis già acquisita imparando il classico Texas: cercare coppie alte e carte alte, evitando combinazioni offsuited.

Tuttavia, ci sono delle differenze sostanziali. Come abbiamo già visto nei precedenti articoli (sotto trovate i precedenti), pre-flop le equity sono molto più vicine rispetto al normale Hold’em. Perciò, anche se A-A rimane la mano di partenza migliore in una situazione di all-in, non è così favorita contro mani come J 10, come invece sarebbe se il mazzo contesse 52 carte.

Il poker pro fa notare inoltre come coppie più basse di KK perdano di valore rispetto al Texas Hold’em, mentre mani connesse come J-T ne guadagnano, a causa delle alte probabilità di chiudere doppie coppie, trips e scale con cui superare le coppie.

Ovviamente, dato che è più difficile chiudere un colore, anche le mani suited perdono valore. Occhio a non sopravvalutare suited connector bassi: “7-6 suited… ci vuole un po’ per riorientarsi e capire che nello Short Deck equivale a 3-2 suited:  una mano davvero scarsa”, spiega Haxton.

Puntare prima del flop

Dopo aver stabilito quali mani è preferibile giocare nella fase pre-flop del 6+ Hold’em, tocca capire cosa fare quando decidiamo di giocare una mano. Nel Texas Hold’em di solito si dice che pre-flop è meglio rilanciare invece di limpare, dato che rubare i bui di tanto in tanto è parte fondamentale di una strategia vincente.

Nello Short Deck, invece, è molto più difficile vincere il piatto pre-flop, dato che per l’appunto le equity sono molto vicine, cosa che rende molte mani giocabili. Inoltre, la struttura dell’ante (tutti piazzano un ante pre-flop, il bottone la raddoppia, non ci sono bui) offre ai giocatori un prezzo allettante per fare almeno call pre-flop sul doppio ante iniziale.

Per questo il limp è una mossa molto più frequente nel 6+ Hold’em, perché matematicamente più solida: “Se siete i primi ad agire in un tavolo da 7 giocatori, significa che sul piatto ci sono già 8 ante e che dovete investirne solo una in più per vedere il flop”, ha dichiarato Haxton. “Non serve vincere quella mano così spesso affinché valga la pena pagare quell’ante. Penso che questa struttura incoraggi molti piatti multi-way e che sia per questo che il gioco è così popolare”.

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In caso di raise

E se decidiamo di rilanciare pre-flop invece di fare limp, qual è la size corretta? Nel Texas Hold’em si va da 1,5 a 3 volte il big blind, ma Haxton suggerisce di stare più larghi nello Short Deck: “In generale, la size dei rilanci sarà più grande: vedremo molti rilanci pari al piatto o più grossi, molti all-in che superano nettamente il valore del pot. Ed ha senso, visto come funzionano le equity”.

Per quanto riguarda la three-bet pre-flop, invece, secondo Haxton non fa realmente parte della strategia Short Deck, a meno che non si tratti di uno shove. Gli stack sono troppo piccoli e le equity troppo vicine affinché la three-bet porti al fold altrui.

“Devi essere davvero deep nel 6+ Hold’em perché una three-bet non in all-in diventi un fattore”, argomenta Ike. “In molti cash game si gioca 100 ante, perciò se ci sono un paio di limp e qualcuno rilancia lo farà sui 10-14 ante. Difficile vedere una three-bet a 35 ante per poi foldare se l’avversario va all-in. Per uno scenario del genere ci vogliono almeno 200 ante.

Per concludere

Riassumendo, se giochiamo 6+ Hold’em aspettiamoci che piatti multi-way, con tanti limp o un singolo raise siano la norma.

Molti giocatori vorranno vedere un flop economico, scelta matematicamente corretta.

“Penso che questo significhi giocare in modo giusto”, chiosa Haxton. “In un certo senso, lo Short Deck è una forma di poker più interessante e difficile da risolvere, con tante persone a vedere il flop. Credo che la gente si sia divertendo molto e che questo gioco rimarrà in voga a lungo”.

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