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Range

Se il nostro range non può migliorare al river, si può passare al turn. L'esempio.

Pensare alla mano più forte che possiamo avere agli occhi dei nostri avversari, insieme a quella più debole, serve per capire in quale parte è posizionata la nostra effettiva. Per questo, il range va valutato nella sua interezza, strada per strada.

Quando stai per prendere una decisione post flop, è importante che il tuo pensiero non vada solo alle carte del tuo avversario, ma anche e soprattutto a quello che è il tuo range. 

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Dove si trova la nostra mano?

Se pensiamo alle volte in cui rilanci da bottone, probabilmente il tuo range inizia con una coppia di assi per poi arrivare fino a 10x-8x off, oppure 4-5s. 

Andiamo a a dare un’occhiata a una mano effettivamente giocata per provare a spiegare questo enunciato. 

L’action fin dall’inizio, un occhio al range

Partita NL Hold’Em 100 6-Handed, regular, seduto da UTG, decide di aprire a $3 su bui 0,50-1, 3Bettato dal cut off che sale a $9. 

Tutti i compagni di merende decidono di foldare e chiama solo l’OR. 

Il flop dice a 7 6 . Non quotato il check del giocatore UTG che origina la continuation bet del CO a $10,50. OR decide di check-raisare a $21 per il call del 3bettor. 

Su una texture con Asso alta, che potrebbe centrare perfettamente il range del Cut-Off, è stata dimostrata forza con un check-raise. 

Di quale range fa parte Asso-Kappa?

Al turn è sceso un 9 e se facciamo riferimento al range del cut-off, è davvero lecito pensare che una mano come AK possa essere perfettamente in linea con il suo ventaglio, in questo spot. 

Il fatto è che con questo turn non tutte le combo di AK possono essere valutate allo stesso modo. 

Una combo come a k potrebbe essere valutata al flop come una delle migliori in assoluto, ma il 9 cambia questa prospettiva al turn, poiché tutte le combinazioni di Asso-Kappa che non presentano fiori, sono decisamente indietro rispetto alle altre. 

Le 3Bet preflop che non sono mostri e hanno hittato bene come a 7 , oppure a 6 , con questo 9 perdono di efficacia, mentre, al contrario, quella stessa forza la acquistano mani come 5 4 e 10 8 che fanno tutte un bel balzo in avanti. 

Ogni combinazione, quindi, si muove su o giù nella scala dell’equity a seconda di cosa scende su ogni strada che passa. 

Questo tipo di considerazione sul range del cut-off ha conseguenze molto pratiche per la mano in questione: il check raiser ha infatti deciso di pottare a $60 con una rimanenza di $95.

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Una traccia da non sottovalutare

Se una mano come a k non è più la mano che si avvicina al limite massimo del range del cut-off come lo era all' inizio, egli dovrà chiamare questa puntata? Semplicemente no. 

Il problema di AKs a picche, ad esempio, non è solo che esso non è più una mano forte come lo era prima, ma non può nemmeno migliorare per superare eventuali punti molto forti di UTG. 

Se è in svantaggio su questo board: a 7 6 9 , esso è quasi sempre drawing dead e questo significa che non può contare su nessun river che possa aiutarla. 

Pensateci: dopo quel check-raise al flop e una pot size bet al turn, quali mani può battere a k su un river, ad esempio, k ? Non set, non scala e tanto meno colore. 

Poker hand analysis

Unica obiezione

Tra le altre cose si potrebbe obiettare che chiamare questa puntata con AKs che non sia fiori, non potrebbe significare essere per forza pot-committed al river, visto che UTG gioca ancora per $95, ma ci devono essere due condizioni affinché questa chiamata sia profittevole:

  • se ci aspettiamo una bassa frequenza di shove al river del giocatore UTG nei casi in cui check-raisa flop e potta turn (improbabile, molto raro, ma esistono anche questi giocatori)
  • se esistono delle possibilità che AKs possa rimanere buono dopo un doppio check al river, cosa che, abbiamo già visto, è, anch’essa, molto improbabile, a meno che UTG non si sia inventato un bluff architettato bene, ma disastroso in ultima strada

Ecco il risultato della mano

Il cut-off ha deciso di chiamare al turn, per poi vedere un j atterrare  sul river, molto probabilmente bianca. 

UTG ha, come ipotizzato in precedenza, shovato con un punto molto forte, un set di 7, 7 7 e il cut off ha chiamato com a k , consegnando al suo avversario un pot di circa 400 BB. 

Il cut off ha fatto un errore a chiamare con questa mano. Il call al turn sarebbe stato molto più giustificabile con il k in mano, ma senza pezzi a fiori è stato quanto meno sprovveduto a mettere al turn. 

Tratto da Pokernews

Poker e Sport Editor
Andrea Borea, nato nel marzo 1973, proviene da un percorso inizialmente lontano dall’ambito umanistico, seguendo gli interessi familiari prima di intraprendere la strada che lo avrebbe portato nel mondo del poker e dell’editoria. Dopo l’ingresso in Assopoker, avvia collaborazioni di rilievo con Luca Pagano per PokerPoker.it e Pagano Events. È stato il primo a bloggare per l’Italia il Main Event delle World Series of Poker da Las Vegas nel 2008 e nel 2009. Ha contribuito alla realizzazione delle collane “Lo sport del Poker” e “I segreti del Grande Poker” per La Gazzetta dello Sport, con cui ha collaborato anche come autore di articoli sul Texas Hold’em, prima di passare a PokerStars.it. Negli ultimi anni ha scritto per diverse realtà del settore, tra cui ItaliaPokerClub, Betfair, PokerStarsNews, PokerStars Learn e Ludos Academy.