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A Las Vegas chiude l' 11esima poker room, ma l'action aumenta

Texas Station Gambling Hall è l'11esimo casinò di Las Vegas che ha deciso di chiudere la propria poker rooms, nell'arco degli ultimi due anni. Notizia che potrebbe però essere mal interpretata, tenendo in considerazione che l'action cash game, sta lievitando sulla Strip rispetto al 2013.

Ai più scettici consigliamo di consultare l'applicazione “Bravo Poker Live” nelle ore di punta: noteranno che a Vegas, ci sono tavoli aperti per tutti i gusti e le tasche. Ma l'azione è concentrata soprattutto nei casinò top, come Aria, Bellagio, Venetian, Caesars, Rio (durante le WSOP), MGM Grand e Hard Rock (in parte). I regular amano soprattutto queste rooms.

Visto la concorrenza, per molte sale da gioco non è conveniente ospitare il poker, gioco in genere usato dai casinò medi per attirare clienti all'interno delle proprie strutture. Ma a Las Vegas, passata la crisi (iniziata nel 2008 e terminata nel 2012) non hanno più grossi problemi di affluenza. Ed allora perché sprecare risorse, considerando che il poker è monopolizzato da pochi (e ingombranti) concorrenti? Diverse sale da gioco hanno aumentato i tavoli di baccarat, gioco amato dai cinesi ma non solo.

Texas Station Hall fa parte della nota catena Station Casinò dei fratelli Fertitta. E' una delle sale che si trovano nel nord della città delle luci, in Rancho Strip. E' il secondo casinò del gruppo che chiude la propria poker room, dopo il Sunset Station Hotel che ha sbarrato le porte al texas hold'em e alle altre varianti, nel mese di maggio.

La catena dei Fratelli Fertitta però punta ancora sul giochino: ben 5 casinò continuano ad offrire il poker al loro interno. Si tratta di Red Rock, Green Valley Ranch, Santa Fe Station, Palace Station e Boulder Station. L'offerta non manca.

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Station Casinò inoltre opera online con il sito Ultimate Poker, la prima room statunitense (in ordine cronologico) ad aver aperto tavoli su internet nella storia del poker legale a stelle e strisce. Quest'estate, il live poker ha registrato un boom battendo record di affluenza (soprattutto al Rio).

Ma il mercato del poker live è di nicchia e oramai concentrato in poche mani. Rispetto ad altri giochi, inutile girarci intorno, è meno remunerativo, soprattutto se i volumi sono bassi. Non è un caso che i quattro nuovi casinò che hanno aperto i battenti o cambiato gestione di recente (Cosmopolitan, Cromwell, Downtown Grand e SLS) non hanno previsto alcuna sala dedicata alla texana.

Queste le 11 sale che negli ultimi 2 anni hanno tradito il poker:

  • Sunset Station – Maggio 2014
  • Palms – Maggio 2014
  • El Cortez – Dicembre 2013
  • Circus Circus – Settembre 2013
  • M Resort – Agosto 2013
  • Riviera – Giugno 2013
  • Bill’s Gamblin’ Hall – Gennaio 2013
  • Aliante Station – Novembre 2012
  • Ellis Island – Settembre 2012
  • Tropicana – Settembre 2012
Editor in chief - Giornalista e analista betting
Luciano Del Frate è giornalista iscritto all’Ordine da oltre 25 anni e vive a Malta dal 2012. Laureato in Giurisprudenza, è specializzato nei sistemi regolatori del settore gaming e nella comunicazione del gioco legale in Italia. Dopo gli inizi tra quotidiani e televisioni, dai primi anni 2000 lavora nel mondo delle scommesse come consulente, approfondendo da vicino le dinamiche del mercato internazionale. Dal 2010 fa parte della squadra di Assopoker, dove racconta poker, betting e industria del gioco con un approccio tra analisi, esperienza e passione. Malato di sport fin da bambino, non ha mai smesso di inseguire quel sogno nato sfogliando il Guerin Sportivo