Gioco legale e responsabile

Business · Live

2018, l’anno della ripresa (ma non della rinascita) del poker live italiano

Vediamo cosa succederà nel 2018 nel poker live italiano, tra grandi tornei a Campione, l'arrivo delle rooms straniere ed i veti delle lobby alla regolamentazione dei circoli.

Scritto da
28/12/2017 15:35

5.015


Un anno peggiore del 2017 il poker live italiano difficilmente lo vivrà ancora in futuro. Ad eccezione di Campione d’Italia, l’offerta dei tornei e cash game a Venezia, Saint Vincent e Sanremo è stata nulla o quasi negli ultimi 12 mesi.  Inoltre, dal 2008 ad oggi, i circoli di poker sportivo sono rimasti nel dimenticatoio della politica, nonostante una legge in vigore ma mai attuata. Insomma il live sembra aver toccato il punto più basso degli ultimi 10 anni.

ipo-campione

Photo courtesy of Campione Poker Team

Dall’IPO agli eventi internazionali di PokerStars

Peggio di così è difficile fare, con i casinò bloccati da veti di sindaci e sindacati. Per fortuna tra pochi giorni si gira pagina e una nuova linfa vitale arriva come sempre dall’Italian Poker Open (ormai un torneo unico nel suo genere in Europa) con l’accordo tra Campione e PokerStars.

La società leader del poker online nel mondo ha rimesso un piede in un casinò italiano e si sono gettate le basi per un potenziale ritorno di un evento internazionale come il PokerStars Festival (ex IPT) o addirittura il tanto caro e vecchio European Poker Tour (che già fu disputato sulle rive del Lago in passato). Il problema rimangono le regole sindacali e di gestione tipiche dei casinò italiani che mal si conciliano con le policy del nuovo format dei festival dell’European Poker Tour.

L’interesse delle altre rooms: 888Poker, PartyPoker, Unibet e Winamax

La nuova concorrenza nell’online sarà da stimolo anche per il gioco terrestre, così 888Poker (per le 888 live series) e PartyPoker (c’è già stata una lunga trattativa nel 2017) guardano con interesse  sempre al casinò italiano in terra elvetica che ha già confermato l’appuntamento con WSOP Circuit.

Unibet invece punta sul Casinò di Sanremo mentre le speranze sono che presto Venezia torni agli antichi splendori (magari con una tappa futura del World Poker Tour Global nel 2019… fateci sognare almeno durante le feste natalizie), considerando che l’amministrazione comunale della Serenissima dovrebbe presto trovare un accordo con i sindacati. Le trattative procedono.

E poi c’è l’arrivo di Winamax che in Francia ha rivoluzionato non solo l’online (sono gli inventori degli Espresso, i primi Sit Lottery) ma anche il live con una serie lunga ed itinerante di freeroll live con migliaia di players seduti ai tavoli nei circoli transalpini. Chissà se qualcosa di simile non venga proposta anche in Italia. , burocrati e lobby a parte (che puntualmente sabotano ogni progetto riguardo al poker).

20€ FREE CON DEPOSITO DI SOLI 5€ su NewGioco, per giocare a Poker, Scommesse o Casinò. Registrati ora da questo link!
È un’esclusiva Assopoker!

Circoli: la regolamentazione mancata tra Governo e lobby

Proprio i circoli rimangono un tallone d’ Achille anche per via di un veto di Federgioco (l’associazione dei 4 casinò italiani) che ha promesso battaglia contro i club privati. Tutto rimane nel paradosso e nel silenzio della politica. Un mistero che va avanti dal 2009.

Oramai i 300 circoli esistenti ed operanti grazie alla giurisprudenza della Corte di Cassazione non otterranno in tempi brevi una regolamentazione o un riconoscimento legale (un grave danno per l’Erario ed anche per l’ordine pubblico). Non con questo Governo che si è dimostrato contrario a qualsiasi forma di regolamentazione (l’accordo Stato-Regioni è destinato all’ennesimo fallimento) nel gioco.

Gli scenari politici

Bisognerà attendere le prossime elezioni ma è difficile essere ottimisti. Gli ultimi sondaggi non indicano una chiara e netta maggioranza. Il rischio è di rimanere fermi e di perdere ulteriore tempo, andando a nuove elezioni bis.

Se per caso dovesse vincere il centro-destra (al momento la coalizione sfiora il 40% ed è lontana dal 50%+1) ci potrebbe essere qualche speranza in più di vedere i circoli autorizzati, ma non illudiamoci.

Il Governo Berlusconi ha approvato nel 2009 la legge che disciplina il poker live e nel 2011 l’ex ministro Tremonti pubblicò un nuovo decreto che modificò la regolamentazione dei circoli, abbattendo gli ultimi vincoli per garantire sostenibilità economica ai club. Rimangono però forti le opposizioni delle varie lobby del gioco terrestre che non vedono di buon occhio il poker in tutte le sue forme (online e live). Azioni e veti che danneggiano i players, l’erario e tutto il resto. L’unico che si è esposto in questi anni è stato l’onorevole Abrignani che ha presentato un disegno legge per ripartire da zero e iniziare un nuovo percorso legale. Ma è stato ignorato dal Governo. Meglio far rimanere il settore nell’anarchia?

Apertura nuovi casinò: difficile…

Qualche speranza in più potrebbe arrivare sul fronte dell’apertura dei nuovi casinò, ma il ritiro dalla scena politica di Angelino Alfano, primo sostenitore del disegno di legge, rischia di far naufragare anche questo progetto che è stato comunque sempre al centro delle politiche del centro-destra per rilanciare il turismo. Ma con scenari politici così poco lineari, è una previsione alquanto bizzarra pensare all’apertura di altre sale oltre alle 4 che già vivono in perenne emergenza.

Insomma il 2018 sarà un anno di transizione per il poker live italiano, con una lenta ma interessante ripresa guidata come sempre dal Casinò di Campione d’Italia. Tutto il resto rischia di rimanere sotto traccia.

Che 2018 sarà? Fine seconda parte – continua

Leggi anche: Che 2018 sarà? L’anno dei torneisti e dei super montepremi (prima parte)

Tu cosa ne pensi? Lascia il tuo commento