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La leggendaria ascesa di Tom Dwan: dai banchi di scuola al primo milione in due anni

Al giorno d’oggi Tom Dwan è sostanzialmente sparito dalle scene e la sua assenza risulta dolorosa per tutti gli appassionati di poker che si erano innamorati del suo stile di gioco senza paura e talvolta estremo (ma quasi sempre devastante per gli avversari). Nel 2007-2008, l’ammirazione sconfinata nei confronti di “durrrr” da parte dell’intera comunità internazionale del poker (professionisti compresi: Viktor Blom avrebbe dichiarato qualche anno dopo che Tom è il giocatore più forte che abbia mai sfidato) rappresentò l’inizio di una nuova era per questo gioco: quella in cui i punti di riferimento per il mondo professionistico non erano più le vecchie volpi del poker live, ma i terribili ragazzini del poker online.

Dwan fu il primo di una lunga serie di grinder a diventare veri e propri eroi per migliaia di giovani sparsi per il mondo, ventenni che osservavano le sue imprese ai tavoli, la sua vita ballas e la sua fama in costante crescita con occhi sognanti. Dopo il 2009 Tom divenne talmente noto nel mondo del poker da farsi un nome anche sulla scena live, trasformandosi poi, nella terza fase della sua carriera, in una figura quasi mitologica: quella del folangji (termine usato in Cina per definire una persona occidentale) venuto dagli Stati Uniti per sfidare i gambler asiatici ai tavoli nosebleed di Macao, nella più totale riservatezza.

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È innegabile, però, che la sua notorietà e il grande seguito di cui gode ancora oggi derivino da quei primi anni passati a grindare su Full Tilt Poker, quel periodo d’oro nel quale il poker online viveva una popolarità pazzesca e le sue scorribande erano seguite da un pubblico incredibilmente vasto. Per tutti Tom Dwan era il nuovo eroe del poker, ma lui come viveva quella situazione quasi surreale, considerando che aveva poco più di vent’anni? Per comprendere quel periodo straordinario dal suo punto di vista siamo andati a ripescare una vecchia intervista che rilasciò a Bluffeurope.com diversi anni fa, nella quale ripercorreva l’inizio della sua carriera.

Tutto iniziò con un deposito di 50$ effettuato sulla poker room Paradise Poker dal padre, che aveva visto nel figlio un talento cristallino per le due carte. “Iniziai a giocare i sit and go da 6$, che erano i più bassi sul sito”, dichiarò Dwan in più occasioni. “Ricordo di essere sceso a 12$ ma entro l’inizio dell’estate del mio diploma avevo circa 15.000$ in cassa”.

Era il 2004 e Tom aveva 18 anni. Era un neo diplomato che come tanti suoi coetanei si apprestava a intraprendere la carriera universitaria. Era già stato accettato alla Boston University ma prima di concentrarsi sullo studio decise di dedicarsi completamente al poker, in quei tre mesi tra la cerimonia di fine anno del liceo e l’inizio del nuovo anno accademico. Non aveva un piano preciso: voleva continuare a giocare online e farsi trascinare dagli eventi, pensando che in ogni caso sarebbe iniziata una nuova fase della sua vita di lì a poco.

Quella che sembrava essere una win-win situation, si trasformò presto in un grosso dilemma: Tom era stato ammesso al corso di laurea in ingegneria ma parallelamente all’inizio delle lezioni stava cominciando a incassare sempre più soldi ai tavoli di cash game. All’epoca grindava il NL 400$ di Full Tilt con un guadagno orario di gran lunga superiore alla media nazionale, ma aveva scelto di tenere la sua attività ai tavoli segreta a tutti: nessuno sapeva cosa faceva quando si chiudeva nella sua stanza del dormitorio e si metteva al computer.

“Una sera i miei amici volevano comprare dell’alcol ma avendo meno di 21 anni non potevamo farlo legalmente”, racconta Dwan. “Dovevamo pagare un extra a qualcuno per farcelo portare, complessivamente circa 200$. Nessuno dei miei amici aveva questi soldi, così li tirai fuori io dicendo che stavo vincendo bene a poker. Uno di loro mi disse che non potevo sprecare tutto il mio bankroll per l’alcol e io dissi che non era un problema. Lui chiese quanto avessi guadagnato e io dissi ‘più di 2.000$’. Era sotto shock. In realtà a quel punto avevo circa 100.000$ sul mio conto“.

Con questo bankroll, Tom giocava il 2$-4$ e il 5$/10$, ma ogni tanto tentava anche qualche shot ai limiti più alti. Gli High Stakes erano ormai a un passo, anche se il dualismo tra poker e università cominciava a essere difficile da mantenere segreto: “In una sessione persi 5.000$ e pensai ‘Porca miseria, sono un sacco di soldi‘. Chiunque nella mia famiglia avrebbe dato di matto se avesse saputo che avevo perso 5.000$. A quel punto capii due cose: che se qualcuno non perde nessuno può vincere e che se volevo fare i soldi veri dovevo dedicare più tempo al poker“.

Da questa constatazione, Tom prese una decisione coraggiosa: mollò l’università per concentrarsi solo sul poker. “Molte persone mi hanno detto che ho fallito all’università perché ero concentrato soltanto sulle carte”, spiegò Tom nel 2010. “Non è proprio così. La realtà è che tutti i miei amici, compagni di stanza, di corso o di dormitorio, mettevano la sveglia al mattino sapendo che se non suonava e fallivano a un esame rischiavano seriamente di finire a lavorare da McDonald’s o in posti simili. Io non mi dovevo preoccupare di fallire all’università, perché avevo una carriera nel poker”.

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Il motivo del suo abbandono – a parte il poco tempo a disposizione per svolgere bene entrambe le attività – riguardava quindi la mancanza di stimoli, un concetto che Tom espresse chiaramente in quell’intervista per Bluffeurope.com: “Ad oggi vorrei essere laureato, ma al tempo stesso so che se tornassi a studiare domani fallirei sicuramente. Questo perché non ho mai avuto lo stimolo di tornare. Quando seguivo lezioni con professori noiosi e poco brillanti, mi rendevo conto che per me era veramente dura stare seduto in classe per tutte quelle ore. Se quei professori fossero stati più interessanti o avessi scelto un corso più intrigante, probabilmente mi sarei laureato e non sarei mai arrivato dove sono ora nel poker. Per fortuna che non è andata così“.

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Tutto sommato, Dwan non rimpiange di non aver finito l’università e il motivo è facilmente immaginabile: “Dopo aver lasciato la scuola avevo un sacco di tempo per giocare a poker. Quell’estate (la prima dopo il diploma, aveva 19 anni, ndr) misi insieme un’infinità di ore al 2$/4$ NLH. Avevo messo da parte circa 70.000$ di vincite sul mio conto NETeller e lasciai 10.000$ sulla poker room. Il mio bankroll per giocare erano quei 10.000$ e da lì salii rapidamente. Nel giro di pochi mesi avevo vinto 200.000$“.

Due anni dopo il primo deposito effettuato dal padre, Tom Dwan aveva vinto un milione di dollari online. Aveva anche deciso di tagliare con il New Jersey (dove era nato) e con Boston (dove studiava) per trasferirsi in Texas insieme a un altro prodigio dell’online: David “Raptor” Benefield. “Quando ho vinto il primo milione ho firmato il contratto di affitto per questa casa in Texas”, dichiarò “durrrr”. “Nessuno a parte David sapeva che avevo vinto così tanto: preferivo tenerlo per me e lamentarmi con lui quando perdevo. Un giorno giocai ai limiti più alti che avevo mai affrontato e persi 500.000$ contro David Benyamine. Fu un colpo durissimo, che però mi consentì di capire che dovevo migliorare il mio gioco. Fino a quel momento quando perdevo davo la colpa alla fortuna dei miei avversari. Lì compresi di aver sbagliato tanti spot”.

David e Tom nella loro villa in Texas
David e Tom nella loro villa in Texas

Dwan si mise a studiare in profondità i suoi avversari e dopo aver recuperato ciò che aveva perso, si ripresentò agli High Stakes per sfidare top professionisti dell’epoca come Gus Hansen, Phil Ivey, Eli Elezra e Patrik Antonius. A quel punto sul forum americano Twoplustwo “durrrr” iniziò a diventare estremamente popolare. La sua storia iniziò a circolare e il fatto che avesse appena 20 anni lo rese il giocatore più seguito del poker online. A dare la spinta decisiva alla sua notorietà ci fu una sessione pazzesca sul finire del 2007, nella quale vinse 1.3 milioni di dollari.

“Ricordo che la mattina seguente mi chiamò mio padre”, raccontò Dwan. “Mi chiese se ero stato sveglio tutta la notte perché sembravo stanco e io risposi di sì. Lui mi disse che quello stile di vita non era salutare e che dovevo dormire, poi mi chiese il motivo e io gli dissi ‘Oh, ho vinto 1.3 milioni‘. Lui riprese a parlare a fare raccomandazioni, non se ne era accorto subito. Poi si fermò ed esclamo ‘Aspetta, cosa hai detto? Quanto hai vinto?‘”

Quel momento rappresentò la fine della sua scalata agli High Stakes e l’inizio della sua permanenza in quanto regular. Negli anni successivi arrivarono altre vincite milionarie, le sfide leggendarie con “Isildur1”, la “Durrrr Challenge” mai completata, la rottura con Full Tilt, l’amicizia con Paul Phua e altri gambler asiatici spesso associati alla triade 14K e il ritiro dalla scena pubblica, con conseguenti rumors insistenti sul presunto disastroso stato delle sua finanze.

Di queste vicende se n’è già parlato tanto, ma in questo articolo abbiamo voluto dare risalto soltanto alla parte più luminosa della carriera di Tom Dwan, quella nella quale non era altro che un ragazzino con un enorme talento per il poker e il coraggio di mollare tutto per inseguire un sogno.

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