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Dan Cates: "non solo poker nella mia vita. Cucina, musica e tanta beneficenza"

Dan Cates: aprirsi a nuovi mondi

E' un Dan Cates a 360 gradi quello che si concede nell'intervista al noto sito brasiliano dedicato al poker. Il noto player high stakes spiega cosa ha fatto e cosa sta facendo ai tempi della Pandemia.

"I primi giorni sono stati sicuramente i più duri. Quelli del lockdown, fra pessime notizie che arrivavano dal mondo esterno e l'incapacità di comprendere bene quello che stesse succedendo. Poi mi sono detto che quei giorni forzati di clausura potevano essere lo stimolo per aprirsi a nuovi mondi e nuove esperienze".

Dan Cates

"Ho creato un team di lavoro con alcuni ragazzi che collaboravano con me da tempo. Da loro ho appreso lezioni di cucina, lezioni di ballo, corsi di comunicazione e molto altro ancora, fra cui alcune sessioni da DJ in consolle con dirette streaming. Mi sono trasferito per qualche settimana a Londra, appena sono stati riaperti i collegamenti aerei con gli USA e qui ho radunato il mio team. Devo dire che in cucina sono migliorato tantissimo grazie a questi ragazzi e anche nel ballo me la cavo alla grande".

Dan Cates: il duro dal cuore grande

Dan Cates, nel corso degli anni, è sempre stato stato visto come un duro nel mondo del poker. Uno che non la ha mai mandate a dire ad alcuni rivali, con un carattere esplosivo e certe volte "rissoso". Eppure il buon "Jungleman12" ha stupito tutti negli ultimi mesi. Ha abbracciato diversi progetti dedicati alla beneficenza, fra cui l'apertura di una scuola a Zanzibar avvenuta pochi giorni fa.

"Nel periodo in cui ero a Londra mi è stato chiesto di mettere in piedi un mega party esclusivo per quando sarebbe terminata la pandemia. Una sorta di evento per festeggiare la fine di un incubo, ovviamente in un luogo esotico e spettacolare. Dopo qualche ricerca, la mia scelta è ricaduta su Zanzibar nell'oceano Indiano, davanti all'Africa. Avevo però bisogno di qualche contatto per sondare il terreno e scegliere la miglior location possibile. Così un giorno a Londra ho incontrato una donna che avrebbe dovuto aiutarmi nel reperire informazioni".

"Sta di fatto che il nostro incontro ha avuto un risvolto incredibile, spiega Dan Cates. La signora mi ha spiegato che lei è molto legata a Zanzibar e ogni anno contribuisce ad eventi benefici a favore di una delle popolazioni più povere al mondo. In quei giorni stava cercando di reperire nuovi fondi per portare a termine la costruzione di una nuova scuola proprio sull'isola di Zanzibar. Con lo scoppio della Pandemia, sia i lavori e sia i flussi di denaro a favore della scuola si erano bloccati".

Dan Cates il giorno dell'apertura della nuova scuola a Zanzibar

"Non ci ho pensato due volte: niente ricerca di location per il party, ma una mega raccolta di soldi per completare l'opera. In poco tempo abbiamo messo assieme la cifra che serviva per far ripartire i lavori e pochi giorni fa sono volato a Zanzibar per assistere all'inaugurazione della scuola. Una soddisfazione unica e che mi ha riempito di gioia. Adesso abbiamo altri progetti benefici in Ghana, Senegal e Messico. Aiutare gli alti è diventata la mia missione". 

Dan Cates: il poker ha bisogno di nuovi sbocchi

Dan Cates però non perde di vista neanche la sua missione nel poker. In questi anni è stato uno dei protagonisti assoluti della scena, soprattutto di quella high stakes. E sembra avere le idee chiare sul poker.

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"Voglio coinvolgere più persone possibili nel mondo del poker. Soprattutto ho intenzione di portare ai tavoli una nutrita schiera di vip che non hanno mai giocato e che non dispongono di alcuna conoscenza del gioco stesso. Tramite il mio team stiamo mettendo in piedi proprio una scuola di poker per personaggi famosi che vogliono avvicinarsi al poker e necessitano di lezioni per apprendere le strategie di base. Coinvolgere questi personaggi, anche con interviste, podcast e quanto altro, aiuterà il poker anche a raggiungere altre giocatori. Voglio che siano da traino per il grande pubblico".

Dan Cates

"Il poker per come è stato negli ultimi 13 anni è destinato a cambiare. La pandemia ha ridotto notevolmente gli eventi dal vivo, con una riscoperta del gioco in rete. Ma dobbiamo essere pronti per quando sarà possibile tornare a giocare live in totale sicurezza. Questi sono mesi importanti per seminare, in vista della ripresa del gioco. L'obiettivo è quello di dare un secondo boom al poker dal vivo e avvicinare più persone possibili a questo particolare mondo.

Dan Cates: Phil Ivey l'avversario più difficile

La parte finale dell'intervista a Dan Cates è dedicata alle sue avventure al tavolo. Pochi giorni fa abbiamo parlato dell'incredibile pot da 20 milioni di dollari perso a Macao. Così parlando delle sue battaglie al tavolo, "Jungleman12" fa una sorta di classifica degli avversari più forti che abbia mai affrontato. E il primo della lista non può che essere Phil Ivey:

"Ivey è davvero una montagna difficilissima da scalare. Non riesci mai a capire cosa possa avere in mano e ha delle letture fuori dal comune. Molto tosti lo sono anche i vari Ike Haxton, Phil Galfond, Matt Ashton e Timofey Kuznetsov alias Trueteller . Ecco, la mia personale top five dei giocatori più forti racchiude questi players".

Phil Ivey
Phil Ivey

Non può mancare un accenno alle amicizie costruite nel corso degli anni al tavolo. Così Dan Cates svela una seconda top five, dedicata appunto ai legami che si sono creati nel mondo del poker. "Crearsi amicizie nel poker non è facile. Ci sono tantissimi squali. Io però alla fine non posso lamentarmi e credo di aver stretto un rapporto molto bello con i vari  Justin Smith, Rob Flink, Ben Lamb e Rui Cao. Ma la persona più bella, con cui ho legato in questi anni, è senza dubbio Philip Gruissem".

Sport e Poker Editor
Nel mondo del giornalismo sportivo da quando avevo 16 anni, ho all'attivo quasi 800 radiocronache di eventi sportivi e quasi 10 mila articoli sportivi. Da 15 anni nel mondo del poker, del betting e del gaming. Cavallo di battaglia: "Amici Miei". Borgo San Lorenzo è dove vivo e sono nato il 12 marzo 1983: qui nel cuore del Mugello, ad un tiro di schioppo dal circuito e da Firenze, gravita tutta la mia vita. Debutto a 16 anni nel mondo del giornalismo; radiocronache del calcio dilettantistico e dal quel momento ho capito che la mia strada era questa. Malato di calcio a tal punto da dormire con il pallone da bambino ho scritto una vagonata di articoli per calcio e sport: ma la vera svolta arriva nel 2010, quando Assopoker mi concede la possibilità di scrivere di poker, scommesse, casinò e tutto quello che gira attorno al mondo del gioco. Ebbene sì, faccio il lavoro che volevo a tutti i costi e quando sono stanco, con mia moglie ci imbarchiamo per qualche viaggio esotico, oppure per un weekend rilassante alle terme. Mangiatore da competizione spendereste meno a regalarmi un vestito firmato che una cena.
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