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Scuola di poker: Tar respinge ricorso del club di Montecatini

scuola-pokerControversa decisione da parte del Tribunale Amministrativo della Toscana che ha respinto un ricorso presentato dall’ Associazione Poker Sportivo Texas Montecatini che era intenzionato ad organizzare un corso di poker.

Il circolo di Montecatini aveva chiesto una preventiva autorizzazione alla Questura di Pistoia, la quale però aveva respinto l’istanza. A quel punto il poker club è ricorso al TAR di Firenze presentando una domanda di annullamento della decisione negativa della Questura.

I giudici amministrativi però non hanno ritenuto illegittima la decisione degli organi di polizia ed hanno respinto il ricorso dell’associazione di Montecatini. A lasciar pensare però sono soprattutto le motivazioni a fondamento dell’ordinanza del tribunale amministrativo.

“Considerato – scrivono i giudici di Firenze - che l’atto impugnato (il diniego di autorizzazione da parte della Questura, ndr) non sembra presentare apprezzabili profili di illegittimità, tenuto anche conto che la stessa Amministrazione ha precisato nelle sue difese che non esiste licenza o comunque titolo autorizzatorio previsto dalla legge e rilasciato dal Questore per la realizzazione di una scuola che insegni il gioco del poker, respinge la domanda incidentale di sospensione del provvedimento impugnato”.

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Bocciato quindi il ricorso presentato dal circolo, tenuto conto che non esiste “alcun titolo autorizzatorio” previsto dalla legge. In questo caso non sarà possibile organizzare alcun corso, almeno secondo l’interpretazione letterale dell’ordinanza. Le motivazioni però potrebbero lasciare uno spiraglio, in quanto è riconosciuto nell’atto dei giudici, un vuoto legislativo in materia: non essendo previste licenze, l’attività potrebbe essere consentita lo stesso?

Secondo l’orientamento maggioritario giurisprudenziale, in caso di assenza di regolamentazione, si dovrebbe ricorrere ad  un'interpretazione analogica per materia. Ragionamento sposato dal TAR  della Toscana che ha interpretato la carenza legislativa in senso negativo: non essendoci alcuna legge che prevede titoli autorizzatori, l’attività deve essere vietata, considerando che in Italia, secondo la Legge Comunitaria del 2008, il gioco del poker è consentito ma solo nei centri autorizzati. In questo caso l’attività è diversa ma simile: siamo pur sempre in materia di gioco e quindi risultano necessarie le autorizzazioni, come in ogni comparto del gambling presente sul territorio.

Con ogni probabilità potrà far maggiore chiarezza il Consiglio di Stato se il circolo di Montecatini impugnerà tale controversa decisione. La scelta più logica e sensata però potrebbe essere un intervento diretto del legislatore o, ancor meglio, l’inserimento di un comma nel regolamento in via di pubblicazione da parte dei Monopoli di Stato che chiarisca e disciplini anche i corsi legati al poker. Per i giocatori italiani è vietato anche andare a scuola?

Editor in chief - Analista poker e betting industry
Luciano Del Frate è giornalista iscritto all’Ordine da oltre 25 anni e vive a Malta dal 2012. Laureato in Giurisprudenza, è specializzato nei sistemi regolatori del settore gaming e nella comunicazione del gioco legale in Italia. Dopo gli inizi tra quotidiani e televisioni, dai primi anni 2000 lavora nel mondo delle scommesse come consulente, approfondendo da vicino le dinamiche del mercato internazionale. Dal 2010 fa parte della squadra di Assopoker, dove racconta poker, betting e industria del gioco con un approccio tra analisi, esperienza e passione. Malato di sport fin da bambino, non ha mai smesso di inseguire quel sogno nato sfogliando il Guerin Sportivo
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