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Luca Poldaretti

Il dissequestro di un circolo di poker a Pisa, rivisti il limiti di re-entry e buy-in: l’intervista all’Avvocato Luca Poldaretti

Un limite massimo di 1-2 re-entry a torneo può addirittura abbattere l’alea e non configurare il gioco d’azzardo nei tornei di poker live nei circoli. Inoltre il buy in, a distanza di 15 anni da alcune pronunce dei limiti stabiliti (Consiglio di Stato o Corte di Cassazione ma anche circolari ormai “antiche” del Ministero dell’Interno) va anche attualizzato con l’inflazione attuale e a certi importi può non superare il limite minimo stabilito.

I due clamorosi precedenti per chi organizza il poker dal vivo sono emersi nel ricorso presentato nel riesame al tribunale di Pisa dall’avvocato Luca Poldaretti che difendeva il “Pisa Poker & Friends”, appunto. Il circolo toscano aveva ricevuto un blitz della Guardia di Finanza nel febbraio del 2025, per poi ottenere il dissequestro qualche settimana dopo, ottenendo alcuni risultati interessanti.

Il sequestro del circolo "Pisa Poker & Friends" : i fatti

Sulla pagina Facebook dell’associazione sportiva “Pisa Poker & Friends” si diceva che il circolo era chiuso “per verifiche commerciali e amministrative” e che le attività erano “momentaneamente sospese”. In realtà dietro c’era un blitz della Guardia di finanza che aveva messo i sigilli i primi giorni di febbraio 2025. Gli inquirenti avevano stabilito che quel circolo in cui si stavano giocando tornei di Texas Hold’em a buy in irrisori era una vera e propria bisca clandestina.

Le indagini erano nate nell’ambito delle attività di servizio finalizzate al contrasto del gioco d’azzardo e delle scommesse clandestine, che prevedeva anche il monitoraggio delle piattaforme dei social network: così, infatti, fu identificata l’associazione sportiva pisana, con sede nel quartiere di Ospedaletto.

I social e i re entry

Ad insospettire gli inquirenti erano state le locandine pubblicate sulle pagine del club pisano che davano notizia di tornei programmati a cadenza periodica con la variante No Limit Hold’em. Tuttavia si parlava anche di possibilità di effettuare re entry, possibilità illecita, secondo le forze dell’ordine perché, oltre a incidere sul fattore dell’incertezza, determina la prevalenza del caso sulle abilità dei giocatori e il fine di lucro, elementi essenziali per la configurazione del reato di gioco d’azzardo.

Denunce e sequestri

Ai tavoli, però, c’erano 26 persone tra i 20 e i 72 anni che praticavano il NLHE incluso nella tabella dei giochi proibiti della Questura locale. Le perquisizioni rintracciarono contante pari a 900 euro, chips e altro materiale da gioco. All’immobile, composto da cinque locali allestiti specificatamente per lo svolgimento dei giochi, furono apposti i sigilli.

Gli organizzatori del gioco e i dealer vennero denunciati alla procura della Repubblica per il reato di esercizio di giochi d’azzardo.

I limiti indicati dalla Giurisprudenza e dal Consiglio di Stato

Prima dell'intervista con l'Avvocato Poldaretti è bene ricordare quali sono i limiti storici imposti dalla giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione che aveva indicato/consigliato "buy-in di modico valore" e divieto di "re-entry" per individuare i tornei di poker sportivo (leciti).

Ma cosa si intende per buy-in di modico valore? In questo caso bisogna fare riferimento alla Circolare del Ministero degli Interni del 2008 poi ripresa dal parere del Consiglio di Stato del 2009 che aveva fissato alcune regole importanti per il settore del poker live fuori dai casinò: il limite del buy-in doveva essere di 30 euro ma, in alcuni casi speciali, si poteva arrivare a 100 euro. La giurisprudenza però sta rivedendo e "attualizzando" questi limiti in base a una rivalutazione del costo della vita.

Dalla paura al dissequestro del circolo pisano

Con l’assistenza dell’ Avvocato Luca Poldaretti, però, poche settimane dopo il ricorso presentato convinse i giudici del riesame che disposero il dissequestro del circolo, ritenendo che non ci fossero i presupposti per contestare il reato di gioco d’azzardo.

I giudici concordarono che la modalità usata per giocare nel circolo non era come era stata descritta in un primo momento.

Com’è andata ce lo spiega lo stesso legale esperto di gaming del foro di Pisa: “Il sequestro riguardò un circolo molto piccolo, con pochi tavoli e il buy in oscillava dai 40 ai 60 euro di solito. La cifra sequestrata forse era più alta di quello che riportò la stampa locale ma era comunque irrisoria. Contestarono il reato di gioco d’azzardo perché quella sera si giocava a 80 euro e la giurisprudenza presupponeva un impegno economico minore e il divieto di effettuare rebuy e re-entry”.

Il sequestro riguardò un circolo di Pisa molto piccolo, con pochi tavoli e il buy in oscillava dai 40 ai 60 euro di solito. La cifra sequestrata forse era più alta di quello che riportò la stampa locale ma era comunque irrisoria. Contestarono il reato di gioco d’azzardo perché quella sera si giocava a 80 euro e la giurisprudenza presupponeva un impegno economico minore e il divieto di effettuare rebuy e re-entry.

Avvocato Luca Poldaretti

La difesa e la modalità re-entry

Due le chiavi innovative di lettura portare dall’avvocato pisano: “Ai giudici del riesame portai tutti i precedenti, dal Tribunale di Lecce (fine gennaio 2012, quando il Salento Hold’em poker club ottenne un risultato storico dopo il sequestro, Ndr) e poi le indicazioni del consiglio di Stato. La difesa partì dall’importo del buy in che, secondo noi, andava attualizzato e con una rivalutazione monetaria, anche il giudice convenne che gli 80 euro erano simili ai 50-60 euro indicati dalla giurisprudenza (all’epoca a Lecce erano addirittura 30 euro, Ndr). Poi c’è da fare un altro discorso. Dobbiamo scindere dal profilo penale e amministrativo. Un conto è contestare la metodologia del gioco, un conto il lato fiscale del sequestro. E lì entrarono in ballo i re-entry”.

Luca Poldaretti ISOP
L'Avvocato Luca Poldaretti: si ringrazia ISOP per le immagini

L’analisi di Poldaretti convinse lo stesso pubblico ministero che convenne con la difesa. Non si trattava di gioco illegale ma di un torneo organizzato nel pieno delle regole e non c’era nessun allarme sociale: “Va detto che ci fu la possibilità di discutere serenamente col PM dopo aver ottenuto il dissequestro. E portai una perizia molto dettagliata che stabiliva come 1 re entry o al massimo 2, com’era in quell’occasione e anche entro un certo livello di gioco, non solo non aumenta l’alea ma può anche abbassarla entro i limiti stabiliti e comunque non configurare l’azzardo. Se ad esempio un giocatore si sposta da Roma a Milano per giocare ed esce AA vs KK per un K sul board, potrebbe aver buttato via le spese di trasferta e un rientro al massimo non cambierà sostanzialmente la struttura dell’evento consentendo al player di abbattere l’alea e non di aumentarla”.

La difesa partì dall’importo del buy in che, secondo noi, andava attualizzato e con una rivalutazione monetaria, anche il giudice convenne che gli 80 euro erano simili ai 50-60 euro indicati dalla giurisprudenza... ci fu la possibilità di discutere serenamente col PM dopo aver ottenuto il dissequestro

Avvocato Luca Poldaretti

Da specificare bene che i re entry dopo questo dissequestro non sono sdoganati, giammai: “Il PM ritirò l’accusa ma fu molto chiaro. Avrebbero perseguito i rebuy e rientri illimitati perché è lì che si configura il reato e, in effetti, in alcuni casi le forze dell’ordine e i giudici hanno confermato questo indirizzo sequestrando alcuni circoli e denunciando players e organizzatori. Un altro fattore importante da considerare è che non si crei disparità economica tra players: un conto poter spendere un buy in di qualsiasi importo, un altro è iscriversi 5-10-20 volte. Non solo si configura l’azzardo ma si falsa anche l’aspetto sportivo. Garantiti? Quella è tutta un’altra storia che esula da questi concetti”.

.... portai una perizia molto dettagliata che stabiliva come 1 re entry o al massimo 2, com’era in quell’occasione e anche entro un certo livello di gioco, non solo non aumenta l’alea ma può anche abbassarla entro i limiti stabiliti e comunque non configurare l’azzardo. Un rientro al massimo non cambierà sostanzialmente la struttura dell’evento consentendo al player di abbattere l’alea e non di aumentarla

Avvocato Luca Poldaretti

La situazione sul territorio: "in circa 18 anni non è cambiato nulla"

Parlando con Luca Poldaretti ci si rende conto di quanto è ancora incerta la situazione nel settore del poker live che, pure, dilaga in tutta Italia: “Sto difendendo un circolo di Santa Maria degli Angeli di Assisi dove abbiamo perso il ricorso di dissequestro ma impugneremo e ce la giocheremo in giudizio. Sto aspettando le carte ma stiamo parlando di una serata freeroll con re-entry a 20 euro! Un’esagerazione, insomma. Si è creato, però, un effetto domino con un circolo di Perugia, sempre in Umbria, a pochi chilometri, che ha deciso di fermare i tornei per precauzione. Ma a memoria ho già difeso negli ultimi anni un club a Montecatini per ben due volte, a Lucca, a Ponsacco antesignano del Pisa Poker Club, a Bagno a Rivoli e a Viareggio e hanno sempre dissequestrato tutto”.

Il PM a Pisa ritirò l’accusa ma fu molto chiaro. Avrebbero perseguito i rebuy e rientri illimitati perché è lì che si configura il reato e, in effetti, in alcuni casi le forze dell’ordine e i giudici hanno confermato questo indirizzo sequestrando alcuni circoli e denunciando players e organizzatori. Un altro fattore importante da considerare è che non si crei disparità economica tra players: un conto poter spendere un buy in di qualsiasi importo, un altro è iscriversi 5-10-20 volte. Non solo si configura l’azzardo ma si falsa anche l’aspetto sportivo

Avvocato Luca Poldaretti

Del regolamento neanche a parlarne

L’argomento è sempre lo stesso, la legge c’è ma manca la regolamentazione della stessa che il settore attende da quasi due decenni: “Si tratta di un inadempimento clamoroso dello Stato italiano. La legge comunitaria 88/2009 non ha avuto mai seguito e i Governi che si sono succeduti hanno solo pensato al profitto massimo calpestando tutti i principi che possiamo immaginare. Siamo uno dei pochi paesi che non ha normato, neppure a grandi linee, i tornei di poker dal vivo come la Francia o la Germania, un gioco di abilità rispetto a tanti altri prodotti legali che si basano su tutto meno che sulle skills del giocatore.

Sappiamo che non è in agenda ma lo Stato dovrebbe regolamentare questo settore. Ma dovremmo anche uscire dall’eccesso di burocrazia che, purtroppo, ci contraddistingue negativamente in Europa. Se la pena fosse efficace rispetto all’illecito commesso avremmo risolto buona parte di questo problema”,
ha concluso Luca Poldaretti.