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Donne

3bettiamo le donne da Small Blind, ma esce l'asso sul flop. Cosa facciamo?

Decision point donne da small blind: 

Stiamo giocando una partita $1/3 No Limit Hold’Em cash game, un giocatore da UTG apre a $8 ricevendo il call da cut-off di un avversario. 

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Noi agiamo da Small Blind con uno stack di 300 e spilliamo una coppia di donne da small blind , q q . Decidiamo di 3Bettare a 35 ricevendo il solo call dell’original raiser, il flatter folda. 

Sul flop scendono a 9 8 , l’azione sta a noi. 

La risposta

La decisione che dobbiamo prendere è ovviamente quella che fa capo alla scelta tra una continuation bet e un check e, se nel caso decidessimo per la prima ipotesi, quale size dovremmo adottare. 

In generale vogliamo mantenere un intervallo equlibrato ogni volta che prendiamo una decisione specifica. Questo vuol dire che anche in possesso di altre mani, come una coppia di Kappa o anche A-K, dovremmo operare allo stesso modo. 

Il perché di questo enunciato si trova nel fatto che se dovessimo c-bettare solo quando hittiamo ( ad esempio con una mano come AK ) e checkare quando non hittiamo ( QQ-KK-JJ che 3Bettano pre) sarà piuttosto semplice giocare contro di noi. 

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La strategia generale

Facente parte di una strategia generale contro un avversario sconosciuto, è solitamente meglio fare una continuation bet in heads up quando siamo stati gli ultimi aggressori pre flop. 

Data la ristrettezza del nostro range e di quello del nostro avversario che, ricordiamolo apre da UTG e flatta la 3Bet a 35$, è lecito aspettarsi che l’original raiser decida di bluffare poche volte se decidessimo di checkare. 

Ancora di meno deciderebbe di bluffare nel caso in cui mettessimo sul piatto una nuova puntata: è altamente improbabile che possa decidere di salire sopra ad un’eventuale puntata da parte nostra, con una mano peggiore della nostra. 

Per queste ragioni il check nel lungo periodo è la giocata più adatta a questa situazione specifica, anche perché è una variante alla strategia che di solito dovremmo adottare come predefinita. In linea generale potremmo decidere di chiamare una puntata del nostro avversario sul flop su questo scenario, per poi capire cosa si mette in testa di fare al turn. 

Partiamo dal presupposto che un avversario di medio-basso valore possa decidere di provare il bluff su una street, data la nostra timidezza sul flop, ma con molta difficoltà condurrà il suo bluff per tutte le strade. In caso contrario, la maggior parte delle volte vorrà dire che saremo sotto e potremo serenamente foldare al turn. 

Tratto da Pokernews

Poker e Sport Editor
Io sono Andrea Borea, sono nato nel marzo del 1973, e non vengo propriamente da una formazione umanistica, visto che i miei hanno sempre spinto per dare seguito agli interessi di famiglia. Dopo aver fatto per qualche tempo ciò che essi mi consigliavano, Assopoker divenne la mia vita, prima che mi chiamasse Luca Pagano per collaborare al sito PokerPoker.it e dare vita alla Pagano Events. Sono stato il primo a bloggare il Main Event delle WSOP per l’Italia da Las Vegas, nel 2008 e nel 2009. Collaborai alla stesura di due collane, “Lo sport del Poker” e “I segreti del Grande Poker”, entrambi per la Gazzetta dello Sport, sempre per Gazzetta cominciai a scrivere per un paio di anni articoli di Texas Hold’Em, prima di passare in pianta stabile con PokerStars.it. Da 6/7 anni, scrivo per ItaliaPokerClub, BetFair, PokerStarsNews, PokerStarsLearn, Ludos Academy.
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