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La Cassazione conferma il sequestro del Circolo Prestige di Prato e di €125mila

Dopo 25 mesi dal blitz delle forze dell’ordine, degli operatori dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli, la Corte di Cassazione ha messo la parola fine sul sequestro dell’immobile e di oltre 125mila euro del circolo di poker live Prestige di Prato. Confermate le prime disposizioni che erano state seguite dall'irruzione de "Le Iene di Italia 1" in quel giovedì del 14 marzo 2024, quando le telecamere inquadrarono anche altri tipici table games da casinò.

Prestige Prato: Texas hold'em salvo!

La buona notizia è che in tutto questo il Texas Hold’em dal vivo non venne (e continua a non essere) minimamente intaccato a livello penale e amministrativo e che, fino ad oggi, i giochi, mtt e cash game, sono proseguiti. Delle 17 denunce comminate nessuna era riferita a chi si trovava nell’area poker.

Le brutte notizie per i gestori, purtroppo, rimangono e sono di carattere economico oltre che il sequestro del locale. In effetti il ricorso relativo all’immobile è stato dichiarato ugualmente inammissibile, poiché, secondo i giudici, la questione avrebbe potuto essere eventualmente sollevata soltanto dal proprietario del bene e non dagli indagati.

La sentenza della Suprema Corte

Come anticipato la Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo disposto nei confronti del circolo di Prato, respingendo i ricorsi presentati dagli amministratori della struttura e ritenendo legittime le valutazioni effettuate dai giudici di merito sulla presunta attività di gioco d’azzardo esercitata all’interno dei locali.

L'ordinanza del sequestro in primo grado

Il ricorso impugnava l’ordinanza del Tribunale di Prato che aveva rigettato il riesame avverso il decreto di sequestro preventivo (08/04/2024) disposto dal G.I.P.: sotto chiave i giudici avevano messo il denaro per complessivi €125.665 e dell’immobile per reati connessi al gioco d’azzardo.

Il 2 maggio 2024 il Tribunale aveva dichiarato inammissibile il riesame relativo a una correzione catastale ritenendo quel provvedimento non impugnabile con l’istituto giuridico in questione. I ricorsi per Cassazione sono stati proposti dai difensori dei tre imputati, ma presentati fuori termine (il ricorso datato 28/06/2024 pervenuto in Corte il 02/03/2026) e accompagnati dall’ordinanza non pertinente.

Corte di Cassazione
Corte di Cassazione (foto Shutterstock)

La difesa

Il club di poker live ha incentrato la difesa su tre motivi: il fumus (parvenza di buon diritto, ragionevole verosimiglianza che è sufficiente per le misure cautelari) e il sequestro del denaro, la proporzionalità e la pertinenzialità e il sequestro su un immobile di proprietà di un terzo.

Sulla natura delle somme trovate dalle forze dell’ordine e trovate durante i controlli, secondo gli indagati, il denaro trovato all’interno del circolo sarebbe stato riconducibile alle quote di partecipazione versate dai giocatori per prendere parte ai tornei di poker sportivo, attività consentita dall’ordinamento. Le somme erano state trovate, come annota la sentenza della Cassazione, in alcune ciotole all’ingresso e avevano ricostruito la provenienza dai giochi delle altre sale.

Le motivazioni della Cassazione

Dalle indagini sarebbe emerso che nelle casseforti presenti nel locale erano custoditi oltre 125 mila euro derivanti dalle giocate effettuate dai partecipanti e, in particolare, dalle somme convertite in fiches e successivamente perse dai giocatori.

La polizia giudiziaria avrebbe documentato lo svolgimento di partite di blackjack e punto banco, giochi tradizionalmente qualificati come d’azzardo, oltre a modalità di gestione del poker considerate incompatibili con il modello del poker sportivo autorizzato. Tutti gli scambi di denaro contante erano osservati attraverso le telecamere di videosorveglianza e gli inquirenti avevano trovato anche i registri delle vincite e applicazioni informatiche dedicate alla gestione dei punteggi e dei pagamenti relativi ai tavoli di gioco.

La Cassazione ha confermato infine che il denaro rinvenuto è stato logicamente collegato dai giudici toscani alla pratica di giochi d’azzardo con modalità sospette (rebuy, conversione contante‑fiches). Per questo la Corte ha ritenuto che la motivazione non sia mancante né apparente.

Il sequestro dell'immobile

Niente fa fare anche per l’immobile. La difesa sosteneva che la struttura ospitasse numerose attività lecite, tra cui un bar, la raccolta scommesse autorizzata, apparecchi da intrattenimento, servizi di assistenza fiscale, internet point e attività formative.

ll Tribunale ha verificato l’effettiva strumentalità dell’immobile allo svolgimento del gioco d’azzardo, rilevando l’assenza delle attività lecite dichiarate e la presenza di arredi e mezzi esclusivamente atti al gioco d’azzardo: il sequestro complessivo è stato ritenuto strumentale all’attività illecita e quindi giustificato. La Corte non ha ravvisato carenze logiche o motivazionali.

La motivazione del ricorso che riguardava la proprietà dell’immobile è stato giudicato inammissibile per carenza di interesse dei ricorrenti a proporre il rimedio in favore del proprietario estraneo: i ricorrenti non agivano nell’interesse del terzo proprietario e quindi non legittimati a sollevare tale censura in cassazione, hanno sottolineato i giudici.

I fatti della sera del 14 marzo 2024

Quello del 14 marzo 2024 fu un blitz come mai si era visto prima per forze schierate in campo con circa 30 agenti e per le accurate modalità di indagini che pare siano partite diversi giorni prima forse con player infiltrati in borghese. Un’incursione anche mediatica con le classiche telecamere nascoste de "Le Iene" che pubblicarono puntualmente il servizio. Pare fossero presenti anche agenti e funzionari dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli da Roma e il segnale sembrava un attacco verso il movimento del poker dal vivo. Tuttavia dopo 25 mesi possiamo dire che quei timori sono rimasti infondati.

Il settore del gioco pubblico è ancora in attesa del riordino che dovrebbe seguire quello dell’iGaming ma del poker live non vi è stata mai nessuna traccia.

Le reazioni di due anni fa del Prestige

“A seguito degli eventi accaduti nella serata di giovedì 14 marzo 2024 presso la sede della Prestige Poker informiamo tutti i nostri soci che i tornei di poker sportivo di Texas Hold’em e Omaha non sono stati oggetto di controllo e contestazione in quanto già oggetto di una archiviazione precedentemente ottenuta presso il tribunale di Prato il 25/07/2011”.

Era quanto avevano dichiarato in quei giorni i titolari del circolo. In effetti il poker sportivo rimane fuori da tutte le argomentazioni giuridiche che la Cassazione ha chiuso respingendo tutti i ricorsi dei tre indagati.

I tornei in gioco al momento del blitz pare fossero Nlh freezeout e Pot Limit Omaha senza garantito quindi in linea con i pochi principi indicati dallo Stato negli ambiti della Corte di Cassazione stessa e del Consiglio di Stato.

Anche i tavoli cash game pare rimasero immuni da controlli ma, soprattutto da denunce penali.

La mattinata successiva al blitz le parole del club erano state queste: “Cari amici e appassionati di giochi, desideriamo informarvi che la nostra sala Prestige rimarrà chiusa per il momento. Tuttavia, siamo lieti di annunciare che a breve ricominceremo con entusiasmanti tornei per tutti voi! Vi preghiamo di rimanere sintonizzati sulla nostra pagina per ulteriori aggiornamenti e dettagli sui prossimi eventi. Non vediamo l'ora di accogliervi di nuovo per divertirci insieme! Grazie per la vostra comprensione e supporto”.

La Cassazione si è espressa sulle esigenze cautelari

Dopo la decisione del Tribunale di Prato sulle misure cautelari (sequestro dell'immobile e delle somme rinvenute dagli inquirenti all'interno del locale) la Cassazione ha riconosciuto la validità dei presupposti di tali misure e della decisione dei giudici di primo grado. Di fatto quindi la parte del locale sequestrata rimane indisponibile ai gestori, idem il denaro sequestrato in attesa che si arrivi a una sentenza definitiva di primo grado. Il procedimento penale deve ancora entrare nel merito, in questo caso saranno valutate le posizioni dei 17 indagati che furono segnalati alla Procura da parte delle forze dell'ordine.