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Marco Trucco (PokerStars): “necessaria nuova legge per il poker live. Nell’online, una tassazione alta rischia di far fallire il gioco legale”

Marco Trucco di PokerStars giudica in maniera positiva l'iniziativa dell'onorevole Abrignani in merito all'abrogazione della legge del 2008 del poker live ed esprime la sua opinione sul dibattito sul gioco online.

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18/05/2017 14:01

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In merito all’emendamento presentato dall’onorevole Abrignani sul poker live, con l’obiettivo di abrogare la norma contenuta nella legge “per gli adeguamenti degli obblighi comunitari” del 2008, ha voluto esprimere la sua opinione anche Marco Trucco, manager dei principali mercati europei di PokerStars.

Trucco si allinea alle posizioni di Abrignani. Il politico, come ha ribadito ieri, vuole cancellare la norma che legittima il live per ripartire da zero nella disciplina del texas hold’em e dei circoli. Il pensiero del deputato è molto chiaro: è necessario regolamentare “un settore importante come il poker live” oppure fare marcia indietro.

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Marco Trucco

“Con la legge comunitaria – afferma Abrignani – del 2008 si doveva regolamentare un settore importante del gioco in Italia, ma tutto questo non è mai stato fatto. Al momento, esistono tante sale da poker che sono abusive e che sono state aperte in base ad una norma mai attuata. O si mettono in regola, o si chiudono”.

D’altronde, sono settimane calde per gli operatori in Italia, non solo per il poker dal vivo ma anche a seguito del dibattito innescato dai gestori di slot che puntano il dito contro l’e-gaming tricolore, visto come un pericoloso concorrente.

E’ interessante conoscere il pensiero di Marco Trucco, direttore di PokerStars (prima room in Italia) ma anche vice-presidente dell’associazione dei concessionari online LOGiCO che pochi giorni fa ha risposto per le rime a Sapar.

Cosa ne pensi dell’iniziativa di Abrignani sul poker live?

Siamo d’accordo con Abrignani. Il discorso live non riguarda PokerStars direttamente, ma se penso in generale al poker in Italia, credo che eliminare il bando sia una buona idea per iniziare a fare chiarezza. Il bando non aveva alcuna speranza di essere attuato così come previsto, e ha messo da anni la regolamentazione del live su un binario morto.

E quando si è su un binario morto, bisogna mettere la retromarcia.

Ma se l’emendamento dovesse essere approvato in commissione Bilancio, in Italia si perderà anche uno dei pochi riferimenti normativi ancora esistenti. Non è un ulteriore rischio? Cosa prevedi al riguardo?

Se l’emendamento passerà credo che si potrà poi riaprire una discussione positiva, stabilire un numero ragionevole, requisiti e tassazione delle sale che siano in linea con le esigenze di controllo e sicurezza che hanno consentito all’online di essere regolamentato.

I produttori di slot ed alcuni partiti politici propongono un aumento della tassazione per il gioco online in Italia.

Il rischio che aumentino le tasse sull’online è molto alto. Viene messa in circolo l’idea che l’online sia stato privilegiato rispetto alle slot. La realtà è che sono due mondi diversi e difatti i lettori di Assopoker non passano le loro giornate nel retrobottega di un bar.

Quale può essere il reale pericolo concorrenziale per gli operatori italiani?

E’ più probabile, senza ipocrisie, che i giocatori siano ancora attratti dai siti illegali: per questo il gioco .it deve essere competitivo. Nei paesi in cui le tasse sono troppo alte il gioco legale ha fallito, è dimostrato: ogni aumento di tassa significa una perdita per l’operatore, per il giocatore e per l’erario. Se fossimo in America direi: chiamate il vostro deputato o il vostro senatore e fategli sapere le vostre idee. Purtroppo in Italia i canali di comunicazione non sono così facili, ma sarebbe importante che alle campagne contro il gioco rispondessero anche i giocatori stessi.

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