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Come giocare il Tavolo Finale da Big Stack

Già dal precedente articolo vi abbiamo messo a disposizione i primi tips per provare a giocare in maniera decente il Tavolo Finale del nostro torneo.

In calce all'articolo vi avevamo fatto partecipi della necessità di suddividere le strategie alla luce dello stack in proprio possesso.

Cominciamo con lo scenario a noi più favorevole: avere un big stack al Tavolo Finale.

Big stack al tavolo finale

Che bella posizione in cui trovarsi!

Sei il chip leader (o molto vicino ad esserlo) e come tale puoi mettere pressione su chi è meno fortunato. Se c'è un chiaro short stack (o meglio ancora, due), questo rafforza la tua posizione.

A questo punto si spera che tu abbia alcune informazioni su quali giocatori stanno giocando con paura o sono "scared money" e quali giocatori stanno giocando senza paura.

In caso contrario, sii attento. Se giochi dal vivo, ascolta i giocatori. Se stai giocando online, una volta che hai raggiunto gli ultimi due tavoli, puoi guardare l'altro tavolo e anche utilizzare siti di monitoraggio online come Sharkscope (se consentito) per capire se qualcuno sta giocando un Buy In più alto rispetto al suo solito.

Da big stack puoi mettere pressione su tutti, ma i giocatori che dovresti prendere di mira in particolare sono quelli nel mezzo del gruppo poiché l'equazione rischio/rendimento per loro è sbilanciata verso il rischio in questa fase, e come tali possono ritrovarsi "con le mani legate", come si dice in gergo.

Tavolo Finale €1.100 Estrellas Courtesy Pokernews & Tomas Stacha
Tavolo Finale €1.100 Estrellas Courtesy Pokernews & Tomas Stacha

Caccia al medio al Final Table

Questo perché uscire mentre ci sono ancora tre o quattro stack più corti, costa in modo significativo, mentre con ogni probabilità non cercheranno di raddoppiare prendendo rischi troppo elevati al Tavolo Finale. Pertanto, per rischiare di essere eliminati, dovranno avere una equity praticamente da favola. Non aspettatevi che si giochino tutto in coin flip, in questa fase del torneo una mossa di questo genere è molto vicina al suicidio di ICM.

Come sempre, avere un piano e adattarsi man mano che le circostanze al tavolo cambiano, è sempre una buona idea.

Spesso gli short stack potrebbero non avere molte chips ed essere in grado di infliggere danni al tuo stack. Inoltre, è improbabile che gli altri big stack ti lascino fare il bello e il cattivo tempo affinché tu mantenga la chip lead per tutto il tempo.

Man mano che il gioco inizia a diventare short-handed e i salti di pagamento aumentano, puoi usare il tuo stack come arma per impaurire gli avversari e farli giocare per tutte le loro chips rischiando solo una piccola parte delle tue.

Occhio agli accordi di fine torneo. Di solito quelli per ICM vanno verificati soprattutto in virtù dello stile e della bravura dei tuoi avversari. Se pensi di avere un vantaggio molto largo in termini di "skill", cerca di tirare moltissimo il prezzo a tuo favore. Non sono ammesse le risposte del tipo "sono solo 15 BB di differenza, è un colpo solo". Quelli che parlano in questo modo sono di solito quelli che hanno più paura di uscire e vogliono che il deal si concluda costi quel che costi.

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Poker e Sport Editor
Andrea Borea, nato nel marzo 1973, proviene da un percorso inizialmente lontano dall’ambito umanistico, seguendo gli interessi familiari prima di intraprendere la strada che lo avrebbe portato nel mondo del poker e dell’editoria. Dopo l’ingresso in Assopoker, avvia collaborazioni di rilievo con Luca Pagano per PokerPoker.it e Pagano Events. È stato il primo a bloggare per l’Italia il Main Event delle World Series of Poker da Las Vegas nel 2008 e nel 2009. Ha contribuito alla realizzazione delle collane “Lo sport del Poker” e “I segreti del Grande Poker” per La Gazzetta dello Sport, con cui ha collaborato anche come autore di articoli sul Texas Hold’em, prima di passare a PokerStars.it. Negli ultimi anni ha scritto per diverse realtà del settore, tra cui ItaliaPokerClub, Betfair, PokerStarsNews, PokerStars Learn e Ludos Academy.