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Phil Hellmuth gioca il 100% delle mani in un torneo di poker online: "Sto provando a regalare le mie chips, vero?"

Phil Hellmuth come non l'abbiamo mai visto prima. Giovedì notte il 'Poker Brat' ha giocato il torneo più loose della sua quasi quarantennale carriera. In diretta streaming il 17 volte campione WSOP si è schierato a un torneo low stakes della poker room di cui è ambasciatore senza mai foldare preflop.

Non che Hellmuth abbia rivoltato il suo stile di gioco come un calzino dall'oggi al domani. Il motivo dello stile intavolato dallo statunitense, che potremmo anche definire "maniac", sta in una promo della poker room che metteva in palio una t shirt 'I Knocked Out Hellmuth' per chi lo avrebbe eliminato dal torneo.

Dopo aver accumulato montagne di chips vedendo tutti i flop, Hellmuth è stato eliminato e al suo posto nella diretta streaming è subentrato il figlio.

Cash game di riscaldamento

La sessione con 100% di VPIP di Phil Hellmuth è iniziata a due tavoli cash game 1$-2$ 6-max. Il Poker Brat si è seduto con 200$ su entrambi i tavoli e ha iniziato a commentare le mani in streaming in real time.

Più che al gioco, però, Hellmuth sembrava attento a interagire coi follower che commentavano la sua streaming live. Alla fine Phil si alzava dal primo tavolo con un profitto di 101$ per iscriversi al torneo low stake da 1$ di buy-in. Intanto continuava a giocare all'altro tavolo cash game, da cui poi si sarebbe alzato con un profitto di 134$.

Cosa significa VPIP

Il termine 'VPIP' è l'acronimo di voluntarly-put-in-the-pot. La statistica rende conto del numero di flop visti e si ottiene facendo il rapporto tra le volte in cui un giocatore ha messo i soldi per giocare una mano, divise le volte in cui ha avuto la possibilità di farlo.

Questa statistica è indispensabile per capire lo stile di gioco dell'avversario che stiamo affrontando. Se un giocatore ha un VPIP del 10%, significa che giocherà in media una mano su dieci e quindi, magari con l'ausilio di un software, possiamo tradurre questa statistica di gioco in un range plausibile.

Per avere un dato attendibile sul VPIP di un giocatore servono almeno 300 mani giocate contro di lui. Ma possono bastarne molte meno per capire le sue tendenze. Se dopo 50 mani un avversario ha un VPIP del 70% o più, possiamo ipotizzare seriamente che sia un occasionale estremamente loose.

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Ogni mano giocata

Entrato in gioco al torneo low- stake, Hellmuth ha allargato i suoi range di call fino a includere il 100% delle mani. Una deviazione veramente massiccia rispetto al suo usuale stile di gioco.

A un certo punto Hellmuth ruba i blinds aprendo J-5o, che chiama la "mano di Robbi Jade Lew." La mano dopo chiama una tribet con Q-3o per andare a vedere il flop in un five-ways-pot.

"Ho rilanciato il 100% delle mani, o chiamato almeno un raise con il 100% delle mani. Sto provando a regalare le mie chips, vero? - esclama a un certo punto Hellmuth.

Il secondo bullet più tight

Dopo aver consumato il primo bullet permettendo al giocatore che lo ha eliminato di ricevere la t-shirt, Hellmuth rientra in gioco chiudendo un po' i suoi range.

Dal 100% di VPIP passa al 96%. In una mano va all-in con gutshot contro top pair trovando il suo draw, nonostante l'avversario avesse legato anche un progetto a colore che gli toglieva qualche outs.

Giocando quasi tutte le mani Hellmuth riesce ad accumulare uno stack di 30.000 chips prima di trovare l'eliminazione andando all-in con T-7o.

Giornalista
Dopo anni passati a scrivere di altro, in un periodo sabbatico si è appassionato al poker e dal 2012 è diventato il suo pane quotidiano. Intanto ha scritto un paio di libri che niente hanno a che vedere col nostro meraviglioso gioco. Vive in Maremma dove è riuscito a realizzare il sogno che aveva preso forma nella sua mente da piccolo davanti a un 486 con 4Mb di RAM, ovvero lavorare comodamente da casa scrivendo al computer. Laurea magistrale in scienze della comunicazione, da venti anni iscritto all'Ordine dei Giornalisti, prima di conoscere il poker si è occupato di cronaca sulla stampa quotidiana nazionale e di musica su quella periodica, quest'ultima soprattutto per entrare gratis ai concerti. Poi ha creato e diretto per cinque anni un freepress bilingue turistico-locale. Al termine di questa esperienza il suo percorso si intrecciò con il NLHE grazie a un amico che giocava su Full Tilt Poker.
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