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Il charity poker è un business in Michigan: le nuove regole

joe-cadaTroppi tornei di texas Hold’em giocati per beneficenza hanno attirato l’attenzione degli organi di controllo americani.  Il poker live solleva polemiche pure negli USA. Succede in Michigan, dove il cosiddetto ‘charity poker‘ è una vera e propria industria che ha generato negli ultimi nove anni 86 milioni di dollari di rake per le poker rooms, 680 milioni di vincite e 103 milioni devoluti alle più disparate associazioni benefiche.

Tanti soldi in ballo e qualche irregolarità di troppo hanno allertato il Michigan Gaming Control Board, l’organo preposto al controllo del gioco in questo Stato degli USA. E se fino a qualche mese fa si pensava che la mannaia sarebbe scesa impietosa su questo tipo di attività pokeristica, oggi gli agenti del MGCB sono giunti a più miti consigli. 

Il nuovo progetto di legge dice che i tornei di poker organizzati per beneficenza saranno ancora ammessi entro i confini del Michigan, ma con alcune restrizioni onde evitare che i soliti furbetti (evidentemente ne esistono anche dall’altra parte dell’oceano) si approfittino dell’allettante flusso di soldi generato.

Mentre prima le poker rooms potevano organizzare tornei di poker per beneficenza tutte le sere dell’anno, sponsorizzando anche più eventi contemporaneamente e, soprattutto, libere di addebitare le ‘fee’ che ritenevano più idonee, con la nuova proposta di legge si ammette gioco solo per un massimo di 4 eventi a settimana e un solo ente benefico a serata.

Non solo, le sale da poker potranno addebitare alle associazioni benefiche costi che non superino i 250 dollari al giorno per evento. Un colpo durissimo per i gestori delle poker rooms, dealers, giocatori ed enti di beneficenza: tutti sono scontenti e ritengono che simili provvedimenti affosseranno l’industria del gioco e il mondo dei no-profit.  

Sono molte le poker rooms che in questa parte dell’America vivono grazie all’organizzazione del ‘charity poker‘; così come sono tante le associazioni di volontariato che si sostengono solo con i proventi dei tornei che organizzano. Insomma, la polemica si è appena scatenata e mettere tutti d’accordo sarà difficile.

Tuttavia, piuttosto che vietare totalmente questo tipo di manifestazione (come si temeva qualche mese fa) alla fine tutti si dovranno accontentare dell’osso che il Michigan Gaming Control Board ha lanciato, misero rispetto a prima, ma almeno il poker per beneficenza si potrà ancora giocare.

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