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Isai Scheinberg: i giochi di potere dietro alla corsa alla Poker Hall of Fame

[imagebanner gruppo=”pokerstars”]E’ tempo di candidature per la Poker Hall of Fame (PHOF) ed è uscito allo scoperto Terrece Chan che sta promuovendo la figura di Isai Scheinberg come prossimo membro del prestigioso club. Quella di Chan sembra una provocazione.

Per il momento non entriamo nel merito della candidatura, visto che gli argomenti a favore del fondatore di PokerStars sono svariati e sono stati elencati da Chan in questo articolo.

Pensiamo solo ad una provocazione di Chan perché la Poker Hall of Fame è gestita da Caesars e da WSOP, i rivali di sempre di PokerStars e soprattutto di Mister Scheinberg che ha ancora pendenze importanti con la giustizia americana.

Per questo motivo, anche se la candidatura dovesse ottenere successo con i voti online, i membri della PHOF si appelleranno ad ostacoli formali e bocceranno l’iniziativa di Chan. Una mossa che pare essere politicamente scorretta. In realtà i motivi sono altri e si annidano in radicate rivalità di business e non solo.

Gary Loveman è presidente di Caesars Entertainment Corporation ed è uno dei principali nemici della famiglia Scheinberg

Una cosa è quasi certa: dietro all’inchiesta del Black Friday sembra esserci celata la mano invisibile della lobby di Las Vegas guidata proprio da Caesars e dal potente alleato politico MGM.

L’obiettivo era chiaro: far fuori due players ingombranti come PokerStars e Full Tilt, per conquistare il mercato americano dell’online e rafforzare il live. Operazione non riuscita del tutto, visto che la regolamentazione procede a rilento in quasi tutti gli stati (per mano anche di Sheldon Adelson).

Dopo il Black Friday, di fatto, PokerStars si è rafforzata, acquistando Full Tilt e guadagnando il 70% delle quote del mercato mondiale (60%+10%). Il merito? Sempre di Isai Scheinberg, abile stratega anche nei momenti di difficoltà.

In tempi non sospetti, quando altri manager dividevano i network (vedi l’esperienza infelice di iPoker), il fondatore di PokerStars continuava a ripetere ai propri dirigenti: “la tutela del giocatore deve essere la priorità dell’ azienda“. Tradotto: la liquidità va sempre rafforzata ed allargata. Se stanno bene i giocatori e trovavano sempre azione, il business aumenta. Come dargli torto?

Fu per questo motivo che a Full Tilt non fu consentito, una volta entrata nella famiglia di Rational Group, di invadere i mercati regolamentati. In questo modo si sarebbe indebolita la liquidità di PokerStars.it, PokerStars.fr, PokerStars.es etc etc.

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La red room di fatto è diventata una ruota di scorta, adatta soprattutto a testare nuovi business (casinò in primis).

La candidatura di Scheinberg – a nostro avviso – è più che credibile, però non doveva essere Terrence Chan a proporla. Perché? Per una questione di eleganza. Il canadese è stato per anni consulente di PokerStars. Il primo software è stato sviluppato proprio seguendo le sue indicazioni.

Proponendola Chan, di fatto ha indebolito la posizione di Scheinberg  in ottica Hall of Fame.

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Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.