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Edward Oakley Thorp: il padre del conteggio Hi-Low nel blackjack

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22/04/2016 16:00

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Se i giocatori di blackjack devono ringraziare una persona, questa persona è sicuramente Edward Oakley Thorp. E’ stato il primo a studiare a fondo il blackjack, capendo per primo che quello svantaggio nei confronti del banco poteva trasformarsi in un vantaggio, iniziando a contare le carte. Una sorta di pioniere del blackjack moderno, bandito da tutti i casinò degli USA, ma amatissimo dai giocatori.

Thorp nasce nel 1932 a Chigago e si laurea al MIT in matematica e poi in fisica. Già questo ci fa capire che la “testa”, era un’ottima base di partenza. Mentre lavora ancora al MIT inizia a studiare un modello matematico da applicare al blackjack. Ma è ancora un approccio più da studioso che da appassionato al gioco. Bisognerà attendere il natale del 1960, quando assieme alla moglie si concede qualche giorno di vacanza a Las Vegas. Non è intenzionato a giocare ai casinò, ma a studiare dal vivo le varie sessioni di blackjack per adattarle al suo modello matematico.

Il vecchio gambler è stato sorpreso durante una sessione di blackjack

All’epoca infatti si usava un solo mazzo al BJ e Thorpe puntò deciso sulla seguente teoria: “Nel blackjack ogni mano è indipendente da quella precedente, ovvero alla fine di ogni mano le carte che sono state girate vengono messe da una parte e non rientrano più in gioco fino al termine della sessione. Negli altri giochi invece non accade. Pensate alla roulette, dove il 21 per esempio può uscire o una sola volta, ma anche mille volte di seguito. Ecco perché nel BJ, per il calcolo delle probabilità, in un mazzo di 52 carte non dobbiamo fare i calcoli sull’intero mazzo, ma dobbiamo concentrarci su quelle che ancora devono uscire“.

Una teoria neanche troppo complicata, ma che all’epoca ebbe una risonanza incredibile. Sta di fatto che Thorpe per primo si rese conto che fra la teoria e la pratica c’era un abisso. Il problema principale consisteva nel ricordarsi tutte le carte. Una cosa impossibile e che lo porto ad inventare il conteggio Hi-LowCon il sistema del +1 e -1 riuscì ad aggirare il problema, mentre al tempo stesso utilizzò i computer mainframe dell’IBM, imparò il linguaggio di programmazione Fortran e si basò, per formulare la sua teoria, sul criterio di Kelly. Gli elementi c’erano tutti: bisognava memorizzare le carte che erano uscite, analizzare la carta scoperta del banco e le nostre, fare dei calcoli (mentali) rapidi per sapere quale sia la scelta migliore tra chiedere carta, fermarsi, raddoppiare o dividere.

Contare-carte-blackjack

Arrivò quindi il momento di mettere in pratica quanto studiato e varcare l’entrata del casinò di Reno. Il problema è che non disponeva di tantissimi soldi e allora trovo come finanziatore un allibratore, che appoggiò la scelta di Thorpe. In un solo week-end portò via circa 11 mila dollari, che con il potere di acquisto di oggi sarebbero all’incirca 70.000 bigliettoni. Il casinò dopo 15 ore di sessioni vincenti lo allontanò dai tavoli. Andò quindi a Las Vegas, per altre settimane da urlo e altre espulsioni dai casinò, tanto che fu costretto a dei travestimenti per continuare a giocare. Alla fine aveva sommato così tanti divieti di ingresso che decise di organizzare la prima squadra di giocatori di BJ.

Intanto aveva deciso di rendere pubblica la sua scoperta e nel 1962 scrisse e pubblicò il più grande libro di sempre nella storia del blackjack: “Beat the dealer“. Fu un grande successo in termine di vendite, con oltre 700 mila copie andate a ruba, ma molti giocatori si lamentarono del fatto che in alcune parti il libro fosse incomprensibile o quanto meno duro da digerire per chi non era un laureato in matematica. Così Thorp venne incontro a queste osservazioni e 4 anni dopo, nel 1966, con l’aiuto di Julian Braun pubblicò una seconda versione del libro che conteneva un sistema molto più semplice e pratico denominato il sistema High-Low di Julian Braun.

I casinò dal canto loro, una volta usciti i due libri si resero conto per primi di avere un grande tallone d’Achille. In un primo momento arrivarono ad introdurre la regola che in caso di vincite alte il mazzo poteva anche essere mescolato più di una volta durante la sessione. Visti poi i cali di introiti per la mancanza di giocatori che si ribellavano a questa regola, optarono per l’introduzione da 4 a 8 mazzi per sessione. I giocatori accettarono di buon grado e tutto riprese come prima.

Thorpe

Con il successo dei libri però, per Thorpe le porte dei casinò si chiusero inesorabilmente. Così decise di investire tutto quello che aveva vinto nel mercato azionario e ancora oggi a 84 anni è il presidente della “Edward O. Thorp & Associates” , società da lui gestita direttamente a Newport Beach dove ancora vive con la moglie. E’ stato il primo giocatore ad essere inserito nella “Hall of Fame del Blackjack“. Una scelta inevitabile per un genio del genere.

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