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Pai Gow Poker: regole e punteggi del gioco di origine asiatica

Tutto quello che c'è da sapere sulla variante asiatica Pai Gow Poker: una guida sintetica ma completa sul gioco da casinò asiatico.

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12/01/2021 15:30

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Se ci fossimo mai chiesti quale fossero i giochi d’azzardo più antichi di sempre.. una delle risposte potrebbe essere “Pai Gow”. E’ un gioco d’azzardo nato in Cina addirittura oltre mille anni fa. All’epoca (pur detto in modo sintetico) venivano utilizzate alcune tessere del domino da collegare l’una con l’altra. Ad oggi, peraltro, tale gioco è ancora piuttosto diffuso nei Casinò orientali; ma una variante del “domino Pai Gow” si è affermata negli ultimi anni: parliamo del Pai Gow Poker, ovvero una sorta di Pai Gow giocato con le carte da gioco francesi, diffusosi prima a Las Vegas e successivamente nel resto del mondo.

Pai Gow

Cosa serve per giocare a Pai Gow Poker?

Si gioca a Pai Gow Poker al Casinò, luogo in cui saremmo contrapposti al banco, e si utilizzerà un mazzo di 52 carte francesi più un jolly, per un totale di 53 carte.

Il jolly, in questo gioco, avrà funzione di completamento per alcuni tipi di punteggio (come scala, colore o scala colore); in alternativa, preso singolarmente, fungerà unicamente da Asso.

Come si gioca a Pai Gow Poker?

Ad una singola sessione di Pai Gow Poker possono partecipare sino a 6 giocatori , oltre al croupier;  lo scopo del gioco è proprio il tentare di battere quest’ultimo con una mano migliore.

Dopo aver effettuato un giro di puntate, il croupier/mazziere al tavolo di Pai Gow Poker distribuisce le carte. Ciascun giocatore riceverà un totale di sette carte.

Una volta ottenute, il giocatore dovrà suddividere le sue carte in due diversi gruppi, uno formato da 2 carte (denominato “mano anteriore” o “mano bassa”) e uno composto dalle restanti 5 carte (detto anche “mano posteriore” o “mano alta”), entrambi utili a sfidare il banco. Le collocazioni delle carte dipenderanno dal punteggio pokeristico che si riesce ad ottenere in ambo le mani.

Il giocatore, infatti, può decidere come organizzare i due gruppetti autonomamente, a seconda della strategia che vuole intraprendere. L’unico vincolo fondamentale è dato dal valore delle mani: il mazzetto da 5 carte non potrà infatti contenere un punto pokeristico inferiore a quello chiuso con le due carte.

Quando il giocatore ha finito di organizzare i due gruppetti di carte, toccherà al banco valutare le proprie 7 carte, da dividere anche per conto suo in due mucchietti, da 2 e da 5 carte. Terminata la sua azione si andrà allo show down e si visualizzeranno le carte di tutti quanti.

A quel punto, con la lettura dei punteggi si concretizzerà uno tra tre scenari. Nel primo caso, il giocatore avrà battuto il banco sia con la mano bassa che con quella alta: con questa eventualità il banco pagherà al giocatore il doppio della sua puntata iniziale.

Nel secondo caso, una sola mano del giocatore batte una del banco: il colpo è considerato pari, pertanto il giocatore potrà riprende la sua puntata iniziale.

Nel terzo caso, sarà il banco a battere il giocatore sia sopra che sotto: con tale scenario, il giocatore perde tutta la sua puntata iniziale.

Pai Gow Poker: esempi di punteggio

Fatte queste premesse, risulterà importante nel Pai Gow Poker riuscire a definire una strategia ben chiara per poter battere il banco: la suddivisione dei due mazzetti di carte, infatti, non sarà figlia solo della fortuna. Vediamo perché.

Supponiamo di ricevere a 7 7 J 9 2 J

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In questo caso, riceveremmo due coppie, 7 e J. Istintivamente si potrebbe voler collocare la coppia di 7 nella mano bassa e quella di J nella mano alta, il che sarebbe corretto da un punto di vista regolamentare, ma forse meno proficuo dal punto di vista strategico. Una sola coppia nella mano alta, infatti, scopriremo essere un punto non particolarmente forte.

I giocatori più esperti di Pai Gow Poker, in questo caso suggerirebbero di collocare un punto come “Asso alta” nella mano bassa, per invece sistemare una doppia coppia nella mano alta (appunto di 7 e J) sistemazione che forse avrebbe più chance di battere il banco sia sopra che sotto.

E’ fondamentale, infatti, puntare a battere il banco su ambo i fronti, e il puntare al pareggio deve essere solo un’eventualità da considerare in casi disperati.

Altro esempio:

Riceviamo k 5 5 6 7 8 più un jolly.

Ci sono qui un sacco di possibilità: non tragga in inganno però la presenza della coppia (il jolly non ci aiuterà infatti a fare tris); qui la cosa migliore è collocare un King high nella mano bassa e una scala in quella bassa.

Resta inteso che la mano a due carte dovrà per forza contenere un punteggio più debole di quella da cinque, altrimenti la puntata sarà persa.

Che margine ha il banco?

Pai Gow Poker è uno dei giochi in cui il margine della casa risulta essere piuttosto basso rispetto agli altri giochi da Casinò: tale vantaggio si misura infatti attorno al 2,9%.

Il Payout del Pai Gow 

Nel Pai Gow Poker le vincite ai giocatori vengono pagate alla pari. Tuttavia, il 5% della cifra vinta deve tornare al banco sotto forma di commissione. Così, per esempio, al termine di una mano in cui sono stati scommessi 100 dollari e si è riusciti a battere il banco con entrambe le mani, si otterranno 95 dollari di vincita (oltre ovviamente ai 100 puntati), dato che il 5% resterà al banco come commissione.